Archivi tag: storia del profumo

Mitsouko di Guerlain, un nuovo stile per le donne del 1919

C’è una pesca dentro un bosco. Chi apre una bottiglia di Mitsouko incontra prima questo: un frutto morbido, quasi vellutato, posato su un fondo di muschio di quercia, patchouli, vetiver — terra, ombra, sale della pelle. Il bergamotto apre una zona di luce, la rosa e il gelsomino attraversano senza addolcire. Tutto convive. Tutto resta in tensione.

Jacques Guerlain compone questa formula nel 1919, e l’anno conta quanto la formula. L’Europa esce dalla guerra. Le donne escono da un mondo: hanno lavorato nelle fabbriche, hanno accorciato i capelli e le gonne, in Inghilterra hanno appena votato per la prima volta. Una generazione intera si trova davanti un compito inedito — diventare qualcuna che prima era impensabile.

E Guerlain, invece di dedicare il profumo a un fiore, gli dà il nome proprio di una donna. Mitsouko è la protagonista di La Bataille di Claude Farrère: giapponese, sposata, innamorata in segreto di un ufficiale inglese, sospesa nell’attesa di una battaglia che deciderà la sua vita. Una figura del japonisme, certo — un Oriente immaginato dalla Francia, con tutta l’ambivalenza di quello sguardo. Ma anche una figura che tiene insieme fedeltà e desiderio, riserbo e passione, e domina i propri sentimenti senza rinnegarli.

La donna che nel 1920 sceglie Mitsouko compie un gesto preciso. Sua madre portava la violetta, la rosa, il mughetto: fiori singoli, virtù singole, un’identità ricevuta. Lei sceglie un chypre scuro con dentro un frutto, un profumo che cambia sulla pelle nel corso delle ore, che porta il nome di una straniera e di un amore inconfessabile. Sceglie una complessità. E la indossa in pubblico.

Per questo Mitsouko, a più di un secolo di distanza, resta un documento e insieme una presenza viva. Le bottiglie del primo Novecento — i chypre, le fougère dense, gli orientali profondi — formano un archivio che parla di come una generazione ha usato la materia aromatica per attraversare un momento particolare, dove una nuova identità era possibile.

Annusare oggi Mitsouko significa consultare quell’archivio. E la domanda che il profumo pone resta aperta sulla pelle, intatta dal 1919: quale presenza vogliamo essere, quando tutto intorno cambia.

Nella bottega del profumiere — Storia e cultura olfattiva a Roma

La presentazione del volume Nella bottega del profumiere del professor Giuseppe Squillace è stata un’occasione per esplorare la storia della profumeria antica attraverso fonti documentarie, testimonianze letterarie e ricostruzioni delle pratiche compositive.

Dall’incenso alla mirra, dal nardo alla rosa, dal mirto all’iris, le materie aromatiche raccontano una storia millenaria di conoscenze, commerci, ritualità e ricerca della bellezza.

L’incontro ha proposto un dialogo tra ricerca storica ed esperienza sensoriale, affiancando alla presentazione del libro momenti di esplorazione olfattiva delle essenze botaniche descritte nelle fonti antiche.

Un’esperienza che testimonia come la cultura del profumo possa essere condivisa non soltanto attraverso le parole, ma anche attraverso il contatto diretto con le materie.

Oggi questo approccio continua nei miei eventi privati e workshop di profumeria botanica, dove storia, narrazione ed esperienza olfattiva si incontrano.


Inside the Perfumer’s Workshop — The History and Culture of Fragrance in Rome

The presentation of Nella bottega del profumiere (Inside the Perfumer’s Workshop), a book by Professor Giuseppe Squillace, offered an opportunity to explore the history of ancient perfumery through documentary sources, literary accounts and reconstructions of traditional fragrance-making practices.

From frankincense and myrrh to spikenard, rose, myrtle and iris, aromatic materials reveal a history spanning thousands of years, shaped by knowledge, trade, ritual practices and the pursuit of beauty.

The event brought together historical research and sensory experience, combining the presentation of the book with guided olfactory exploration of the botanical materials described in ancient sources.

It was an opportunity to experience how the history of fragrance can be shared not only through words, but also through direct encounters with aromatic materials.

Today, I continue to bring this approach to my private botanical perfumery workshops and sensory events.