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Il Sandalo: Quando un Albero Diventa Maestro

Ci sono profumi che trasportano, e poi c’è il sandalo, che trasforma.

Nei templi indiani i suoi trucioli dorati bruciano sulle braci da millenni, e la pasta di sandalo si stende sulla fronte come segno di devozione. A Mysore, per secoli, il profumo del legno ha abitato le strade, i laboratori degli intagliatori, gli oggetti di casa.

L’olio essenziale di Santalum album ha una qualità rara: invecchiando migliora, come un vino, e diventa più rotondo, più cremoso, più profondo. Sulla pelle è morbido e calmante, e in Ayurveda rinfresca il fuoco di Pitta. In meditazione accompagna il respiro verso il silenzio.

Proprio perché è stato amato troppo, il sandalo indiano è diventato raro e protetto. Oggi esistono piantagioni controllate, e altre specie affini, come il Santalum austrocaledonicum della Nuova Caledonia, con un carattere suo, più verde e più asciutto.

Il sandalo è una delle materie a cui torno più spesso, per la sua pienezza olfattiva, tattile, e per la sua storia. Se ti va di approfondire l’uso delle essenze, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale, o eventualmente, in chiave più creativa, il corso online di Profumeria botanica.

Incenso: Dalla Tradizione Ayurvedica alla Ricerca Contemporanea

L’incenso è una delle materie più antiche che conosciamo: una resina che l’albero dà per proteggersi, e che l’uomo ha bruciato, masticato, sciolto negli oli per millenni.

Le Boswellie sono piccoli alberi di terre aride, tra il Corno d’Africa, l’Arabia e l’India. La Boswellia sacra (a cui oggi si riconduce spesso la carterii) cresce tra Oman, Yemen e Somalia; la serrata è l’incenso dell’India e dell’Ayurveda; la frereana e la rivae danno profumi diversi, più agrumati o più scuri. Ogni specie ha la sua voce.

L’olio essenziale ne cattura la parte più leggera: fresca, resinosa, luminosa. Si respira bene, e in diffusione accompagna la concentrazione e il raccoglimento. Sulla pelle va sempre diluito in un olio vegetale.

La ricerca contemporanea si è concentrata soprattutto sugli acidi boswellici, che però si trovano nella resina e negli estratti, non nell’olio essenziale: è un buon esempio di come tradizione e scienza vadano lette con precisione, materia per materia.

Le resine sono diventate uno dei fili del mio lavoro. Se ti interessa questo mondo, in Materia Viva racconto le materie prime aromatiche insieme ai territori e alle persone che le raccolgono.

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