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la forza dell’alloro

Laurus nobilis, photo Marija Gajic

La pianta di alloro richiama nella mitologia una figura femminile, Dafne, ninfa che sfuggì ad Apollo proprio trasformandosi in questa bella pianta, forte e resistente. Così la pianta divenne sacra a questa divinità, e si usarono le corone di alloro come simbolo di successo, di intelligenza, di capacità. Lo stesso termine “laurea” si riferisce proprio alla pianta del Laurus nobilis.

L’olio essenziale viene estratto dalle foglie della pianta; ad esso sono riconosciute proprietà:

  • antibatteriche;
  • antivirali;
  • antifungine (anticandida);
  • balsamiche;
  • antalgiche;
  • stimolanti.

Per questo il nostro olio essenziale ci sarà particolarmente utile in autunno/inverno, quando potremo preparare uno spray da portare con noi in modo semplice:

prendiamo un flacone spray da 30 ml e versiamo della vodka; ad essa aggiungeremo 15 gocce di olio essenziale di alloro e 10 gocce di olio essenziale di limone, per avere una sinergia da spruzzare nell’ambiente, o anche su un fazzolettino da annusare all’occorrenza.

Questo spray pulirà gli ambienti, li renderà più piacevoli, e ci permetterà di respirare meglio all’occorrenza.


Franz Eugen Köhler, Köhler’s Medizinal-Pflanzen

Seguendo una lettura maggiormente simbolica, l’alloro ci porta la possibilità di essere centrati, interiorizzati, più consapevoli dei nostri moti interiori, e quindi più stabili e attenti.

Una essenza da usare in tutti i periodi nei quali stimoli, eventi, alti e bassi emotivi tendono a destabilizzarci, e sentiamo il bisogno di sentire maggiormente noi stessi, pur stando con gli altri.

Un tema che porta l’alloro è la protezione, la concentrazione, l’essere coerenti con se stessi. Potremmo anche dire, la capacità di recuperare la forza che proviene dal seguire semplicemente la propria strada.

Creatività Olfattiva: Tradizione e Innovazione

Nella mia ricerca sulla profumeria botanica contemporanea, ho avuto l’opportunità di approfondire con Keshen Teo di Prosody alcuni aspetti fondamentali che informano il mio approccio alla creatività olfattiva. Il nostro incontro a Milano durante Esxence ha rivelato convergenze significative tra la sua filosofia creativa e le mie osservazioni sul potere trasformativo degli oli essenziali.

L’Eredità Culturale

Particolarmente illuminante è stato scoprire come la formazione di Keshen nella medicina cinese tradizionale – trasmessa attraverso la sua famiglia a Singapore – abbia creato le basi per la sua comprensione intuitiva delle proprietà delle piante. In questo mi sono ritrovata, perchè l’Ayurveda (quindi la tradizione di cura indiana) per me è stato un passaggio fondamentale per comprendere l’uso delle essenze sia per il benessere che in ambito profumiero.

Il passaggio da Singapore a Londra ha rappresentato per lui una transizione geografica che ha catalizzato una ricerca creativa più profonda. La sua descrizione del sogno di avere un giardino personale risuona con la mia convinzione che il lavoro con gli oli essenziali richieda una connessione diretta con il mondo vegetale.

Il Fenomeno dell’Allergia

Un aspetto che ha catturato la mia attenzione è la sua scoperta dell’allergia ai profumi sintetici in età adulta – un fenomeno che osservo sempre più frequentemente nelle persone sensibili. La sua reazione fisica ai materiali di sintesi, che gli causava mal di testa, lo ha guidato naturalmente verso gli oli essenziali. Il corpo possiede una saggezza intrinseca nel comprendere quali sostanze supportano il benessere e quali lo compromettono.

Quando si entra in contatto genuino con queste sostanze, emerge spontaneamente il desiderio di comprenderne le potenzialità creative più ampie.

Complessità vs Sintesi: Una Scelta di Paradigma

Gli oli essenziali non sono semplicemente “profumi naturali” – sono sistemi informativi complessi che portano in sé l’intelligenza della pianta di origine e quindi possono essere di profondo beneficio anche per noi. Parliamo di una integrazione corpo, mente e anima nel loro uso e applicazione.

Geografia e Cultura del Profumo

Con Teo abbiamo parlato della differenza culturale tra Medio Oriente e Occidente nell’approccio al profumo.. La cultura popolare (non elitaria) del profumo in Medio Oriente, dove le persone sono quotidianamente circondate da oggetti profumati come bruciatori di resine, mostra come l’apprezzamento dei profumi vari a seconda del contesto culturale.

Inoltre anche da noi le persone desiderano sempre più conoscere le origini, i processi, le storie dietro i prodotti che scelgono e viverli nel loro quotidiano. Questo shift verso la trasparenza crea opportunità uniche per chi lavora con materiali autentici.

Il Processo Creativo come Viaggio Temporale

I profumi sono proprio un “viaggio nel tempo” e a volte esperimenti basati su “combinazioni casuali” conducono a scoperte inaspettate.

Il momento in cui un profumo smette di essere “la semplice sommatoria delle parti” e inizia a “portare via dal luogo in cui si è ora” descrive precisamente quella soglia alchemica dove la composizione tecnica si trasforma in esperienza trasformativa.

Riflessioni per la Ricerca Futura

Questo incontro con Keshen Teo ha confermato diverse intuizioni centrali nella mia ricerca: l’importanza dell’eredità culturale nella formazione della sensibilità olfattiva, il ruolo del corpo come selezionatore di qualità, la complessità informativa degli oli essenziali, e il potenziale trasformativo del lavoro creativo con materiali botanici.

Abbiamo concordato che la profumeria botanica contemporanea non è un ritorno nostalgico al passato, ma una forma evoluta di ricerca creativa che integra saggezza tradizionale e innovazione contemporanea.