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Ricostruire un luogo con l’odore. Il paesaggio di Guincho in Portogallo come memoria sensoriale

Nel lavoro con Teresa Noronha Feio per A Tale for the Rootless una delle linee di ricerca più affascinanti riguardava la possibilità di evocare attraverso l’olfatto il paesaggio di Guincho, in Portogallo: il luogo della sua nascita, il mare, l’aria, una geografia personale che continuava a esistere anche a distanza.

L’idea non era quella di costruire una copia fedele di un luogo attraverso un profumo. Si trattava piuttosto di capire quali elementi sensoriali potessero riaprire una relazione con quel luogo e permettergli di tornare presente dentro un contesto completamente diverso, quello italiano in cui Teresa vive e lavora. Cercavamo insieme una ricostruzione dell’odore del luogo di nascita e del mare, da condividere in performane artistiche.

L’olfatto può diventare allora una forma di orientamento. Un materiale aromatico non sostituisce il luogo perduto ma può creare una via attraverso la quale alcune sensazioni tornano accessibili: un senso di familiarità, appartenenza; la possibilità di attraversare interiormente quegli ambienti.

Nel lavoro biografico questo passaggio può essere particolarmente prezioso. A volte una persona conosce perfettamente la storia dei luoghi da cui proviene, ma il legame con quei luoghi non è soltanto narrativo. È corporeo, sensoriale, fatto di dettagli.

Ed è forse questa una delle possibilità più interessanti dell’olfatto nei percorsi che lavorano con identità, radici e memoria: permettere a una parte della nostra storia di essere nuovamente percepita prima ancora di essere raccontata.

Sensorialità e gentilezza per lo sviluppo della creatività

Da tempo osservo come nell’aromaterapia i cambiamenti più profondi nascano spesso da approcci gentili: piccole esperienze olfattive che aprono spazi creativi inaspettati, senza forzature o aspettative eccessive.

La trasformazione graduale parte proprio da qui: progettare condizioni favorevoli al cambiamento, invece di imporre obiettivi ambiziosi che rischiano di produrre ulteriore pressione. Quando non ci sentiamo bene, può essere come se una nebbia scendesse sulla mente e rendesse più difficile vedere con chiarezza.

Questa immagine risuona profondamente con l’esperienza olfattiva. Un semplice olio di limone annusato consapevolmente può diventare un gesto capace di interrompere per un momento quella nebbia e introdurre una percezione diversa. La sensorialità offre un accesso immediato al presente e può generare un piccolo movimento che modifica la prospettiva.

Un ruolo importante appartiene alla curiosità creativa, che può emergere quando sospendiamo il giudizio su noi stessi. Nell’aromaterapia questo significa esplorare le essenze senza aspettative troppo rigide, permettendo che sia anche il corpo a orientare la scelta. Non soltanto: “dovrei usare la lavanda per rilassarmi”, ma piuttosto: “che cosa mi comunica questa essenza oggi?”

La gentilezza verso se stessi può così diventare uno strumento creativo concreto (se desideri approfondire, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale, o il corso online di Profumeria botanica).

C’è quasi sempre qualcosa di molto piccolo che possiamo fare per muoverci in una direzione nuova. L’aromaterapia estetica opera proprio su questa scala: non promette trasformazioni miracolose, ma offre gesti semplici e passaggi gentili verso stati di maggiore presenza, benessere e apertura creativa, rispettando i tempi naturali della trasformazione interiore.