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Mastice di Chios: Viaggio Sensoriale in una Resina Millenaria

Il profumo del mastice di Chios ci sorprende per la sua pulizia e la sua brillantezza. Una resina che stupisce da secoli o forse millenni, vista la sua lunga tradizione d’uso che viene citata dal medico Galeno (II sec. D.C.), fino ai rimedi di Giovanni di Vigo (medico del papa Giulio II, nei primi anni del 1500)fino ai giorni nostri.

Il mastice in forma pura (la resina stessa come viene raccolta, o la sua polverizzazione) trova testimonianze d’uso trasversali; è per esempio una delle componenti dell’olio santo nella tradizione cristiana ortodossa.

Viene raccolto sull’isola greca di Chios, che si trova vicino alla Turchia. Durante l’anno la preparazione degli arbusti di Pistacia lentiscus avviene in vista della raccolta della resina, che si effettua tra agosto e settembre. Di questa resina e delle sue lacrime traslucide ho scritto anche in I cristalli luminosi del Mediterraneo.

I suoi utilizzi sono anche alimentari: sia come aromatizzante di liquori per esempio, sia in miscele per condire piatti quali il Saliq, riso cotto con carne mangiato in Arabia Saudita, che viene aromatizzato con cardamomo e mastice.

Non dimentichiamo il suo uso cosmetico: Dioscoride (I sec. A.C.) ne parla come materiale utilizzato in maschere per il viso, e per migliorare l’alito e pulire i denti. La sua applicazione cosmetica viene trattata da diversi autori; troviamo anche delle testimonianze sul suo uso come incenso in formulazioni profumate – per esempio in una ricetta contenuta nella Pharmacopoeia Ellenica, stilata nel XIX secolo, troviamo che degli incensi in forma di tavolette possono essere creati usando incenso, storace, labdano e mastice.

Fumigazione di resina di mastice, photo Elena Cobez

In fumigazione il suo profumo si presenta intenso, corposo, e avvolgente, con note verdi, fresche e balsamiche, talvolta legnose e con una nota di fondo amara che mette in risalto le sfumature di legno e di bosco. Aromatico e decisamente intrigante, il mastice ci invita ad un viaggio dentro noi stessi e alla capacità di connetterci con la nostra intuizione, con mente chiara e priva di pensieri ricorrenti o fissi. La sua capacità di rinfrescare e rinnovare può risultare utile quando abbiamo bisogno di rigenerarci, soprattutto mentalmente, e quando vorremmo lasciar andare un modo di pensare che non ci aiuta più.

Se ti piacciono le resine e ti piacerebbe utilizzarle in composizione di profumi botanici, c’è il corso online di profumeria botanica.

Mirra: Il Profumo delle Radici

Quando parliamo di stabilità interiore, parliamo di una dimensione che va oltre l’avere “i piedi per terra”. Si tratta di quella sensazione profonda di appartenere – a noi stessi, al nostro territorio, alla nostra storia. È il sentirsi a casa nel mondo, anche quando la vita è in movimento.

La stabilità autentica nasce dal corpo e dalle sensazioni corporee. Quando mangiamo qualcosa che ci piace, dove siamo in quel momento? Completamente presenti al piacere, qui e ora. Questa capacità di sentire – sia gioia che dolore – ci radica nel presente e trasforma l’esperienza in qualcosa di costruttivo.

Il Salto nel Tempo

L’essenza di Mirra (Commiphora myrrha) è un portale verso questa dimensione. Ogni volta che la annuso, sento un salto nel tempo – verso una dimensione collettiva, femminile, terrestre. La Mirra ci parla di altre epoche, di radici storiche e ancestrali, di un appartenere che va oltre la famiglia nucleare.

Questa resina evoca il “grembo materno allargato” delle società tradizionali, dove nessun bambino cresceva solo con mamma e papà, ma nella comunità intera. Una dimensione oggi quasi sconosciuta, ma di cui abbiamo ancora profondo bisogno in un’epoca di tanto sbilanciamento verso l’elemento aria.

Radicamento interiore e relazionale

La Mirra diventa alleata preziosa per chi ha difficoltà di relazione con la propria famiglia di origine o con il territorio natale. Per chi, per mille ragioni, non ha avuto una famiglia accogliente e stabile. Le amicizie di oggi possono diventare quella famiglia allargata che ci fa stare bene – e la Mirra ci aiuta a riconoscere e creare questi legami.

La stabilità vera non si basa su possedimenti e status sociali, ma su provenienza, territorio, persone che riconoscono la nostra appartenenza. Come l’elefante – animale di memoria ancestrale – possiamo recuperare quella dimensione ampia, profonda, attenta che diventa la nostra “base sicura”.

Quando le nostre radici si consolidano, nasce una grande vitalità; l’energia profonda di chi sa da dove viene e dove appartiene. La Mirra ci aiuta a riconnetterci con questa forza primordiale.

Applicazioni pratiche, in aromaterapia emozionale

Per diffusione: Alcune gocce nell’ambiente per evocare dimensioni ancestrali di appartenenza.

Come resina: Fumigata per rituali di riconnessione interiore.

Per applicazione: Diluita in olio vegetale, per momenti di ricerca della propria stabilità interiore.

La Mirra non ci radica solo nel presente, ma ci connette alla continuità profonda della vita umana – quella forza che attraversa i secoli e ci ricorda che abbiamo sempre appartenuto a qualcosa di più grande di noi. Se desideri approfondire questi temi, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale.