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Profumeria botanica, Aromaterapia e Consapevolezza

Sabato scorso, ci siamo immersi in una giornata dedicata all’ascolto profondo: delle essenze e di noi stessi. Abbiamo esplorato gli aromi, concedendoci il tempo di entrare in risonanza con loro, lasciando affiorare sensazioni, intuizioni, immagini e pensieri.


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Aromaterapia come Pratica di Consapevolezza

Ci siamo esercitati a trasformare l’aromaterapia in una vera e propria pratica di consapevolezza, quasi una meditazione. Permettendo alle sensazioni – leggerezza, pesantezza, luminosità, calore, freschezza e molto altro – di emergere, abbiamo riscoperto nelle essenze parti autentiche di noi stessi. A poco a poco, il nostro profumo personale si è manifestato, rivelandosi come un autoritratto sensibile, un’immagine olfattiva che parla di chi siamo e ci nutre profondamente.

Abbiamo condiviso le nostre verità, raccontando il bene che portiamo dentro, ma anche le difficoltà, le insicurezze e le fragilità che ci hanno spinto nel nostro cammino, rendendoci straordinariamente umani.


Ancorarsi in un Mondo che Cambia

La nostra epoca è profondamente instabile, in continuo movimento e mutazione. Se da un lato questo apre a innumerevoli possibilità di crescita, dall’altro richiede una consapevolezza sempre maggiore, un forte radicamento e un ascolto attento di sé. Senza queste basi, rischiamo di essere travolti da correnti che non ci appartengono.

Ti invito a prendere parte ai prossimi workshop di profumeria botanica. Saranno sempre spazi di ascolto sensibile, luoghi protetti dove potrai rigenerarti. Vere e proprie oasi per l’anima, dedicate a chi sente ancora la propria voce interiore, e anche a chi, pur non sentendola chiaramente, sa che esiste e desidera ritrovarla.

Prima delle parole. L’odore come accesso alla memoria familiare

Nel 2019 ho collaborato con la coreografa portoghese Teresa Noronha Feio allo sviluppo di A Tale for the Rootless, un progetto performativo dedicato all’eredità familiare, alle radici e alla costruzione dell’identità. Il lavoro nasce da una materia profondamente biografica: fotografie, testi, poesie, musica, racconti, oggetti e memorie legate alla storia della sua famiglia tra Portogallo e Africa. Il corpo e il movimento sono il luogo in cui questi materiali potevano incontrarsi e trasformarsi.

All’interno di questa ricerca, il mio lavoro riguarda l’olfatto e la memoria. Una delle domande che ci siamo poste è: può un odore dare accesso a qualcosa che esiste già nella memoria, ma che non è ancora diventato racconto?

L’olfatto possiede una caratteristica particolare: può produrre una reazione prima che abbiamo trovato le parole per descriverla. Offre una presenza sensoriale attorno alla quale memoria, corpo e associazioni possono organizzarsi.

Nel lavoro di Teresa questo aspetto è particolarmente importante perché A Tale for the Rootless interrogava proprio la relazione tra storia familiare e identità presente. Alcuni oggetti provenienti dalla sua storia — tessuti, libri, poesie — sono capaci di condurla verso determinati stati, che successivamente diventano movimento, parola e presenza scenica. L’odore entra nello stesso territorio: non come decorazione, ma come un altro modo di avvicinare una materia biografica senza obbligarla immediatamente a diventare discorso.

A volte un materiale, un gesto, un’immagine o un odore permettono a qualcosa di diventare presente alla consapevolezza. La parola può arrivare dopo, se serve; il corpo e la sensibilità riconoscono in un profumo, in un olio essenziale, qualcosa col quale si può risuonare, e che può evocare stati interiori e memorie che erano disponibili ma non si riuscivano a contattare.