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Quaderno Due – Essenze e Terra viva

Le essenze sono esperienza.

Le materie aromatiche accompagnano da secoli la vita quotidiana e le pratiche culturali di molte tradizioni. Resine, legni, radici e foglie custodiscono conoscenze, gesti e significati che possiamo avvicinare attraverso lo studio, ma anche attraverso l’esperienza personale.

Essenze e Terra Viva è il secondo dei Quaderni d’autore di Elena Cobez, una collezione di opere sensoriali in cui scrittura, profumo e ascolto si incontrano.

Questo Quaderno è dedicato a chi attraversa la complessità e il rumore del quotidiano, ma desidera ritrovare un rapporto più intimo con la natura, la bellezza e la propria sensibilità.

Il suo tema è la terra: non soltanto come elemento naturale, ma come luogo di appartenenza, memoria e presenza. Un invito a incontrare le materie aromatiche con gradualità, riconoscendo ciò che offre una sensazione di stabilità e nutrimento.

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Tre materie, tre qualità della terra

Il Quaderno Due si sviluppa attorno a tre materie aromatiche: Vetiver, Legno di Rosa e Patchouli.

Il Vetiver, con le sue radici e il suo profumo profondo e terroso, evoca stabilità, raccoglimento e un rapporto diretto con il suolo.

Il Legno di Rosa, dalla fragranza morbida e luminosa, introduce una qualità di delicatezza e presenza gentile.

Il Patchouli, con il suo carattere intenso, verde e boschivo, porta nell’esperienza la vitalità della vegetazione e la ricchezza delle sue trasformazioni.

Insieme, queste tre materie compongono un paesaggio aromatico nel quale la natura diventa casa: uno spazio sensoriale da abitare attraverso l’attenzione, la memoria e l’ascolto.

Il Quaderno come esperienza

Il Quaderno Due è stato concepito come un cofanetto sensoriale, nel quale testi, registrazioni audio e materie botaniche dialogano fra loro.

Il progetto comprende una dispensa illustrata di 16 pagine, dedicata alla descrizione poetica e tecnica delle essenze, e tre registrazioni audio di circa dieci minuti ciascuna, pensate per accompagnare l’esplorazione olfattiva.

La presenza delle materie nella loro forma fisica rende il percorso un’esperienza non soltanto olfattiva, ma anche tattile: un incontro diretto con le consistenze, le forme e le caratteristiche del mondo vegetale.

Essenze e Terra Viva prosegue il percorso inaugurato da Quaderno Uno – Essenze e Presenza, spostando l’attenzione verso le radici, il senso di appartenenza e la relazione con la terra.

Se sei interessato al Quaderno, contattaci per tutti i dettagli.


Questo progetto fa parte della collezione I Quaderni d’autore, dedicata all’incontro fra materie aromatiche, scrittura ed esperienza sensoriale.

Legno di Rosa, un cuore che tiene

Ho una piccola bottiglia di Legno di Rosa sul tavolo dell’atelier da tempo Non la uso spesso — non nel senso quotidiano, routinario. La uso quando sento che qualcosa vuole tornare al centro.

Il Legno di Rosa è Aniba rosaeodora, un albero amazzonico che per decenni è stato tagliato in modo massivo per estrarne l’olio essenziale. Un olio tra i più richiesti dalla profumeria internazionale — leggero, floreale, caldo, con quella nota di linalolo che i nasi hanno amato per generazioni. Ed è proprio questa storia di amore e sfruttamento che lo rende, ai miei occhi, uno degli oli più complessi da incontrare.

Oggi la situazione è diversa: esistono filiere che distillano solo le foglie, preservando l’albero. Alcuni produttori brasiliani stanno ripiantando e lavorando in modo controllato.

Ma veniamo all’odore, perché è lì che comincia la relazione vera. Il Legno di Rosa ha qualcosa che stupisce: è un legno che porta quella verticalità che tutti i legni portano — quella sensazione di colonna, di asse centrale, di “eccomi, sono qui” — ma la avvolge in una luce quasi floreale. C’è del rosa, in senso letterale: un richiamo alla rosa senza essere la rosa. Una gentilezza strutturale, se vogliamo.

Prima ancora che diventasse materia prima per la profumeria occidentale, il Legno di Rosa era parte della vita quotidiana e rituale delle popolazioni indigene amazzoniche. Un albero conosciuto, rispettato, integrato nei momenti di transizione: guarigioni, preparazioni, cerimonie legate al ciclo della vita. Le tradizioni sciamaniche dell’Amazzonia riconoscono alle piante un’intelligenza propria, una direzione, qualcosa che comunicano a chi sa ricevere.

Ispirandomi a questo tipo di sensibilità, ho imparato, negli anni, che i legni in aromaterapia emozionale sono gli oli della presenza. Quando siamo dispersi in mille direzioni, quando la testa è ovunque meno che nel corpo, un legno ci richiama. Ci dice: torna qui. Esisti qui.

Il Legno di Rosa fa questo con una delicatezza particolare, come se la stabilità avesse una sua grazia. Dal punto di vista chimico, è ricchissimo di linalolo — lo stesso componente principale del neroli e della lavanda, ma qui in un contesto legnoso che lo rende più profondo, meno volatile, più persistente. Ha una durata sul corpo che sorprende: rimane.

Lo utilizzo spesso nei momenti di transizione quel territorio di soglia in cui si è tentati di accelerare, di forzare, di “fare qualcosa”. Il Legno di Rosa dice: stai. Il momento sa già dove sta andando (se vuoi approfondire questo approccio e l’Aromaterapia emozionale, puoi prendere in considerazione il corso online).

È un albero che viene da molto lontano. Ma quando lo incontri, ha la qualità delle cose che appartengono a casa.