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Tra Grappa e Sensorialità alla Distilleria Pagura

Settembre 2022: grazie all’invito di Isis Brunoni per facilitare l’evento “Profumi e Territorio” presso la Distilleria Pagura, ho avuto l’opportunità di esplorare la connessione profonda tra olfatto e territorio attraverso la degustazione guidata di grappe artigianali friulane.

Insieme a Isis, sommelier e titolare della distilleria, ho creato un percorso sensoriale che metteva in dialogo i profumi delle grappe fini con gli oli essenziali. La degustazione si è arricchita dell’esplorazione olfattiva delle essenze, creando un’esperienza dove i partecipanti potevano riconoscere come ogni grappa raccontasse la storia del vitigno di origine.

La Distilleria Pagura rappresenta una rarità nel panorama friulano: un laboratorio artigianale che ha resistito alle pressioni della standardizzazione industriale. Ogni distillato porta con sé non solo il carattere del vitigno, ma anche la sapienza di una lavorazione che rispetta i tempi naturali della materia prima.

Durante l’evento ho potuto osservare come l’educazione sensoriale permetta di apprezzare sfumature che normalmente sfuggono, trasformando la degustazione in un momento di vera consapevolezza territoriale.

Per una Geografia Aromatica dell’ Anima

Il contatto con noi stessi non è solo un contatto con i nostri impulsi più intimi, ma anche un contatto con quei territori che ci hanno “dato forma” attraverso la loro conformazione. Questo vuol dire che quei luoghi che abbiamo vissuto e frequentato per lungo tempo ci “formano”, danno cioè una impronta particolare alla nostra personalità e  così come ci fanno sentire individui unici, così ci fanno appartenere a un insieme di persone che in qualche modo ha vissuto la stessa impronta. Riscoprire le nostre radici ha cioè una doppia valenza:

– quella di dirci meglio chi e come siamo (la relazione con noi stessi);

– allo stesso tempo riconoscere una qualche comunanza con le persone che come noi hanno vissuto quei territori (la relazione con gli altri).

Questa cittadinanza condivisa non ha necessariamente i confini segnati sulle cartine geografiche quanto piuttosto risponde a una geografia interiore che spesso può riconoscere familiarità anche tra persone che abitano separate da confini posti dall’uomo.

Esiste quindi una geografia dell’anima e a dire il vero anche una geologia dell’anima che ci permette di guardare a noi stessi e agli altri in  modo rinnovato e fresco.  Ecco quindi due polarità che si presentano quando scegliamo di ritrovare le nostre radici: la scoperta di se stessi e la scoperta della relazione con l’altro.

In questo cammino di recupero della nostra identità incontriamo anche il regno delle piante e degli aromi. Le essenze, che possiamo considerare “le voci” di un territorio, ci danno testimonianza di caratteri e funzioni diverse ma tutte figlie di una unica terra che si esprime anche attraverso di esse. Annusandole, conoscendole, possiamo ritrovare parti della nostra stessa voce, parte del nostro stesso “profumo interiore“. A dir la verità possiamo scoprire consonanze e dissonanze, e possiamo scoprire anche che, così come ci riconosciamo in alcuni profumi del nostro territorio, così siamo attratti anche da profumi lontani, proprio perché la nostra anima trova nuovi territori in cui riconoscersi. Questo è uno degli aspetti della ricerca su Essenze e Acque aromatiche: la possibilità non solo di trovare rimedi pratici per il quotidiano, ma anche e soprattutto di ritrovare una strada verso noi stessi che è tutta da scoprire ed esplorare.