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Trent’anni di cammino sensibile

Quando scesi dall’aereo e mi resi conto di essere arrivata in Brasile, fu una grande emozione. Era il 1997, e quella decisione era maturata dopo due anni di frequentazione con persone che si occupavano di sciamanesimo. Andavo a Bahia per conoscere più da vicino le tradizioni ancestrali come cura dell’anima, in rituali che erano semplici e disponibili a tutti.

L’incontro con quella sensibilità, le tradizioni ancestrali e l’attenzione amorevole per la natura mi permise di fare esperienza degli oli essenziali, delle resine e dei profumi come messaggeri di una saggezza antica che parlava direttamente al corpo e all’anima.

Al ritorno in Italia, l’incontro con un naturopata che conosceva profondamente l’aromaterapia mi aprì nuove prospettive di integrazione. Le essenze che avevo scoperto in Brasile iniziarono a intrecciarsi nella mia pratica con il massaggio ayurvedico e gli studi di filosofia che stavo portando avanti all’università. Era l’inizio di una sintesi unica: corpo, mente e spirito attraverso il linguaggio olfattivo, dove ogni olio essenziale diventava un ponte tra saggezza antica e applicazione contemporanea.

Massaggio ayurvedico e aromaterapia diventavano sempre più presenti nella mia vita, permettendomi di fare approfondimenti in India e in Perù che arricchirono ulteriormente la mia comprensione delle tradizioni curative. Intorno al 2000 mi trasferii a Milano, dove per mantenermi lavoravo in un ufficio di assicurazione durante il giorno, mentre la sera e nei weekend sviluppavo le mie pratiche e iniziavo a insegnare. Era una doppia vita necessaria: il lavoro tradizionale garantiva la stabilità economica, la passione per le essenze nutriva l’anima e costruiva lentamente una professione autentica.

Ad un certo punto il mio corpo mi segnalò che non potevo sostenere sia il lavoro di ufficio che la mia pratica ayurvedica e aromaterapica. Una sera, ascoltando il mio disagio fisico, decisi: se qualcosa andava lasciato da parte, era il lavoro di otto ore al giorno. Considerando che abitavo da sola con la mia gatta a Milano, fu una scelta coraggiosa. A volte, il corpo ci insegna che cosa è importante.

Dopo quella scelta, tutta una serie di eventi mi portò all’insegnamento del massaggio ayurvedico unito all’aromaterapia, e successivamente, nell’arco di diversi anni, a concentrarmi solo sull’aromaterapia, come strumento di ascolto e di senso. Le essenze rivelavano la loro vera natura: non solo profumi o rimedi, ma linguaggi sottili capaci di aprire dialoghi tra corpo, emozione e intuizione. Era l’inizio di una comprensione più profonda del potere comunicativo del profumo e degli oli essenziali.

Nei venti anni che ho vissuto a Milano, ho potuto così sviluppare un mio metodo autentico, che unisce sensibilità e lettura simbolica delle essenze. Questo metodo ha trovato applicazione in workshop di gruppo, sia in eventi privati che eventi aziendali, in quanto il profumo botanico può essere strumento di facilitazione di relazione e comunicazione. Il corso online di Aromaterapia emozionale e il corso online di Profumeria botanica sono nati successivamente, e rimangono in costante aggiornamento per offrire un punto di vista che unisca tradizione e contemporaneità.

Oggi, dopo trent’anni di cammino sensibile, l’aromaterapia che pratico non è più solo una disciplina personale ma un ponte tra tradizioni millenarie e necessità contemporanee. Gli sciamani che conobbi nel 1997, i corsi online e gli eventi privati di oggi condividono la stessa intuizione: il profumo autentico crea connessione umana.

Un Viaggio in Brasile, alla Scoperta della Coscienza Ecologica e Sociale

Salvador de Bahia, 1997

Quando ricevo l’invito da alcune sciamane brasiliane a soggiornare a casa loro a Salvador de Bahia, non immagino di trovarmi di fronte a un modello di integrazione sociale che avrebbe influenzato per sempre la mia comprensione di cosa significhi essere professionisti con uno sguardo olistico.

L’Incontro con un Modello Diverso

La prima sorpresa arriva subito: non si tratta di figure ai margini della società, bensì di professioniste pienamente integrate nel tessuto urbano. La sciamana che mi ospita per tre settimane legge i tarocchi in un centro che, per organizzazione e dignità, ricorda più uno studio di psicologi che l’immagine stereotipata di pratiche “alternative”. Spazi puliti, accoglienza professionale, orari definiti.

Il centro frequentato da queste donne rappresenta un ecosistema dove antica saggezza e modernità convivono senza contraddizioni. Qui la guarigione non è relegata a pratiche di nicchia, ma riconosciuta come servizio comunitario essenziale. Le sciamane operano con competenze che spesso includono formazioni universitarie, creando un ponte naturale tra sapere tradizionale e cultura contemporanea.

La Coscienza Ecologica come Fondamento

Quello che osservo va oltre la singola pratica spirituale. È una visione integrata dove la guarigione del pianeta e quella degli esseri umani procedono di pari passo. La coscienza ecologica non è un’aggiunta etica, ma il fondamento stesso dell’approccio terapeutico. La Terra viene vissuta come organismo vivente di cui facciamo parte, e ogni atto di guarigione individuale contribuisce alla salute dell’intero ecosistema.

Questa prospettiva si traduce in pratiche quotidiane: l’uso consapevole delle risorse naturali, la connessione con i cicli della natura, la comprensione del corpo umano come microcosmo del pianeta. Non si tratta di filosofia astratta, ma di metodologia concreta che informa ogni aspetto dell’attività professionale.

L’Accettazione Sociale

I frequentatori abituali del centro mostrano una trasversalità sociale che dimostra che quando le pratiche di coscienza sono offerte con serietà e competenza, anche i settori più tradizionali della società le riconoscono come risorsa preziosa.

Quando le pratiche di cura funzionano, le barriere ideologiche cedono di fronte all’evidenza dei risultati.

Lo Sciamanismo del Quotidiano

Ciò che caratterizza questo modello brasiliano è l’integrazione dello sciamanismo nella vita quotidiana. Non si tratta di weekend intensivi o ritiri occasionali, ma di una presenza costante nel tessuto sociale. Le sciamane vivono nei quartieri, hanno relazioni di vicinato, partecipano alla vita comunitaria mantenendo il loro ruolo di guaritrici.

Questa normalizzazione della funzione sciamanica elimina la drammatizzazione spesso associata alle pratiche spirituali. La guarigione diventa un servizio di prossimità, accessibile e privo di misticismi eccessivi. È forse questa naturalezza a renderla così efficace e socialmente accettata.

Una Lezione di Integrazione

Salvador mi ha insegnato che la professione olistica convive con altri approcci e può dare il proprio punto di vista, in un’ottica di dialogo. La chiave sta nell’integrazione: competenza professionale, serietà nell’approccio, rispetto per la comunità di appartenenza. Molte di queste riflessioni sono confluite poi in Materia Viva, la mia ezine sulle materie prime olfattive.

Questo modello di coscienza ecologica e sociale offre una via alternativa alla separazione tra spiritualità e mondo ordinario. Dimostra che la guarigione può essere professione riconosciuta, che la coscienza ecologica può informare pratiche concrete, e che la saggezza antica può integrarsi con la cultura contemporanea quando trova le forme appropriate di espressione.

L’esperienza brasiliana rimane per me un riferimento fondamentale: la prova che un mondo dove coscienza, ecologia e società convivono armoniosamente non è utopia, ma realtà tangibile che richiede solo il coraggio di essere vissuta.