Dialogo con la Natura – L’Olfatto come Porta Spirituale secondo il Kodo

Come il Kodo ci insegna a comunicare con l’anima delle piante attraverso il profumo


“La fragranza viene annusata e in questo modo raggiunge la nostra anima, e permette all’anima una comunione con la Natura”. Così spiega il maestro Souhitsu Hachiya, ventunesimo discendente della scuola Shino-ryu di Kodo, l’arte giapponese della meditazione attraverso l’incenso. Il maestro spiega che piante, animali, ecc. hanno un’anima e quindi è possibile per noi esseri umani trovare una connessione con tutti loro. È possibile cioè dialogare con gli altri esseri della Natura, dai quali abbiamo molto da imparare.

La Scienza dell’Anima: Quando l’Olfatto Incontra lo Spirito

La ricerca neuroscientifica moderna conferma ciò che tradizioni millenarie hanno sempre saputo: l’olfatto è l’unico senso con connessioni neurali dirette al sistema limbico, saltando il talamo. Questo crea percorsi “cablati” verso i centri della memoria e delle emozioni, spiegando perché i profumi scatenano istantaneamente risposte emotive e accedono a stati di coscienza più profondi.

Le fragranze utilizzate sono interamente botaniche e quindi naturali: non si ottengono da miscele di molecole di sintesi. Questa distinzione non è solo filosofica, ma scientificamente cruciale. La ricerca ha identificato l’acetato di incensolo, presente nell’incenso naturale, come composto psicoattivo con effetti antidepressivi naturali, attivando canali cerebrali specifici.

L’Oud e il Linguaggio delle Piante

Durante la cerimonia dell’Incenso tenuta dal maestro abbiamo annusato l’Oud, in una variante particolare, proveniente dal sud-est asiatico. L’Oud non è semplicemente un profumo, ma il risultato di un dialogo secolare tra pianta e ambiente: quando l’albero Aquilaria viene attaccato da un fungo, produce questa resina aromatica come difesa. È letteralmente il profumo della resilienza, della trasformazione del dolore in bellezza.

Questa comprensione trasforma completamente il nostro rapporto con il profumo: secondo questa filosofia giapponese non stiamo semplicemente “sentendo un odore”, ma partecipando a una conversazione con l’intelligenza vegetale, con storie di sopravvivenza e adattamento che durano secoli.

Kodo Souhitsu Hachiya milano giappone

Il Silenzio Come Lingua Universale

Il silenzio è anche un elemento centrale; il maestro durante le sessioni di Kodo non parla. Questo non è vuoto, ma ascolto attivo. Nel silenzio del Kodo, permettiamo a questo dialogo di avvenire senza interferenze mentali. Non interpretiamo – riceviamo. Non giudichiamo – ascoltiamo ciò che la pianta ha da dire.

La Comunione Botanica: Oltre l’Umano

La filosofia del maestro Hachiya rivoluziona la nostra percezione della natura. Non vede le piante come “risorse” o decorazioni, ma come esseri senzienti con proprie forme di intelligenza e comunicazione. Il Kodo diventa così un medium per la comunicazione inter-specie, un modo per accedere alla saggezza vegetale attraverso l’olfatto raffinato.

Ricerche contemporanee nella botanica stanno confermando questa intuizione: le piante comunicano attraverso composti volatili, “parlano” tra loro, condividono risorse, e rispondono all’ambiente in modi che sfidano le nostre definizioni tradizionali di intelligenza.

L’Arte dell’Ascolto Olfattivo

Fondamentale è l’ascolto attento, un vero e proprio stato meditativo che richiede una forma completamente diversa di attenzione rispetto alla fruizione rapida dei profumi commerciali. Mentre quando annusiamo un profumo su una mouillette, ci concediamo pochi secondi, il Kodo richiede una olfazione partecipe e ripetuta.

Questa pratica sviluppa ciò che potremmo chiamare “intelligenza olfattiva” – la capacità di percepire non solo il profumo, ma la storia, l’energia, l’essenza della pianta che lo ha prodotto. È meditazione attiva attraverso il naso.

La Preservazione del Dialogo

Quando arriva un materiale nuovo, il caposcuola lo valuta per un anno intero, “ascoltandolo” tutti i giorni. Quando sente che è arrivato il momento, compone una poesia e sceglie una delle parole della poesia per dare il nome a quel particolare tipo di materiale.

Questo processo rivela la profondità del dialogo con la natura nel Kodo: ogni essenza ha una propria personalità, un proprio ritmo, una propria voce poetica. Il maestro non impone nomi arbitrari, ma ascolta finché la pianta stessa non rivela la sua identità attraverso l’esperienza condivisa.

Dal Profumo alla Preghiera

La tradizione delle “Dieci Virtù dell’incenso” nel Kodo include la purificazione della mente, il raffinamento sensoriale e lo sviluppo spirituale – benefici che la neuroscienza moderna conferma attraverso l’attivazione diretta del sistema limbico.

Ma il Kodo va oltre i benefici personali: è un atto di riconoscimento della sacralità della natura. Ogni fragranza inspirata è un ringraziamento alla pianta che l’ha creata, ogni cerimonia è una preghiera di interconnessione con il mondo vegetale.

Risvegliare l’Anima Botanica

L’esperienza del Kodo con il maestro Hachiya ci ricorda che la natura non è muta – siamo noi che abbiamo dimenticato come ascoltare. Attraverso l’olfatto educato e il silenzio attento, possiamo riapprendere questo linguaggio universale fatto di profumi, molecole e anima (qui puoi leggere una monografia della ezine Materia Viva sulla Camelia giapponese).

Ogni respiro diventa allora un atto di comunione, ogni fragranza una conversazione, ogni cerimonia un ritorno a casa nella famiglia più grande della vita sulla Terra.

Samhain e il Rosmarino dei Cieli

[Read the English version of this article . Samhain and the heavenly rosemary]

Samhain è una festività celtica che in tempi più recenti è stata “tradotta” con la festa di Halloween. In realtà Samhain nella tradizione della spiritualità celtica è un momento di passaggio fondamentale; sostanzialmente l’inizio del periodo in cui la luce “scende sotto terra” e in questo passaggio il regno dell’Aldiquà e quello dell’Aldilà si incontrano definendo un punto di non ritorno.

Questa festività può essere vissuta come un momento di rilascio di ciò che è completo e passato, e come apertura verso qualcosa di nuovo e di un livello più interiore, più alto. Procedendo verso l’inverno la luce “scende nella terra” e siamo simbolicamente portati a guardare maggiormente in noi stessi e a stare più “dentro”. Nella nostra cultura in realtà in questo periodo accade una accelerazione di cose, che non corrisponde con I cicli naturali – la Natura d’ora in avanti progressivamente si ritira per dare nascita con la primavera a tutto quello che si è sedimentato, rigenerato dopo la pienezza e la “selezione naturale” dell’autunno, e il riposo e il raccoglimento dell’inverno.

A Samhain sono associati diversi simboli del regno naturale, quali per esempio la mela, la zucca, e anche il rosmarino. Su quest’ultimo vorrei soffermarmi, in particolare sul Rosmarinus officinalis chemotipo verbenone, preziosa gemma dell’Aromaterapia.

Questo olio essenziale è distillato dalle piante di Rosmarinus officinalis, spesso in Corsica, dove troviamo un biòtopo particolare che dona questa essenza.

Olio essenziale di Rosmarinus officinalis chemotipo verbenone
Rosmarino, image Wikimedia Commons

Caratteristiche olfattive di questo rosmarino sono limpidezza, balsamicità, “salinità” – personalmente lo chiamo “il Rosmarino dei Cieli”, perchè annusandolo con attenzione, spesso mi rievoca immagini di cielo, di azzurro, e di apertura.

Questa caratteristica celeste ne fa un olio essenziale ideale in diffusione atmosferica, per mantenere viva l’attenzione e migliorare la lucidità. Può essere anche un olio da meditazione, per chiudere gli occhi e accedere a uno stato interiore di presenza e silenzio interiore. Essenza particolarmente direzionata verso l’alto, ricorda ampi spazi azzurri, accompagnati da un senso di respiro e di estensione.

Detto questo, ricordiamo che la presenza del chetone verbenone ne fa un olio essenziale da usare in bassi dosaggi e per brevi periodi di tempo, ed è sconsigliato in gravidanza e in presenza di patologie gravi.

In aromaterapia questo olio essenziale è utilizzato per bronchiti, sinusiti perchè è un ottimo mucolitico;
è un regolatore nervoso e cardiaco, ideale quindi quando c’è stanchezza mentale stress;
ha anche funzione regolativa endocrina ed è un rigeneratore epatico;
svolge interessante azione lipolitica ed è anche un rigenerante cutaneo, interessante quindi per le applicazioni nel massaggio estetico.

Un vero e proprio “scrigno del tesoro” che va utilizzato con buon senso e ricordando che poche gocce sono già in questi casi sufficienti sia per la diffusione nell’ambiente che per l’uso sul corpo tramite un vettore (olio da massaggio, crema).

Esperienze olfattive, scrittura e immagini d'autore

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