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Mirra: Il Profumo delle Radici

Quando parliamo di stabilità interiore, parliamo di una dimensione che va oltre l’avere “i piedi per terra”. Si tratta di quella sensazione profonda di appartenere – a noi stessi, al nostro territorio, alla nostra storia. È il sentirsi a casa nel mondo, anche quando la vita è in movimento.

La stabilità autentica nasce dal corpo e dalle sensazioni corporee. Quando mangiamo qualcosa che ci piace, dove siamo in quel momento? Completamente presenti al piacere, qui e ora. Questa capacità di sentire – sia gioia che dolore – ci radica nel presente e trasforma l’esperienza in qualcosa di costruttivo.

Il Salto nel Tempo

L’essenza di Mirra (Commiphora myrrha) è un portale verso questa dimensione. Ogni volta che la annuso, sento un salto nel tempo – verso una dimensione collettiva, femminile, terrestre. La Mirra ci parla di altre epoche, di radici storiche e ancestrali, di un appartenere che va oltre la famiglia nucleare.

Questa resina evoca il “grembo materno allargato” delle società tradizionali, dove nessun bambino cresceva solo con mamma e papà, ma nella comunità intera. Una dimensione oggi quasi sconosciuta, ma di cui abbiamo ancora profondo bisogno in un’epoca di tanto sbilanciamento verso l’elemento aria.

Radicamento interiore e relazionale

La Mirra diventa alleata preziosa per chi ha difficoltà di relazione con la propria famiglia di origine o con il territorio natale. Per chi, per mille ragioni, non ha avuto una famiglia accogliente e stabile. Le amicizie di oggi possono diventare quella famiglia allargata che ci fa stare bene – e la Mirra ci aiuta a riconoscere e creare questi legami.

La stabilità vera non si basa su possedimenti e status sociali, ma su provenienza, territorio, persone che riconoscono la nostra appartenenza. Come l’elefante – animale di memoria ancestrale – possiamo recuperare quella dimensione ampia, profonda, attenta che diventa la nostra “base sicura”.

Quando le nostre radici si consolidano, nasce una grande vitalità; l’energia profonda di chi sa da dove viene e dove appartiene. La Mirra ci aiuta a riconnetterci con questa forza primordiale.

Applicazioni pratiche, in aromaterapia emozionale

Per diffusione: Alcune gocce nell’ambiente per evocare dimensioni ancestrali di appartenenza.

Come resina: Fumigata per rituali di riconnessione interiore.

Per applicazione: Diluita in olio vegetale, per momenti di ricerca della propria stabilità interiore.

La Mirra non ci radica solo nel presente, ma ci connette alla continuità profonda della vita umana – quella forza che attraversa i secoli e ci ricorda che abbiamo sempre appartenuto a qualcosa di più grande di noi. Se desideri approfondire questi temi, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale.

Olio essenziale di Mirra, una Essenza Aromatica di Terra

Nel Vangelo si narra che alla nascita di Gesù vengono portati Oro, Incenso e Mirra…Vediamo le origini di quest’ultima.  La Mirra è una gommo – resina rossastra, che deriva da alberi del genere Commiphora. Il suo nome deriva da termini ebraici che significano “amaro” e viene raccolta soprattutto nei paesi che si affacciano al Mar Rosso. Allo stesso genere appartiene l’Omumbiri della Namibia, la resina delle donne Himba.

Citata nella Bibbia e nel Vangelo, la Mirra si presenta oggi per noi come una sostanza ricca di benefici e dal profilo olfattivo tutto da scoprire. Un odore così caratterizzato in genere o piace o non piace; presenta un odore in parte acre, con note alte più leggere e quasi floreali, e una parte più profonda, quasi acida, amara. L’insieme dona una sensazione di rilassamento e ricorda forse una brezza desertica, a me personalmente ricorda un vento caldo e secco. Non tutte le mirre però sono amare. La mirra kua, raccolta dalle donne Samburu in Kenya, sorprende con note dolci di legno e di vaniglia.

Se piace, è sostanza che può essere una base suadente per la composizione di un profumo dal gusto orientale, e dall’odore – sapore di terra. La Mirra è un olio essenziale che radica, stabilizza, conforta, dona respiro. E’ una terra non semplice da avvicinare, ma appunto se piace può dare sensazione di respiro, di tranquillità, di presenza.

Per chi ama comporre delle sinergie olfattive, risulta interessante unirla con dei legni, per esempio il Sandalo. Una sinergia piacevole potrebbe essere composta da olio essenziale di Mirra, olio essenziale di Sandalo e olio essenziale di Rosa damascena o Rosa centifolia.

Per me è un olio essenziale anche utile da un punto di vista psicoemotivo, in quanto porta un rilassamento e un senso di presenza accompagnato da fiducia e benessere, quindi ideale nei periodi nei quali c’è bisogno di sentire “la terra sotto i piedi”, una terra che sia femminile, solida e accogliente (se sei interessato a questo argomento, puoi seguire il corso online di Aromaterapia emozionale).

Spesso si ha una sensazione di ancestralità, di un’energia di consapevolezza e presenza tutta da recuperare, che ci parla non solo delle nostre radici in questa vita, ma di una “appartenenza collettiva” alla Terra, come base per la nostra vita. Una essenza quindi da tener presente quando sentiamo il bisogno di trovare il nostro posto nel mondo, laddove ci chiama qualcosa di significativo per noi e per tutti. Sicuramente un olio essenziale da considerarsi fondamentale, da kit di base sia per le sue qualità di applicazione fisica che emotivo-simbolica.