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Essenze che Abbracciano

Ci sono incontri olfattivi che non chiedono di essere spiegati, ma solo accolti. Il benzoino, con il suo calore balsamico e avvolgente, si presenta come un abbraccio che protegge e ammorbidisce ogni tensione. La sua presenza è quella di un fuoco serale intorno al quale si raccolgono le persone care – non serve cercare parole, basta lasciarsi accogliere da quel calore che sa di resina antica e di dolcezza profonda.

L’arancio dolce porta con sé un’energia completamente diversa: la sua luce fresca e sorridente apre spazi nel respiro, regala quella gioia immediata che riconosce chi ha bisogno di leggerezza. È come il primo raggio di sole che entra dalla finestra al mattino, semplice nella sua generosità.

Quando benzoino (se lo ami, la ezine Materia Viva numero 3 è una monografia proprio sul benzoino) e arancio dolce (ho dedicato il numero 8 di Materia Viva all’Arancia di Valencia) si incontrano, non si sommano soltanto – si completano in un dialogo perfetto. Il benzoino arrotonda, avvolge, chiude i cerchi aperti. L’arancio rischiara, alleggerisce, rende ogni cosa più luminosa. Nel loro abbraccio si rivela una verità che il corpo riconosce prima della mente: esistono momenti in cui non serve affannarsi, ma semplicemente lasciarsi sostenere. Per chi desiderasse comporre un accordo, si può aggiungere una nota di cuore e rendere la sinergia ancora piu’ densa (se vuoi approfondire puoi seguire il corso online di profumeria botanica).

Queste essenze non domandano altro che di essere respirate, perché nel respiro rivelano ciò che forse già sappiamo: siamo parte di un cerchio più grande, dove il calore e la luce si alternano secondo una logica che è insieme misteriosa e perfettamente sensata.

Solstizio d’inverno e la luce interiore – lascia andare e lascia arrivare

I solstizi sono momenti intensi, con energie forti che parlano di passaggi significativi. Nel solstizio invernale a dicembre, la grande luce che vediamo a picco in alto a giugno, corre a picco nella direzione complementare, cioè verso l’interno. Siamo “biologicamente” spinti verso la nostra interiorità, e nella nostra cultura attuale questo deve trovare un dialogo con i ritmi di dicembre, che spesso sono piuttosto frenetici e in parte caotici.

Mentre gli equinozi sono momenti di equilibrio, di taratura, i solstizi sono momenti apicali e quindi il “voltare pagina” può essere abbastanza intenso – a dire che invece di sentire un morbido passaggio, possiamo sentire un aut/aut, nessun chiaroscuro, anzi un bel bianco o nero, un si o no che parlano chiaro. Se hai necessità di fare delle scelte, i solstizi sono momenti propizi; e in particolare il solstizio invernale parla di scelte interiori, fatte seguendo la propria luce più intima che può essere espressa anche a parole, spiegando il proprio sentire e le proprie motivazioni.

In questo caso, ciò che deve andare, è bene che vada…non trattenere, se puoi. Allo stesso tempo, apriti alla possibilità che arrivi qualcosa di nuovo, o cogli ciò che ti sembra più affine a te stesso, qui e ora perchè porta le tracce del tuo prossimo futuro.

arancio dolce natale solstizio inverno

Per facilitare questo passaggio, è bene ritagliarsi qualche momento rituale, prendendosi del tempo per una tazza di buona tisana o caffè, accendere un incenso, diffondere le essenze, farsi un pediluvio o un massaggio ai piedi 🙂 Le piccole cose e i piccoli gesti ci permettono di creare dei momenti di “smaltimento” e recupero delle energie. In questo periodo è fondamentale, soprattutto se ci sentiamo sovraccarichi.

Diffondere essenze agrumate come mandarino, arancio dolce, pompelmo, può essere confortevole e confortante. Per stemperare le energie per certi versi estreme del solstizio, ricordiamoci di darci dei momenti “cuscinetto”, in modo da attutire il passaggio, e permettere alla nostra luce interiore di trovare spazio e nutrimento, perchè è ciò che ci anima e che ci rende umani.

Una semplice ricetta può essere, nel diffusore:

5 gocce di olio essenziale di pompelmo

3 gocce di olio essenziale di arancio dolce

3 gocce di olio essenziale di mandarino

Per un solstizio – e un Natale – col sorriso, il buonumore, e un momento di leggerezza del cuore.

Citando Rudolf Steiner: “Quando in questo tempo accendiamo le candele sull’albero di Natale, l’anima umana sente come se il simbolo di una realtà eterna sorgesse dinanzi al suo sguardo spirituale e vi fosse lì immutabile sin da un lontanissimo passato. Quando in autunno la natura esteriore pian piano appassisce, quando le azioni del Sole nella luce esteriore cadono come in uno stato di assopimento e gli organi della percezione esteriore dell’uomo debbono ritirarsi dai fenomeni del mondo dei sensi, l’anima ha la possibilità – o meglio non solo la possibilità, ma l’esigenza – di rientrare nelle sue più recondite profondità in modo da sentire e sperimentare che quando la luce esteriore del Sole diminuisce ed il calore si affievolisce, ora è il tempo in cui l’anima pu ritirarsi nell’oscurità esterna, ma pu in compenso trovare nella propria interiorità la luce spirituale.”