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Samhain and Rosemary Verbenone: The Scent of Autumn

Samhain is an ancient Celtic festival marking the transition from autumn to winter. Traditionally associated with the meeting of the visible and invisible worlds, it represents a time of endings, renewal and introspection.

As nature gradually withdraws into its winter rest, Samhain invites us to slow down, release what has come to an end and turn our attention inward.

Among the plants associated with this seasonal passage is rosemary, particularly Rosmarinus officinalis ct. verbenone, an aromatic variety often found in Corsica.

Its essential oil has a distinctive olfactory character: fresh, balsamic, clear, with an almost salty quality. I like to call it “Rosemary of the Heavens”, because its fragrance evokes blue skies, open spaces and a sense of expansiveness.

In aromatherapy, rosemary verbenone is appreciated for its refreshing, clarifying aroma. Used in atmospheric diffusion, it can accompany moments of concentration, meditation and quiet reflection.

Its fragrance seems to move upwards, creating an interesting contrast with the seasonal movement of Samhain, when light symbolically descends into the earth.

A note on safe use: Rosemary verbenone essential oil contains the ketone verbenone and requires particular care. Use small amounts, avoid prolonged exposure, and seek qualified advice before topical or therapeutic use, especially during pregnancy or in the presence of medical conditions.

At this turning point of the year, its bright, expansive scent offers a beautiful aromatic counterpoint to the stillness of autumn (if you love Rosemary, check Materia Viva, the aromatic ezine, which has a monography on the plant).

Samhain e il Rosmarino dei Cieli

Samhain è una festività di origine celtica che, in tempi più recenti, è stata spesso accostata alla festa di Halloween. Nella tradizione spirituale contemporanea che si richiama al mondo celtico, Samhain rappresenta un momento di passaggio fondamentale: l’inizio del periodo in cui la luce simbolicamente «scende sotto terra» e il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si fa più sottile. Questa festività può essere vissuta come un momento di rilascio di ciò che è completo e passato, e come apertura verso qualcosa di nuovo, di più interiore.

Procedendo verso l’inverno, la luce diminuisce e siamo simbolicamente portati a guardare maggiormente dentro noi stessi. Nella nostra cultura, in realtà, proprio in questo periodo si verifica spesso un’accelerazione delle attività, che sembra non corrispondere ai cicli naturali. La Natura, invece, progressivamente si ritira: dopo la pienezza dell’estate e la maturazione autunnale, arriva il tempo del riposo e del raccoglimento, prima della rinascita primaverile.

Fra le piante e i frutti che possono accompagnare simbolicamente questo passaggio troviamo la mela, la zucca e anche il rosmarino. Quest’ultimo mi è particolarmente caro. Il suo profumo è limpido, verde, balsamico, con una freschezza che sembra aprire lo spazio intorno a noi. Personalmente lo chiamo «il rosmarino dei cieli», perché annusandolo con attenzione mi rievoca immagini di cielo, di azzurro e di apertura. Una sensazione che crea un interessante contrasto con il raccoglimento della stagione: mentre la natura si ritira, il profumo sembra suggerire ampiezza e respiro.

Il rosmarino porta con sé anche una lunga storia di gesti e significati. Nella tradizione europea è stato associato al ricordo e alla fedeltà, accompagnando momenti importanti della vita. Forse è proprio questo legame con la memoria a renderlo particolarmente suggestivo nel tempo di Samhain, quando il pensiero si rivolge anche a ciò che è passato e a chi non è più con noi. Una pianta sempreverde, capace di attraversare le stagioni conservando il suo profumo.

A questo proposito, ti invito a leggere la ezine aromatica Materia Viva n. 12, un racconto che segue le tracce del rosmarino nella storia, nella letteratura e nelle tradizioni aromatiche, dall’antichità fino alla poesia moderna.