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Materia Viva n.11 — La mirra kua

Ogni numero di Materia Viva nasce da una materia aromatica e la segue come si seguirebbe una traccia: non solo il profumo, ma il paesaggio, la storia, i gesti, le immagini e le parole che quella materia porta con sé.

Questa volta il filo conduce al nord del Kenya, dove le donne Samburu raccolgono la mirra kua, Commiphora kua, staccando con le dita le gocce che l’albero lascia uscire da solo. Qui la kua non si incide: si prende ciò che la pianta offre, e l’albero resta intero. Per molto tempo questa resina è finita anonima nei sacchi, mescolata a mirre più comuni. Oggi si è iniziato a riconoscerla e a raccoglierla a parte, e quel piccolo gesto di separazione la rende riconoscibile e porta a chi la raccoglie un reddito proprio.

Al naso sorprende chi si aspetta la mirra: al posto del fondo amaro e terroso, note dolci di legno e di vaniglia e un tratto balsamico, quasi vellutato. È parente dell’Omumbiri della Namibia, un’altra Commiphora che porta con sé il gesto delle donne che la raccolgono.

Scopri di più su Materia Viva – e se ami le resine il numero precedente è sul Ramy, una resina del Madagascar.

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Il profumo come soglia: riscoprire il sacro attraverso gli aromi

A marzo c’è un momento in cui l’aria cambia. Le giornate si allungano di poco, la luce torna obliqua e dorata nel tardo pomeriggio, e il corpo sente che è ora di qualcosa. A volte il nome di quel qualcosa arriva più tardi.

Molti passaggi della vita hanno questa stessa qualità: una parte di noi si è già mossa, un’altra abita ancora la forma di prima.

In questi momenti mi ritrovo a tornare, quasi per istinto, alle resine. Olibano, mirra, benzoino. Materie antichissime, usate in ogni latitudine nei riti di passaggio, nelle cerimonie, negli spazi di preghiera. C’è qualcosa di rassicurante nel fatto che l’essere umano, in ogni epoca, abbia cercato nel fumo e nel profumo un modo per attraversare le soglie.

Il naso come organo di ascolto

L’olfatto raggiunge il corpo prima delle parole. Per questo una resina può dare un nome a ciò che la mente sta ancora cercando di dire: un bisogno di radicamento, di protezione, di morbidezza, di spazio. Il naso è un organo di percezione sottile, e l’aromaterapia emozionale nasce da questa fiducia: la materia giusta è quella che, in quel momento, entra in relazione con noi.

Avvicinare una resina al naso. Lasciare che il respiro prenda il suo tempo. Osservare che cosa si muove, dove si posa l’attenzione, quale qualità cerco oggi. Bastano pochi minuti al giorno per trasformare il passaggio in un’esperienza che si può attraversare con presenza.

Aromaterapia emozionale è il mio corso online per incontrare gli oli essenziali e le resine come compagni dell’ascolto, nei passaggi di ogni stagione.