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Intelligenza Olfattiva e Consciousness Design: Metodologia Theory U Applicata all’Aromaterapia

L’olfatto è il nostro senso più antico. Arriva dritto al sistema limbico, cioè ai luoghi profondi della memoria e delle emozioni, prima ancora che la mente abbia il tempo di dare un nome a quello che sente. Per questo i profumi sono un linguaggio, come i colori o la musica. Tutti noi abbiamo la capacità di pensare per profumi, solo che spesso non lo sappiamo.

Qualche anno fa ho incontrato la Theory U di Otto Scharmer, un metodo nato per accompagnare persone e gruppi attraverso un cambiamento. Leggendola mi sono resa conto che descriveva quasi passo per passo quello che succede in un buon laboratorio olfattivo. Così ho provato a farle camminare insieme. Ecco come si svolge un percorso.

Iniziare insieme

Si comincia creando uno spazio sicuro. Ognuno racconta dove si trova in quel momento della sua vita: cosa porta con sé, cosa desidera. Chiedo a tutti di entrare con una mente da principianti, senza giudicare né se stessi né gli altri.

Sentire insieme

Poi arrivano le essenze. Alcune vengono dal territorio italiano e ci radicano, altre da luoghi lontani e ci allargano lo sguardo. È un viaggio sensoriale che apre possibilità nuove, e spesso fa scoprire profumi che nessuno aveva mai incontrato.

La presenza

Qui c’è il cuore del percorso. Si annusa in silenzio, come nel Kodo, dove l’incenso si ascolta. È una meditazione in azione: si raccolgono le informazioni olfattive seguendo l’intuito, restando in contatto con quello che sta emergendo dentro. È un ascolto che non passa dalle parole.

Cristallizzare

Da questo silenzio nascono, quasi da sole, associazioni e abbinamenti: profumi che “parlano” a quella persona in particolare. Non ci sono regole fisse da seguire. È la sensibilità di ciascuno a guidare.

Dare forma

Infine si compone. Ognuno crea la sua sinergia personale e poi la condivide con il gruppo, che restituisce colori, immagini, ispirazioni. È sempre sorprendente: quello che il gruppo vede rispecchia quasi perfettamente quello che la persona ha messo nel suo profumo.

Quello che resta

Il profumo creato torna a casa e accompagna il momento presente, come un piccolo alleato di passaggio. La formula resta scritta: è una traccia che si può riprendere e reinterpretare più avanti. In questo senso il percorso è una forma di arte-terapia, che dà voce a quello che dentro di noi chiede di essere espresso. È uno dei modi in cui vive il metodo Scents and Consciousness.

Se vuoi viverlo con un piccolo gruppo, è possibile con un evento privato. Oppure puoi cominciare da sola, con il corso online di Aromaterapia emozionale.

Creatività e flow: liberare la nostra capacità di espressione con aromaterapia e fiori di Bach

Che cosa significa essere creativi? Possiamo esserlo tutti? La buona notizia è che tutti viviamo la nostra creatività, ma spesso in modo inconsapevole.

“La creatività è il più grande dono dell’intelligenza umana. Più il mondo diventa complesso, più dobbiamo diventare creativi per affrontare le sue sfide.” [Ken Robinson]

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[Cascina Cuccagna a Milano]
Ma come liberare questa naturale capacità che abbiamo tutti? In realtà, la creatività è un flusso libero che il più delle volte viene fermato. Cioè spesso noi fermiamo la nostra capacità creativa, e poi pensiamo di non averla proprio. Come riattingere a questa fonte profonda?

Un olio essenziale particolarmente indicato è quello di Ylang Ylang. Questo fiore, cosi intenso nel registro olfattivo, per essere apprezzato appieno necessita di essere diluito, in olio o in alcol, perchè riempie facilmente olfatto e… psiche! La sua forza aromatica, se dosata correttamente, scioglie le rigidità interiori, rasserena, “smonta” la mente schematica e favorisce il lasciar andare. E’ una essenza molto adatta a persone iperattive che basano la loro forza sul controllo, e che quindi in realtà di energia hanno bisogno, perchè esercitare un forte controllo su di sè ha un costo interiore molto alto (e non facilita la creatività più profonda). Si potrebbe associare Rock Water dei fiori di Bach, per facilitare il fluire interiore.

gelsomino aromaterapia profumi creatività
[photo author:Christer T Johansson]
Per chi invece sente la propria sorgente creativa e non si concede di svilupparla (perchè magari gli hanno detto che non serve a niente)…potrebbe essere utile innanzitutto il fiore di Bach Centaury, che aiuta a ritrovare una propria centralità e a capire fin dove far arrivare gli altri nelle nostre scelte e direzioni. A questo fiore di Bach potrebbe essere utile aggiungere l’olio essenziale di Gelsomino sambac, per recuperare il piacere profondo della propria essenza creativa, per concedersi finalmente di essere se stessi e liberare il proprio eros, che è un’energia sacra, ed è la sorgente prima di ogni forma creativa e artistica.

Per utilizzare queste essenze e fiori possiamo farne uno spray, in genere in alcol alimentare a 95 gradi, con qualche goccia di essenza e fiore di Bach, valutando la quantità anche al naso, perchè l’intensità olfattiva dipende da noi. In generale le quantità di essenza vanno dall’1 percento al 10 percento sul totale, e davvero il naso qui deve decidere! Per i fiori di Bach, essendo un principio vibrazionale, se abbiamo le boccette madre, su uno spray da 30 ml di alcol ed essenze possiamo aggiungere dieci gocce di fiori di Bach. Anche qui l’esperienza diretta e individuale è fondamentale.

Ricordo che quand’ero piccola mia zia usava un profumo floreale, che sentivo spesso quando entravo nella sua camera. Mi piaceva molto, e lo trovavo ispirante, mi parlava. Così ne guardavo il flacone, un pò come se fosse un oggetto magico (e in fondo lo era). Quel profumo mi dava sempre delle sensazioni, e in pochi istanti mi “parlava” e trovavo delle risonanze con me.
Quando trovi la tua “miscela personale”, ti consiglio di versarla in un flacone che sia piacevole e bello, perchè ciò che ci ispira credo vada conservato con cura, è un atto d’amore verso noi stessi e diventa qualcosa di ispirante anche per gli altri.

E tu quali essenze o fiori usi per lasciare spazio alla tua creatività?