Profumeria botanica e Design Week: un workshop olfattivo all’Appartamento LAGO di Milano

Archivio delle esperienze olfattive — Milano, 12 aprile 2016

L’incontro tra design e cultura olfattiva

Il 12 aprile 2016, durante la Milano Design Week, ho condotto un workshop di aromaterapia e profumeria botanica presso l’Appartamento LAGO di piazza del Rosario, a Milano.

L’incontro proponeva un’esperienza sensoriale dedicata alle essenze naturali, in un contesto nel quale il design e la ricerca estetica offrivano una cornice particolare all’esplorazione dei profumi.

Il laboratorio nasceva dall’interesse per il rapporto tra materia aromatica, percezione e ambiente: come cambia la nostra attenzione quando incontriamo un profumo? Quali sensazioni, immagini e associazioni emergono dall’esperienza olfattiva?

Aromaterapia e Profumeria botanica a Milano

Un percorso tra materie aromatiche e percezione

Attraverso un’esplorazione guidata, i partecipanti hanno incontrato una selezione di oli essenziali e materie botaniche provenienti da differenti territori, dal Mediterraneo al Madagascar.

L’attività introduceva alcuni aspetti dell’aromaterapia, insieme alla dimensione emozionale e sensoriale dell’incontro con le essenze.

Annusare, osservare e confrontare le proprie impressioni diventava un modo per avvicinarsi alle caratteristiche delle materie aromatiche, riconoscendo la varietà delle percezioni individuali.

Il profumo come esperienza nel design contemporaneo

La presenza del laboratorio all’interno di un ambiente dedicato al design permetteva di esplorare una relazione interessante: quella tra gli oggetti, gli spazi e il senso dell’olfatto.

Accanto alle forme, ai colori e ai materiali, anche il profumo può contribuire alla qualità sensoriale di un’esperienza.

Questo workshop rappresenta una tappa del mio percorso professionale dedicato all’incontro tra profumeria botanica, cultura materiale e percezione.

Oggi questa ricerca continua attraverso laboratori olfattivi ed esperienze di profumeria botanica progettati per gruppi, aziende ed eventi privati.

Per conoscere le proposte attuali: Eventi privati — esperienze olfattive su misura.


Botanical Perfumery at Milan Design Week: An Olfactory Workshop at Appartamento LAGO

Olfactory experiences archive — Milan, April 12, 2016

Where Design Meets Olfactory Culture

On April 12, 2016, during Milan Design Week, I led an aromatherapy and botanical perfumery workshop at Appartamento LAGO, Piazza del Rosario, Milan.

The workshop offered a sensory exploration of natural aromatic materials within a setting dedicated to contemporary design and aesthetic research.

It grew out of an interest in the relationship between aromatic materials, perception and the surrounding environment. How does a scent change the way we pay attention? What sensations, images and associations arise when we encounter a fragrance?

Exploring Aromatic Materials

Through a guided olfactory experience, participants explored a selection of essential oils and botanical materials originating from different regions, from the Mediterranean to Madagascar.

The workshop introduced aspects of aromatherapy alongside the emotional and sensory dimensions of fragrance.

Smelling, observing and sharing impressions offered an opportunity to become familiar with aromatic raw materials and the diversity of individual perceptions.

Fragrance and Contemporary Design

Holding the workshop in a design-focused environment opened an interesting conversation about the relationship between objects, spaces and the sense of smell.

Alongside shapes, colours and textures, scent can contribute to the sensory character of an experience.

This workshop represents a stage in my professional exploration of botanical perfumery, material culture and sensory perception.

Today, I continue to develop bespoke olfactory experiences and botanical perfumery workshops for private groups, companies and special events.

Explore my current work: Private Events — Bespoke Olfactory Experiences.

Aromaterapia, Fragilità e Resilienza: la Picea mariana

Trattando il tema della Fragilità e della Resilienza, è interessante riflettere sull’etimologia delle due parole:

fragilità parla di qualcosa che si spezza, che si rompe – molte cose, interne ed esterne, che si possono rompere;

la resilienza trova la sua etimologia nel “rimbalzare”; interessante è vedere la relazione tra ciò che si rompe e ciò che rimbalza e fa rimbalzare. Notiamo che la fragilità a questo punto sembra un qualcosa che lascia entrare e si spezza; mentre ciò che è resiliente è ciò che rimbalza e fa rimbalzare (non si fa “devastare” da ciò che arriva).

La resilienza nasce per descrivere dei fenomeni fisici, di assorbimento di energia e restituzione (la racchetta da tennis non si rompe al contatto con l’impatto della palla perchè la rete assorbe l’energia dell’impatto e lo restituisce).

Resilienza in questo senso non è Resistenza; nella resilienza c’è elasticità.

Qualsiasi sia l’impatto, anche piccolo, si tratta non di diventare rigidi, quanto di assorbire lo stimolo e utilizzare questa energia per qualcosa di costruttivo – positivo.

Nella vita di ogni persona ci sono delle disarmonie e difficoltà che è possibile, attraverso un processo alchemico interiore, trasformare in una forma diversa di energia – che vada a supportare la vita e lo sviluppo della vita. La parola chiave è trasformazione – a volte è più facile a dirsi che a farsi, ma è senz’altro possibile, a volte da soli, a volte con l’aiuto di un terapista o di una guida.

Photo: Daniel Case
Photo: Daniel Case

La forza e la bellezza degli oli essenziali trova in questo processo un punto di interazione possibile: le essenze, con la loro bellezza olfattiva, la loro composizione chimica, la loro qualità vibrazionale possono essere un supporto in un processo di resilienza sia percorso da soli che percorso attraverso una relazione d’aiuto.

Un esempio di un olio essenziale che possiamo pensare come adatto a un processo di resilienza è la Picea mariana (Abete nero).

L’ Abete nero è un albero della famiglia delle Pinaceae che può raggiungere i 15 metri di altezza. Si trova facilmente in Canada, in ambienti artici, in Alaska ecc.

Il suo olio essenziale ha un profilo olfattivo complesso, che rispecchia le sue tante qualità: colpisce l’aspetto resinoso balsamico, con una tendenza alle sfumature che mi piace definire “zuccherine”; una parte più pungente, densa e penetrante si accompagna a una sensazione di apertura e relax. Questa presenza di elementi stimolanti e rilassanti (confermata dalla composizione chimica dell’olio essenziale, che affianca monoterpeni e alcoli agli esteri) ci permette di intravedere la sua potenza: sicuramente una essenza di stimolo e supporto, che ha in sè una gentilezza che può costituire proprio quella forza resiliente che stiamo cercando.

Abbiamo quindi in mano un olio essenziale che si rivela energizzante e che conserva allo stesso tempo una “vulnerabilità”, una freschezza che risulta utile quando non stiamo cercando solo uno stimolante, ma abbiamo bisogno di una sostanza in maggiore equilibrio. Alcuni ricercatori definiscono la Picea mariana un adattogeno, evidenziando questa qualità di supporto al sistema mente-corpo quando si tratta di doversi confrontare col mondo esterno.

L’uso dell’olio essenziale può essere per esempio in pediluvi e bagni, un paio di gocce in un cucchiaio di sale grosso versato nell’acqua, e anche in diffusione ambientale, quando ci si sente stanchi e appesantiti, quando la forza interiore magari tende a indebolirsi a causa delle tante cose da affrontare e da gestire.

Essenze di questo tipo, anche se non presentano particolari controindicazioni, sono sempre da valutare con attenzione in caso di gravidanza e persone sensibili (bambini, anziani, ecc.).

Esperienze olfattive, scrittura e immagini d'autore

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