Una giornata sensoriale in una limonaia del Garda

Ci sono luoghi che cambiano il ritmo nel momento esatto in cui ci entri. Una limonaia del Garda è uno di questi: i pilastri di pietra, le piante allineate, l’aria che sa di foglia e di scorza calda, il lago che si intravede oltre le colonne. Ci si arriva per fermarsi, e senza accorgersene si è già in un tempo diverso.

Nei giorni del solstizio estivo, ho condotto una giornata sensoriale a Salò, alla limonaia La Malora, con un piccolo gruppo. Non un corso: un percorso di ascolto, dove le essenze e il paesaggio sono stati il mezzo per fermarsi e tornare a sentirsi e divertirsi.

Le essenze come strumento di ascolto

L’olfatto ha una qualità rara: aggira le spiegazioni e arriva dritto a una risposta immediata, corporea, spesso più sincera delle parole.

Per questo le materie aromatiche, in una giornata così, non sono il soggetto da studiare ma lo strumento per ascoltarsi. Un agrume che illumina, una resina che dà calma, un legno che si concede piano: ogni essenza diventa una domanda gentile — cosa mi attira, cosa scarto, cosa mi sorprende di me.

In natura, dentro un paesaggio che profuma

Una limonaia del Garda è già di per sé un profumo. Il limone in tutte le sue sfumature — la foglia, il fiore, la scorza, il legno — la pietra che trattiene il sole, l’umidità che sale dal lago.

Lavorare qui significa mettere in dialogo le essenze portate e quelle del luogo. Ci si muove, si annusa, ci si ferma, si torna su una pianta. Il paesaggio fa parte del lavoro: aiuta a rallentare, a sentire, a stare.

Cosa portare a casa

Durante una giornata sensoriale si portano a casa esperienza, condivisione, e prodotti sensoriali: durante il percorso si può creare un proprio profumo in spray, che diventa la “firma” della giornata, e assaporare i prodotti locali, ricchi di profumi e gusto.

Perché il Garda

La sponda di Salò si presta in modo particolare a questo tipo di esperienza. Le limonaie, il lago, la luce piena del solstizio: un territorio fatto per fermarsi e ascoltare, raggiungibile e raccolto, dove si esce dalla routine senza andare lontano.

Una giornata sensoriale può nascere per un piccolo gruppo che desidera un tempo diverso — più lento, più attento, più vicino a sé.

Se senti che un’esperienza così potrebbe essere giusta per te o per il tuo gruppo, scrivimi a professionefelice@gmail.com o tramite il tasto WhatsApp del sito. A presto!

La sensibilità olfattiva a servizio della valorizzazione di vini di eccellenza

L’integrazione tra competenze aromaterapiche e analisi sensoriale del vino rappresenta un approccio che ho sviluppato attraverso l’esperienza diretta nella conduzione di degustazioni specializzate. La formazione olfattiva acquisita negli anni di studio degli oli essenziali si traduce in una metodologia distintiva per l’educazione al vino, che ho avuto modo di testare con risultati particolarmente interessanti.

Un approccio sensoriale integrato

La degustazione che ho condotto presso Russiz Superiore ha rappresentato un’occasione per sperimentare l’applicazione di principi aromaterapici all’analisi del vino. Collaborando con una sommelier professionista, abbiamo guidato i partecipanti in un percorso di scoperta delle complessità aromatiche attraverso un allenamento progressivo dell’olfatto.

Il principio della sottrazione

Durante la degustazione ho applicato quello che definisco il principio della “sottrazione consapevole”: aiutare i partecipanti a eliminare le distrazioni sensoriali per concentrarsi sugli elementi distintivi di ogni vino. Questa metodologia si è dimostrata particolarmente utile per far emergere le caratteristiche territoriali più autentiche, permettendo ai presenti di cogliere quelle sfumature che spesso rimangono celate in degustazioni condotte con approcci più tradizionali.

L’esperienza con gli oli essenziali insegna che ogni territorio imprime caratteristiche specifiche alle sue produzioni. Ho potuto verificare come questo principio si applichi perfettamente ai vini del Collio, dove la particolare composizione dei terreni e le condizioni microclimatiche creano profili aromatici unici, riconoscibili attraverso un’analisi sensoriale mirata.

L’approccio sperimentato ha suscitato interesse nel mondo professionale. Il giornalista Fabio Giavedoni ha dedicato un articolo a questa esperienza su Slow Food, dal titolo “Ho incontrato una aromaterapeuta e ho capito tante cose sulla sottrazione dei vini”, documentando l’efficacia di questa metodologia nell’educazione sensoriale applicata al vino.

Il riconoscimento da parte di una piattaforma autorevole come Slow Food conferma la validità dell’integrazione tra competenze aromaterapiche e cultura enologica, aprendo prospettive interessanti per lo sviluppo di programmi formativi dedicati.

Valorizzazione delle eccellenze territoriali

Questa esperienza ha evidenziato come la sensibilità olfattiva allenata possa diventare uno strumento prezioso per la valorizzazione di produzioni di nicchia e vini territoriali. La capacità di decodificare e comunicare efficacemente le caratteristiche distintive del prodotto attraverso l’analisi sensoriale rappresenta un valore aggiunto importante nel panorama enologico contemporaneo.

L’approccio sviluppato si propone non solo come metodologia educativa, ma come contributo alla comprensione più profonda del rapporto tra territorio, tradizione e qualità del vino, elementi fondamentali per l’eccellenza enologica italiana.

Esperienze olfattive, scrittura e immagini d'autore

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