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ritrovare energia con il rosmarino

Per ritrovare una sensazione di energia e vitalità possiamo avvicinarci a una pianta che ci è molto familiare: il rosmarino.

Questa aromatica vigorosa, che cresce con piglio orgoglioso e un poco marziale, appartiene al paesaggio mediterraneo. Ama il sole, i terreni ben drenati e cresce anche vicino al mare, dove il vento attraversa i suoi rami sempreverdi.

Il suo profumo ha qualcosa di immediatamente riconoscibile: è fresco, penetrante, balsamico. Eppure, annusandolo con attenzione, si possono scoprire anche note più morbide, quasi floreali.

Il rosmarino suggerisce vigore, energia, tono. Ma il vigore evocato da questa pianta non parla soltanto di forza: parla anche di spazio.

Nella sua freschezza aromatica, soprattutto negli oli essenziali caratterizzati da una presenza importante di 1,8-cineolo, ritrovo una sensazione di ampiezza. È come se il profumo invitasse a respirare con maggiore attenzione, a fermarsi per un momento e a ritrovare la propria presenza.

Spesso sottovalutiamo le piante che abbiamo intorno ogni giorno, magari perché le conosciamo soprattutto attraverso la cucina. Il rosmarino, invece, ha una lunga storia come pianta aromatica, alimentare e officinale, ed è stato utilizzato in preparazioni profumate e nelle tradizioni erboristiche di numerosi paesi.

Il rosmarino nella quotidianità

Come possiamo incontrare il rosmarino attraverso il profumo?

Possiamo cominciare dalla pianta fresca. Basta prendere un rametto, sfiorarne delicatamente le foglie e annusarlo. È un gesto semplice, che permette di riconoscere le diverse sfumature aromatiche senza ricorrere a preparazioni particolari.

Un’altra possibilità è utilizzare un olio essenziale di rosmarino per profumare l’ambiente; se abbiamo amici animali in casa, diamo sempre attenzione se magari per loro l’odore è troppo intenso.

A volte una nota aromatica ci invita a raccoglierci, altre volte sembra suggerire movimento, apertura, una maggiore attenzione verso ciò che ci circonda.

Il rosmarino, per me, appartiene a questa seconda famiglia di esperienze. È una presenza aromatica che associo alla vitalità, alla chiarezza e alla possibilità di ritrovare spazio dentro la giornata.

E forse è proprio questa la qualità più interessante delle piante familiari: possiamo incontrarle nuovamente, scoprendo qualcosa che prima non avevamo notato.

Al rosmarino è dedicato Materia Viva n. 12, la ezine aromatica, un racconto che attraversa la storia della pianta, le sue tradizioni aromatiche e i suoi significati culturali, dall’antichità alla poesia moderna.

Samhain e il Rosmarino dei Cieli

Samhain è una festività di origine celtica che, in tempi più recenti, è stata spesso accostata alla festa di Halloween. Nella tradizione spirituale contemporanea che si richiama al mondo celtico, Samhain rappresenta un momento di passaggio fondamentale: l’inizio del periodo in cui la luce simbolicamente «scende sotto terra» e il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si fa più sottile. Questa festività può essere vissuta come un momento di rilascio di ciò che è completo e passato, e come apertura verso qualcosa di nuovo, di più interiore.

Procedendo verso l’inverno, la luce diminuisce e siamo simbolicamente portati a guardare maggiormente dentro noi stessi. Nella nostra cultura, in realtà, proprio in questo periodo si verifica spesso un’accelerazione delle attività, che sembra non corrispondere ai cicli naturali. La Natura, invece, progressivamente si ritira: dopo la pienezza dell’estate e la maturazione autunnale, arriva il tempo del riposo e del raccoglimento, prima della rinascita primaverile.

Fra le piante e i frutti che possono accompagnare simbolicamente questo passaggio troviamo la mela, la zucca e anche il rosmarino. Quest’ultimo mi è particolarmente caro. Il suo profumo è limpido, verde, balsamico, con una freschezza che sembra aprire lo spazio intorno a noi. Personalmente lo chiamo «il rosmarino dei cieli», perché annusandolo con attenzione mi rievoca immagini di cielo, di azzurro e di apertura. Una sensazione che crea un interessante contrasto con il raccoglimento della stagione: mentre la natura si ritira, il profumo sembra suggerire ampiezza e respiro.

Il rosmarino porta con sé anche una lunga storia di gesti e significati. Nella tradizione europea è stato associato al ricordo e alla fedeltà, accompagnando momenti importanti della vita. Forse è proprio questo legame con la memoria a renderlo particolarmente suggestivo nel tempo di Samhain, quando il pensiero si rivolge anche a ciò che è passato e a chi non è più con noi. Una pianta sempreverde, capace di attraversare le stagioni conservando il suo profumo.

A questo proposito, ti invito a leggere la ezine aromatica Materia Viva n. 12, un racconto che segue le tracce del rosmarino nella storia, nella letteratura e nelle tradizioni aromatiche, dall’antichità fino alla poesia moderna.