Archivi categoria: Profumeria botanica

Profumeria botanica raccoglie testi dedicati alle materie aromatiche naturali e all’arte di comporle. Oli essenziali, resine, assolute e altri estratti diventano strumenti di ascolto, studio e creazione, in un percorso che unisce tecnica, sensibilità olfattiva e pratica compositiva.

La Rosa in Aromaterapia: Centifolia e Damascena a Confronto

Due rose, due mappe. Per capire la differenza tra centifolia e damascena, più che le proprietà conviene guardare dove crescono, e come ogni terra ha imparato a raccoglierle.

Grasse, la rosa di maggio

La centifolia è la rosa di Grasse, in Provenza, dove la chiamano rose de mai: fiorisce per poche settimane, a maggio, e i petali si raccolgono a mano al mattino. È una rosa piena, fitta di petali, che dà poco olio essenziale e per questo viene lavorata soprattutto come assoluta. Grasse ne ha fatto una questione di identità: per secoli la città ha vissuto di profumeria, e la rosa di maggio ne è rimasta il simbolo. Oggi la centifolia si coltiva anche in Marocco, ma il suo nome resta legato a quelle colline.

Al naso è morbida, mielata, quasi una carezza.

Dalla Valle delle Rose all’India

La damascena invece ha viaggiato. In Bulgaria cresce nella Valle delle Rose, attorno a Kazanlak, dove la raccolta comincia all’alba, quando i fiori sono ancora carichi di profumo e il sole non li ha scaldati. In Turchia la si coltiva attorno a Isparta, in Iran a Kashan, dove la distillazione dell’acqua di rose è una festa di primavera che dura da secoli.

E poi c’è l’India. A Kannauj la damascena non diventa solo olio essenziale: viene distillata in alambicchi di rame e i suoi vapori si posano sull’olio di sandalo, fino a diventare attar. La stessa rosa, qui, si trasforma in un profumo da portare sulla pelle.

Da questa pianta si ottengono anche idrolati preziosi, che negli ultimi anni sono arrivati perfino nella mixology.

Al naso la damascena è più piena e intensa, con un fondo speziato che la centifolia non ha.

Una rosa racconta un luogo

Chi lavora con le essenze impara presto che non esiste “la rosa”. Esiste una rosa di Grasse, una di Kazanlak, una di Kashan, e ognuna porta con sé il clima, il suolo e le mani di chi la raccoglie. Riconoscerle è il primo passo per comporre con le rose, imparando a sentirne la provenienza.

Nella bottega del profumiere — Storia e cultura olfattiva a Roma

La presentazione del volume Nella bottega del profumiere del professor Giuseppe Squillace è stata un’occasione per esplorare la storia della profumeria antica attraverso fonti documentarie, testimonianze letterarie e ricostruzioni delle pratiche compositive.

Dall’incenso alla mirra, dal nardo alla rosa, dal mirto all’iris, le materie aromatiche raccontano una storia millenaria di conoscenze, commerci, ritualità e ricerca della bellezza.

L’incontro ha proposto un dialogo tra ricerca storica ed esperienza sensoriale, affiancando alla presentazione del libro momenti di esplorazione olfattiva delle essenze botaniche descritte nelle fonti antiche.

Un’esperienza che testimonia come la cultura del profumo possa essere condivisa non soltanto attraverso le parole, ma anche attraverso il contatto diretto con le materie.

Oggi questo approccio continua nei miei eventi privati e workshop di profumeria botanica, dove storia, narrazione ed esperienza olfattiva si incontrano.


Inside the Perfumer’s Workshop — The History and Culture of Fragrance in Rome

The presentation of Nella bottega del profumiere (Inside the Perfumer’s Workshop), a book by Professor Giuseppe Squillace, offered an opportunity to explore the history of ancient perfumery through documentary sources, literary accounts and reconstructions of traditional fragrance-making practices.

From frankincense and myrrh to spikenard, rose, myrtle and iris, aromatic materials reveal a history spanning thousands of years, shaped by knowledge, trade, ritual practices and the pursuit of beauty.

The event brought together historical research and sensory experience, combining the presentation of the book with guided olfactory exploration of the botanical materials described in ancient sources.

It was an opportunity to experience how the history of fragrance can be shared not only through words, but also through direct encounters with aromatic materials.

Today, I continue to bring this approach to my private botanical perfumery workshops and sensory events.