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Quando il Profumo Incontra la Moda: Un’Esperienza Sensoriale per Max Mara

Recentemente ho avuto il privilegio di progettare un’esperienza sensoriale su misura per la presentazione della collezione Holiday di Max Mara. Il brief era elegante quanto sfidante: creare una connessione emotiva più profonda tra le clienti VIP e i nuovi capi attraverso fragranze botaniche curate.

L’Arte dell’Abbinamento Sensoriale

Lavorare con una maison di moda del calibro di Max Mara significa comprendere che ogni dettaglio conta. Non si tratta semplicemente di “aggiungere un profumo” all’evento, ma di creare una narrative olfattiva che dialoghi con i tessuti, i colori e lo spirito della collezione.

Per la Holiday collection, ho sviluppato una palette di fragranze botaniche che evocassero l’eleganza invernale: note di pino silvestre per richiamare i paesaggi innevati, bergamotto per la luminosità, e una base di legni preziosi che rispecchiasse la raffinatezza dei cappotti e degli accessori presentati.

Il Potere della Memoria Sensoriale

Quello che rende speciale questo tipo di collaborazione è la capacità del profumo di fissare i ricordi. Le clienti che hanno vissuto questa esperienza non ricorderanno solo i capi, ma l’intera atmosfera creata dall’incontro tra vista, tatto e olfatto.

In un mercato del lusso sempre più competitivo, la differenza la fanno questi dettagli sensoriali che trasformano un semplice shopping in un momento memorabile.

Verso Nuove Collaborazioni

Questo progetto con Max Mara rappresenta l’evoluzione naturale del mio lavoro: dall’aromaterapia tradizionale alla progettazione di esperienze sensoriali per brand di lusso. È la dimostrazione che il potere delle fragranze può elevare qualsiasi settore, dalla moda al corporate, creando connessioni autentiche tra persone e prodotti.

Prima delle parole. L’odore come accesso alla memoria familiare

Nel 2019 ho collaborato con la coreografa portoghese Teresa Noronha Feio allo sviluppo di A Tale for the Rootless, un progetto performativo dedicato all’eredità familiare, alle radici e alla costruzione dell’identità. Il lavoro nasce da una materia profondamente biografica: fotografie, testi, poesie, musica, racconti, oggetti e memorie legate alla storia della sua famiglia tra Portogallo e Africa. Il corpo e il movimento sono il luogo in cui questi materiali potevano incontrarsi e trasformarsi.

All’interno di questa ricerca, il mio lavoro riguarda l’olfatto e la memoria. Una delle domande che ci siamo poste è: può un odore dare accesso a qualcosa che esiste già nella memoria, ma che non è ancora diventato racconto?

L’olfatto possiede una caratteristica particolare: può produrre una reazione prima che abbiamo trovato le parole per descriverla. Offre una presenza sensoriale attorno alla quale memoria, corpo e associazioni possono organizzarsi.

Nel lavoro di Teresa questo aspetto è particolarmente importante perché A Tale for the Rootless interrogava proprio la relazione tra storia familiare e identità presente. Alcuni oggetti provenienti dalla sua storia — tessuti, libri, poesie — sono capaci di condurla verso determinati stati, che successivamente diventano movimento, parola e presenza scenica. L’odore entra nello stesso territorio: non come decorazione, ma come un altro modo di avvicinare una materia biografica senza obbligarla immediatamente a diventare discorso.

A volte un materiale, un gesto, un’immagine o un odore permettono a qualcosa di diventare presente alla consapevolezza. La parola può arrivare dopo, se serve; il corpo e la sensibilità riconoscono in un profumo, in un olio essenziale, qualcosa col quale si può risuonare, e che può evocare stati interiori e memorie che erano disponibili ma non si riuscivano a contattare.