Dal ferro meteorico estivo, a San Michele e San Martino

[Respiro]

In questi giorni di passaggio, che sono un “capodanno”, sento che l’autunno porta il sollievo della lucidità, della scrematura di ciò che conta ed è pieno, intimo e vicino, e ciò che è meno vicino e può essere vissuto con maggiore leggerezza e a volte distanza.
Scremare per me non è un atto mentale, ma una processo interno, di cuore: non è qualcosa contro cui reagire, quanto piuttosto una sensazione interiore da accettare, accogliere, ed esserne nutriti.
Più siamo noi stessi, più ciò che non ci appartiene lascia la sua presa.
Che ognuno di noi sappia cedere a ciò che è più semplice e naturale, aperti alla sorpresa del bene che sgorga da ciò che è reale e generativo.

Secondo Steiner, grazie anche alle stelle cadenti di agosto, arriva sulla Terra il ferro meteorico, un elemento che va a sostenere il sangue e la nostra forza interna. Questo ferro meteorico sarà costitutivo della spada di San Michele, festeggiato a fine settembre, poco dopo l’equinozio d’Autunno. Così, osservando il movimento di questi mesi, vediamo come ad agosto inizi ad arrivare quel nutrimento che lentamente, e a spesso in modo impercettibile, si incarnerà dopo alcune settimane: l’equinozio autunnale, un momento di equilibrio che preannuncia la caduta delle foglie dagli alberi, che diventano dapprima cariche di colore, per poi lasciarsi andare dando una sensazione (per me è così) della fine di un ciclo, di un alleggerimento, e allo stesso tempo della concentrazione delle forze interiori, perchè di fatto ciò che prima così visibilmente generava all’esterno, rientra in sè.

Con San Michele arriviamo ad un momento in cui la forza della coscienza viene chiamata in causa; non solo, ma questa influenza sulla consapevolezza trova forse la sua concretizzazione piena nel capodanno celtico, cioè tra il 31 ottobre e il primo novembre. Qui, con la forza della profondità, si segna un momento che ho sempre percepito decisivo. E’ chiaro che a volte può essere liberatorio, a volte può essere complesso, un pò come la lotta di San Michele e il drago.

San Martino e la spada

E’ anche un momento in cui possiamo sentir arrivare nuove consapevolezze, un nuovo stato interiore, e più riusciamo ad accogliere questa maggiore vicinanza con noi stessi, più questo percorso risulta semplice (se ami le essenze come accompagnamento del tuo cammino, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale).

Non solo: mi sono chiesta, in modo un poco ardito, se questo processo non continuasse con un’altra festività tradizionale: San Martino. Questo santo non usa la spada per combattere un drago, quanto piuttosto per tagliare il suo mantello e far coprire una persona che non aveva mezzi. Ecco che la spada della consapevolezza in questo caso divide i propri averi con chi ne ha bisogno. Lo trovo evocativo, e veramente interessante, se ci concediamo la libertà di osservarlo in modo simbolico.

La spada di Michele è una spada che governa le forze del profondo (il drago non è una signorina anche se personalmente penso che il drago sia una potenza non avversa, quanto semmai difficile da governare proprio in ragione della sua forza). mentre Martino ci indica un altro momento: la stessa spada, diciamo così, ora può aiutarci a capire che cosa possiamo dare, il discernimento è su quale sia il nostro dono da condividere.

Su questo potremmo concederci una domanda aperta; perchè ogni anno potremmo scoprire di avere un nuovo dono da dividere con gli altri; e visto che abbiamo una spada, il dono è particolarmente consapevole e per nulla “casuale”. Quindi una domanda potrebbe essere…che cosa posso dare, oggi, ora? Qual è il mio dono in questo momento (e forse questo dono “vale un anno”)? E anche: quale dono vorrei ricevere? Chi può darmi metà del suo mantello?

Per chi avesse bisogno di affilare la spada interiore 🙂 ricordo che in aromaterapia essenze quali il Cipresso e il Ginepro possono essere utili – e se ami questo approccio, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale, per esplorare le essenze e il loro ruolo nel nostro benessere interiore.

[Questo post mi è stato ispirato dalle riflessioni e dal lavoro di Francesco Pazienza, analista]

Samhain and Rosemary Verbenone: The Scent of Autumn

Samhain is an ancient Celtic festival marking the transition from autumn to winter. Traditionally associated with the meeting of the visible and invisible worlds, it represents a time of endings, renewal and introspection.

As nature gradually withdraws into its winter rest, Samhain invites us to slow down, release what has come to an end and turn our attention inward.

Among the plants associated with this seasonal passage is rosemary, particularly Rosmarinus officinalis ct. verbenone, an aromatic variety often found in Corsica.

Its essential oil has a distinctive olfactory character: fresh, balsamic, clear, with an almost salty quality. I like to call it “Rosemary of the Heavens”, because its fragrance evokes blue skies, open spaces and a sense of expansiveness.

In aromatherapy, rosemary verbenone is appreciated for its refreshing, clarifying aroma. Used in atmospheric diffusion, it can accompany moments of concentration, meditation and quiet reflection.

Its fragrance seems to move upwards, creating an interesting contrast with the seasonal movement of Samhain, when light symbolically descends into the earth.

A note on safe use: Rosemary verbenone essential oil contains the ketone verbenone and requires particular care. Use small amounts, avoid prolonged exposure, and seek qualified advice before topical or therapeutic use, especially during pregnancy or in the presence of medical conditions.

At this turning point of the year, its bright, expansive scent offers a beautiful aromatic counterpoint to the stillness of autumn (if you love Rosemary, check Materia Viva, the aromatic ezine, which has a monography on the plant).

Esperienze olfattive, scrittura e immagini d'autore

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