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Quaderno Tre, Essenze e Flusso

Le essenze sono esperienza.

C’è un momento in cui abbiamo bisogno di uno spazio personale: un tempo in cui il respiro si allenta e i sensi tornano a fare da guida.

Essenze e Flusso è il terzo dei Quaderni d’autore di Elena Cobez, una collezione di opere sensoriali in cui scrittura, profumo e ascolto si incontrano.

Questo Quaderno nasce attorno all’acqua, alla sua capacità di scorrere, attraversare e trasformare. L’acqua segue il terreno senza forzarne la forma, trova passaggi, accoglie ciò che incontra e continua il proprio movimento.

È un’immagine che accompagna l’intera esperienza: lasciare spazio alla percezione, riconoscere i cambiamenti e ritrovare un ritmo personale.

Tre essenze, tre qualità del flusso

Il Quaderno Tre si sviluppa attorno a tre essenze botaniche: Ylang Ylang extra, Neroli e Menta Piperita.

L’Ylang Ylang extra porta una pienezza floreale calda e avvolgente. La sua fragranza si espande lentamente, suggerendo una qualità di morbidezza e distensione.

Il Neroli, luminoso e delicatamente verde, unisce la grazia del fiore alla memoria dell’arancio. È una presenza sottile che introduce leggerezza e apertura.

La Menta Piperita offre una freschezza vivace e immediata, una corrente chiara che attraversa il paesaggio aromatico e ne modifica il ritmo.

Insieme, queste essenze compongono un’esperienza fatta di espansione, leggerezza e movimento.

L’acqua entra nel Quaderno

Con Essenze e Flusso, la dimensione dell’acqua assume un ruolo particolare.

Accanto agli oli essenziali, il percorso introduce gli idrolati botanici, acque aromatiche ottenute attraverso la distillazione delle piante.

La Menta Piperita viene esplorata sia come olio essenziale sia come idrolato, offrendo due espressioni differenti della stessa materia vegetale.

Questo incontro fra essenze e acque aromatiche amplia le possibilità della percezione e introduce una nuova qualità sensoriale nel percorso dei Quaderni.

Il Quaderno come esperienza

Il Quaderno Tre unisce testi originali, approfondimenti sulle materie aromatiche e tre registrazioni audio di circa dieci minuti, concepite come meditazioni accompagnate.

La scrittura e l’ascolto guidano l’esplorazione, lasciando spazio alle sensazioni, alle immagini e alle associazioni personali.

Il flusso diventa così qualcosa da sperimentare: nel ritmo del respiro, nella successione delle note aromatiche, nel modo in cui un profumo cambia e si manifesta nel tempo.

Essenze e Flusso prosegue il percorso inaugurato da Quaderno Uno — Essenze e Presenza e Quaderno Due — Essenze e Terra Viva.

Dalla presenza alla terra, fino all’acqua, i tre Quaderni esplorano differenti modalità di incontro con la materia aromatica, attraverso la scrittura e l’esperienza sensoriale.


Questo progetto fa parte della collezione I Quaderni d’autore, dedicata all’incontro fra materie aromatiche, scrittura ed esperienza sensoriale.

Quando il profumo si lascia ascoltare – tra profumo e suono

In un laboratorio recente è successa una cosa che porto ancora con me. Le materie erano sul tavolo — qualche resina, un legno, un fiore — e mentre passavano di mano in mano ho sentito che nella stanza stavamo ascoltando. Ogni essenza entrava con un suo registro, e tra una e l’altra si apriva qualcosa che somigliava a un accordo: qualcosa con la nitidezza di una frase, un disegno, una direzione, un timbro che si poteva riconoscere.

Mi è rimasta addosso l’impressione che il profumo, certe volte, sia proprio una musica. E che, come la musica, si possa comporre insieme.

C’è una tradizione, in Giappone, che pratica questa cosa da secoli e le ha dato un nome preciso. Si chiama Kodo, la via dell’incenso, e quando si avvicina al naso un legno aromatico si dice Monko: ascoltare l’incenso. Il verbo è quello dell’udito. Chi ascolta un profumo entra in relazione con una presenza che si dispiega nel tempo, esattamente come si fa con un suono.

Anche la profumeria occidentale ha preso le sue parole dalla musica. Diciamo “note” — di testa, di cuore, di fondo — perché un profumo si apre, si svolge e lascia un fondo, come una frase ha un attacco, un corpo e una coda. E diciamo “accordo” per più essenze che, combinate, suonano come una cosa sola: tre suoni tenuti insieme generano qualcosa che nessuno dei tre possedeva da solo.

Forse è per questo che certe esperienze olfattive arrivano come musica. Quando le materie sono vive – resine, legni, fiori che conservano la loro voce – e le si incontra in un piccolo gruppo, con il tempo necessario, succede qualcosa che assomiglia a fare musica da camera. Ognuno tiene la sua nota, prova un suo accostamento, e a un certo punto nella stanza si forma una risonanza condivisa: come quando qualcuno tiene una nota e gli oggetti intorno cominciano, piano, a vibrare con lei.

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