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Curcuma…solo in cucina? L’uso della curcuma come ubtan

In Ayurveda la curcuma è considerata quasi una panacea, e proprio per questo è difficile scegliere da dove cominciare. Io parto dal colore: quel giallo intenso che molti conoscono già dalla cucina.

La tradizione ayurvedica le riconosce una qualità particolare, che si chiama yogavahini: la capacità di accompagnare le altre piante nel corpo, amplificandone l’azione. È riscaldante e pungente, sostiene la digestione, e si dice che purifichi le nadi, i canali sottili, per questo viene usata spesso in primavera, quando il corpo si alleggerisce dagli accumuli dell’inverno.

Il gesto più bello, per me, è l‘ubtan: una maschera di polveri, curcuma, farine, a volte latte o yogurt, che in India si stende sulla pelle prima dei giorni importanti. Si mescola nel palmo, si stende, si lascia asciugare, e si toglie strofinando piano. La pelle resta morbida e luminosa, e le mani restano gialle per un po’. Fa parte del gioco.

Se ti incuriosisce l’India degli oli e delle spezie, puoi continuare con l’articolo sul viaggiare in India con gli oli essenziali. La curcuma è una delle spezie che raccontano le vie delle spezie dall’India al resto del mondo.

Aromaterapia e oli essenziali, e i tre approcci fondamentali

Nell’aromaterapia si incontrano spesso due estremi: chi la considera qualcosa di magico ed esotico, e chi la riduce a un freddo balletto tra chetoni ed esteri. La realtà è più ricca, e secondo me si legge meglio su tre piani.

La materia. Ogni olio essenziale ha una sua composizione chimica: monoterpeni, sesquiterpeni, esteri, aldeidi. Conoscerla permette di usarlo con precisione e con sicurezza, quando il corpo ha bisogno di sostegno.

L’energia. Oltre la chimica, ogni essenza ha per me una qualità vitale che si percepisce: un olio vivo, ben distillato da piante sane, ha una forza che un composto ricostruito in laboratorio non possiede.

La psiche. Gli aromi dialogano con il nostro mondo emotivo per vie che le neuroscienze stanno iniziando a studiare, e che l’intuizione conosce da sempre. È la dimensione che approfondisco nel Corso online di Aromaterapia emozionale.

Il gesto. I tre piani si incontrano nel corpo, attraverso un gesto semplice: una goccia sui polsi, le mani unte di olio sulla pelle, un respiro lento sopra una boccetta aperta. E’ la dimensione dell’esperienza, del quotidiano, del bene che può arrivare in ogni momento della giornata.

Un olio essenziale lavora su questi piani insieme. Per questo è un alleato prezioso, e insieme una sostanza potente, che chiede rispetto, passione e competenza.