Ci sono profumi che trasportano, e poi c’è il sandalo, che trasforma.
Nei templi indiani i suoi trucioli dorati bruciano sulle braci da millenni, e la pasta di sandalo si stende sulla fronte come segno di devozione. A Mysore, per secoli, il profumo del legno ha abitato le strade, i laboratori degli intagliatori, gli oggetti di casa.
L’olio essenziale di Santalum album ha una qualità rara: invecchiando migliora, come un vino, e diventa più rotondo, più cremoso, più profondo. Sulla pelle è morbido, calma, e in Ayurveda rinfresca il fuoco di Pitta. In meditazione accompagna il respiro verso il silenzio.
Proprio perché è stato amato troppo, il sandalo indiano è diventato raro e protetto. Oggi esistono piantagioni controllate, e altre specie affini, come il Santalum austrocaledonicum della Nuova Caledonia, con un carattere suo, più verde e più asciutto.
Il sandalo è una delle materie a cui torno più spesso, per la sua pienezza olfattiva, tattile, e per la sua storia. Se ti va di approfondire l’uso delle essenze, puoi prendere in considerazione il Corso online di Aromaterapia emozionale, o eventualmente, in chiave più creativa, il corso online di Profumeria botanica.