Incenso: Dalla Tradizione Ayurvedica alla Ricerca Contemporanea

L’incenso è una delle materie più antiche che conosciamo: una resina che l’albero dà per proteggersi, e che l’uomo ha bruciato, masticato, sciolto negli oli per millenni.

Le Boswellie sono piccoli alberi di terre aride, tra il Corno d’Africa, l’Arabia e l’India. La Boswellia sacra (a cui oggi si riconduce spesso la carterii) cresce tra Oman, Yemen e Somalia; la serrata è l’incenso dell’India e dell’Ayurveda; la frereana e la rivae danno profumi diversi, più agrumati o più scuri. Ogni specie ha la sua voce.

L’olio essenziale ne cattura la parte più leggera: fresca, resinosa, luminosa. Si respira bene, e in diffusione accompagna la concentrazione e il raccoglimento. Sulla pelle va sempre diluito in un olio vegetale.

La ricerca contemporanea si è concentrata soprattutto sugli acidi boswellici, che però si trovano nella resina e negli estratti, non nell’olio essenziale: è un buon esempio di come tradizione e scienza vadano lette con precisione, materia per materia.

Le resine sono diventate uno dei fili del mio lavoro. Se ti interessa questo mondo, in Materia Viva racconto le materie prime aromatiche insieme ai territori e alle persone che le raccolgono.

Olio essenziale di Tea tree in Aromaterapia

Nel mio lavoro con l’aromaterapia, il tea tree è una delle essenze più affascinanti, per la sua storia quanto per le sue applicazioni pratiche.

Studiando le fonti sulle tradizioni aborigene australiane, ho incontrato un racconto che non mi ha più lasciata: lungo la costa orientale dell’Australia ci sono acque che attraversano i boschi di Melaleuca alternifolia e si caricano delle sue sostanze, diventando scure e profumate. Si racconta che i popoli aborigeni si bagnassero in queste acque per curare ferite e malattie della pelle, e che usassero le foglie schiacciate come impacco. Vero o in parte leggendario, è un’immagine perfetta di come la natura offra medicina già pronta, quando sappiamo riconoscerla.

Quello che più mi colpisce del tea tree è il suo profilo olfattivo: intenso, canforato, terroso, decisamente caratterizzato; dona una sensazione di radicamento, anche se olfattivamente non è proprio facile da apprezzare (se sei interessato alle applicazioni emozionali delle essenze, puoi prendere in considerazione il Corso online di Aromaterapia emozionale). 

Nella mia pratica, il tea tree è un alleato quotidiano. Per un colluttorio, una o due gocce disperse bene in un cucchiaino di miele o di alcol alimentare, e poi in un bicchiere d’acqua, aiutano in caso di afte, stomatiti e gengiviti: si sciacqua e si sputa. L’olio essenziale non si scioglie nell’acqua da solo, per questo serve un disperdente. 

Intorno al tea tree c’è una costellazione di oli affini. Cajeput e niaouli appartengono al suo stesso genere, Melaleuca; mandravasarotra e ravintsara vengono da famiglie botaniche diverse ma condividono un profilo fresco e balsamico e la capacità di sostenere le difese naturali. 

Esperienze olfattive, scrittura e immagini d'autore

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