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alla ricerca dell’equilibrio – il profumo di elemi

[English version of the article – A balanced scent, Elemi]

L’Elemi (Canarium luzonicum), o Elemi di Manila, è un albero endemico nelle Filippine, e raggiunge un’altezza di trenta metri; ogni albero può produrre fino a cinque chilogrammi di resina. A noi arriva sia sotto forma di resina pura, sia come olio essenziale.

La resina aromatica ha un colore giallo chiaro, inizialmente con una consistenza simile al miele e successivamente quando indurisce, può risultare sia mediamente morbida che dura con inserti di corteccia e frammenti di legno.

Resina di Elemi, photo Elena Cobez

Sia la resina che l’essenza donano calma, equilibrio, con una nota speziata che in particolare nell’olio essenziale emerge con forza.

L’odore è fresco e ricorda il pepe e il limone. Si può percepire una sensazione di collegamento tra l’alto e il basso, la terra e il cielo, un equilibrio della parte luminosa con quella radicata e terrena – il profumo agrumato e speziato è intenso e invita alla presenza e alla calma.

Nella fumigazione della resina rimaniamo avvolti dal profumo quieto, intenso, fresco che può essere ideale accompagnamento per una meditazione, una lettura, o un momento di semplice relax e benessere.

All’olio essenziale, ricco in terpeni, sesquiterpeni e alcoli, vengono riconosciute proprietà cicatrizzanti, antisettiche, balsamiche e stimolanti/equilibranti. Possiamo provare a utilizzarlo nei massaggi, nei pediluvi e in diffusione nell’ambiente, quando abbiamo bisogno sia di sentirci “presenti” che di una sensazione di calma e serenità attiva.

Una ricetta benessere da diffusione con l’Elemi:

Elemi (Canarium luzonicum) 4 gc

Mandarino (Citrus reticulata) 4 gc

Limone (Citrus limon) 2 gc

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Sensorialità e gentilezza per lo sviluppo della creatività

Da tempo osservo come nell’aromaterapia i cambiamenti più profondi nascano da approcci gentili: piccole esperienze olfattive che aprono spazi creativi inaspettati, senza forzature o aspettative eccessive. Curiosa di approfondire questa filosofia della trasformazione graduale, ho cercato il confronto con Katie Elliott, coach specializzata in quello che definisce l’approccio delle “piccole sfide.”

Il nostro dialogo ha confermato intuizioni che emergevano dalla mia pratica: progettare significa creare condizioni favorevoli al cambiamento invece di imporre obiettivi ambiziosi destinati al fallimento. “Quando non ci sentiamo bene,” spiega Katie, “è come se scendesse una nebbia nella mente e non riusciamo più a vedere chiaramente.”

Questa osservazione risuona profondamente con l’esperienza olfattiva. Un semplice olio di limone annusato consapevolmente può dissolvere quella “nebbia mentale” più efficacemente di lunghe liste di buoni propositi. La sensorialità offre accesso immediato a stati di maggiore chiarezza, creando quello che Katie definisce “un piccolo movimento” che cambia completamente la prospettiva.

Durante la nostra conversazione è emerso il ruolo cruciale della curiosità creativa che nasce quando suspendiamo il giudizio su noi stessi. Nell’aromaterapia questo si traduce nell’esplorare essenze senza aspettative predefinite, permettendo che sia il corpo a guidare la scelta. Non “dovrei usare la lavanda per rilassarmi,” ma “cosa mi comunica questa essenza oggi?”

Katie ha confermato come la gentilezza verso se stessi diventi strumento creativo autentico. Invece di criticarci per i blocchi, possiamo utilizzare piccole esperienze sensoriali per riattivare il flusso: un respiro consapevole con una goccia di menta, un momento di ascolto del proprio corpo, la percezione del profumo di una pianta.

“C’è sempre qualcosa di piccolissimo che possiamo fare per muoverci in una direzione positiva,” osserva Katie. L’aromaterapia estetica opera esattamente così: non promette trasformazioni miracolose, ma offre ponti gentili verso stati di maggiore benessere e apertura creativa, onorando i tempi naturali della trasformazione interiore.