Archivi tag: olfatto

Samhain e il Rosmarino dei Cieli

Samhain è una festività di origine celtica che, in tempi più recenti, è stata spesso accostata alla festa di Halloween. Nella tradizione spirituale contemporanea che si richiama al mondo celtico, Samhain rappresenta un momento di passaggio fondamentale: l’inizio del periodo in cui la luce simbolicamente «scende sotto terra» e il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si fa più sottile. Questa festività può essere vissuta come un momento di rilascio di ciò che è completo e passato, e come apertura verso qualcosa di nuovo, di più interiore.

Procedendo verso l’inverno, la luce diminuisce e siamo simbolicamente portati a guardare maggiormente dentro noi stessi. Nella nostra cultura, in realtà, proprio in questo periodo si verifica spesso un’accelerazione delle attività, che sembra non corrispondere ai cicli naturali. La Natura, invece, progressivamente si ritira: dopo la pienezza dell’estate e la maturazione autunnale, arriva il tempo del riposo e del raccoglimento, prima della rinascita primaverile.

Fra le piante e i frutti che possono accompagnare simbolicamente questo passaggio troviamo la mela, la zucca e anche il rosmarino. Quest’ultimo mi è particolarmente caro. Il suo profumo è limpido, verde, balsamico, con una freschezza che sembra aprire lo spazio intorno a noi. Personalmente lo chiamo «il rosmarino dei cieli», perché annusandolo con attenzione mi rievoca immagini di cielo, di azzurro e di apertura. Una sensazione che crea un interessante contrasto con il raccoglimento della stagione: mentre la natura si ritira, il profumo sembra suggerire ampiezza e respiro.

Il rosmarino porta con sé anche una lunga storia di gesti e significati. Nella tradizione europea è stato associato al ricordo e alla fedeltà, accompagnando momenti importanti della vita. Forse è proprio questo legame con la memoria a renderlo particolarmente suggestivo nel tempo di Samhain, quando il pensiero si rivolge anche a ciò che è passato e a chi non è più con noi. Una pianta sempreverde, capace di attraversare le stagioni conservando il suo profumo.

A questo proposito, ti invito a leggere la ezine aromatica Materia Viva n. 12, un racconto che segue le tracce del rosmarino nella storia, nella letteratura e nelle tradizioni aromatiche, dall’antichità fino alla poesia moderna.

 

La pratica del Silenzio e la Comprensione interiore delle Essenze

E’ possibile percorrere una via interiore verso gli Oli essenziali? E’ possibile cioè riconoscere in se stessi le risonanze che le essenze ci regalano col loro profumo e la loro presenza intensa? Sicuramente sì. Un percorso interiore di avvicinamento alle essenze non solo è possibile, ma è auspicabile, in un mondo in cui abbiamo notizie scritte di ogni genere, su internet e su carta, che se da una parte ci servono come referenza, dall’altra spesso ci confondono ancora di più.

La realtà è che libri e articoli possono essere usati efficacemente dopo aver avuto un’esperienza diretta delle essenze.

Incontro sempre più persone che leggono internet e quando vengono ai corsi mi dicono “ho letto questo e questo, ma è vero?“.

La realtà è che è importante la nostra esperienza diretta delle sostanze, per fare in modo che delle informazioni diventino vera conoscenza.

E’ necessaria questa distinzione: oggi siamo pieni di informazioni mentre la conoscenza delle cose è molto limitata.

Silenzio come Via interiore

Così, in questa ricerca di vera conoscenza, ti invito a iniziare a fare esperienza diretta delle essenze, annusandole, vivendole, e cominciando a pensare che mentre le annusi stai instaurando un rapporto con quelle sostanze. Sì: l’olfatto, i sensi, sono “strumenti” che ci mettono in relazione col resto del mondo, e nota bene la parola relazione. In questa relazione, in particolare con le essenze, ci viene chiesto di ascoltare un linguaggio che non è parola, ma è profumo. Per fare questo (ma vale anche in altri campi), bisogna fare in sè spazio e silenzio. Accettare di non sapere. Accettare di aprirci a parole olfattive che ci parleranno da subito, e che nel tempo potremo comprendere appieno. Nel tempo.

Questo ascolto delle essenze e delle proprie percezioni è anche alla base del Corso online di Aromaterapia emozionale, un percorso per approfondire il rapporto personale con le materie aromatiche.

Per avvicinarsi al mondo dell’olfatto e dei sensi bisogna essere disposti a darsi tempo. A darsi esperienza. A rinunciare a un appagamento breve ed effimero che lascia un vuoto dentro. Perchè le essenze, l’olfatto, sebbene vivono di un regno così impalpabile, non sono affatto effimeri. Sono penetranti, intensi, restano “per sempre” dentro di noi. E dunque liberandoci dall’idea che “permanente” sia quello che vediamo e possediamo, scopriamo che il regno permanente è quello dell’esperienza interiore, del benessere, e anche della memoria. In questo l’olfatto è maestro, e anche gli altri sensi possono essere un canale di arricchimento interiore e di riscoperta di noi stessi (nei prossimi anni sarà una chiave essenziale e non accessoria).

A presto!