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Intelligenza Olfattiva e Consciousness Design: Metodologia Theory U Applicata all’Aromaterapia

L’olfatto rappresenta il nostro senso più antico, direttamente connesso al sistema limbico e quindi capace di raggiungere i centri profondi della memoria, delle emozioni e della regolazione delle funzioni neuroormonali fondamentali. Questa connessione neurologica diretta rende gli aromi un linguaggio espressivo paragonabile ai colori e alla musica, offrendo all’essere umano la capacità innata di “pensare per profumi” e di trovare in essi possibilità creative uniche.

La metodologia sviluppata integra la Theory U di Otto Scharmer con l’aromaterapia per creare percorsi di consciousness design attraverso l’intelligenza olfattiva. Utilizzando gli aromi come “colori” sensoriali, è possibile evocare stati interiori specifici, attivare memorie profonde e rispondere ai bisogni evolutivi attuali attraverso un processo facilitato di consapevolezza multisensoriale.

Il Processo Theory U Applicato all’Aromaterapia:

1. Co-iniziare (Co-initiating): Creazione di uno spazio sicuro dove ogni partecipante esprime il proprio momento presente, intenzioni e desideri, sviluppando una “beginner’s mind” priva di giudizio verso sé e gli altri.

2. Co-sentire (Co-sensing): Esplorazione guidata di essenze botaniche selezionate da territorio italiano e internazionale, ampliando l’orizzonte sensoriale e le possibilità espressive. Questo processo permette sia il radicamento territoriale attraverso materie prime locali, sia l’espansione percettiva attraverso aromi di luoghi lontani, creando nuova consapevolezza di contesti sensoriali precedentemente inesplorati.

3. Presenza (Presencing): Il processo di olfazione si sviluppa in silenzio contemplativo, permettendo la raccolta completa delle “informazioni olfattive” attraverso una meditazione in azione che segue l’intuito e mantiene l’ancoraggio alla percezione di sé emergente.

4. Cristallizzare (Crystallizing): Dall’esplorazione sensoriale nascono spontaneamente associazioni olfattive e abbinamenti che “parlano” alla persona, attivando un processo naturale di prototipazione guidato dalla sensibilità individuale piuttosto che da regole fisse.

5. Prototipare (Prototyping): Creazione della sinergia olfattiva personale con valutazione individuale e confronto gruppale. Il processo culmina con la condivisione del lavoro creativo al gruppo, che offre mirroring attraverso colori, ispirazioni e immagini, spesso riflettendo perfettamente le sensazioni utilizzate durante la creazione.

L’Intelligenza Olfattiva come Arte-Terapia Evolutiva

Questa metodologia rappresenta una forma di arte-terapia che facilita l’autocoscienza e la creatività, dando voce alle necessità espressive dell’essere umano. Il “prodotto” creativo viene successivamente integrato nel quotidiano come strumento transitorio per facilitare il momento presente, mentre la formula resta come architettura formale interpretabile per future applicazioni psicoaromatiche.

L’approccio unisce ricerca neuroscientifica, sviluppo della coscienza e applicazioni terapeutiche, posizionandosi all’avanguardia nell’integrazione tra metodologie organizzazionali avanzate e pratiche di wellness olistico.

Creatività e flow: liberare la nostra capacità di espressione con aromaterapia e fiori di Bach

Che cosa significa essere creativi? Possiamo esserlo tutti? La buona notizia è che tutti viviamo la nostra creatività, ma spesso in modo inconsapevole.

“La creatività è il più grande dono dell’intelligenza umana. Più il mondo diventa complesso, più dobbiamo diventare creativi per affrontare le sue sfide.” [Ken Robinson]

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[Cascina Cuccagna a Milano]
Ma come liberare questa naturale capacità che abbiamo tutti? In realtà, la creatività è un flusso libero che il più delle volte viene fermato. Cioè spesso noi fermiamo la nostra capacità creativa, e poi pensiamo di non averla proprio. Come riattingere a questa fonte profonda?

Un olio essenziale particolarmente indicato è quello di Ylang Ylang. Questo fiore, cosi intenso nel registro olfattivo, per essere apprezzato appieno necessita di essere diluito, in olio o in alcol, perchè riempie facilmente olfatto e… psiche! La sua forza aromatica, se dosata correttamente, scioglie le rigidità interiori, rasserena, “smonta” la mente schematica e favorisce il lasciar andare. E’ una essenza molto adatta a persone iperattive che basano la loro forza sul controllo, e che quindi in realtà di energia hanno bisogno, perchè esercitare un forte controllo su di sè ha un costo interiore molto alto (e non facilita la creatività più profonda). Si potrebbe associare Rock Water dei fiori di Bach, per facilitare il fluire interiore.

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[photo author:Christer T Johansson]
Per chi invece sente la propria sorgente creativa e non si concede di svilupparla (perchè magari gli hanno detto che non serve a niente)…potrebbe essere utile innanzitutto il fiore di Bach Centaury, che aiuta a ritrovare una propria centralità e a capire fin dove far arrivare gli altri nelle nostre scelte e direzioni. A questo fiore di Bach potrebbe essere utile aggiungere l’olio essenziale di Gelsomino sambac, per recuperare il piacere profondo della propria essenza creativa, per concedersi finalmente di essere se stessi e liberare il proprio eros, che è un’energia sacra, ed è la sorgente prima di ogni forma creativa e artistica.

Per utilizzare queste essenze e fiori possiamo farne uno spray, in genere in alcol alimentare a 95 gradi, con qualche goccia di essenza e fiore di Bach, valutando la quantità anche al naso, perchè l’intensità olfattiva dipende da noi. In generale le quantità di essenza vanno dall’1 percento al 10 percento sul totale, e davvero il naso qui deve decidere! Per i fiori di Bach, essendo un principio vibrazionale, se abbiamo le boccette madre, su uno spray da 30 ml di alcol ed essenze possiamo aggiungere dieci gocce di fiori di Bach. Anche qui l’esperienza diretta e individuale è fondamentale.

Ricordo che quand’ero piccola mia zia usava un profumo floreale, che sentivo spesso quando entravo nella sua camera. Mi piaceva molto, e lo trovavo ispirante, mi parlava. Così ne guardavo il flacone, un pò come se fosse un oggetto magico (e in fondo lo era). Quel profumo mi dava sempre delle sensazioni, e in pochi istanti mi “parlava” e trovavo delle risonanze con me.
Quando trovi la tua “miscela personale”, ti consiglio di versarla in un flacone che sia piacevole e bello, perchè ciò che ci ispira credo vada conservato con cura, è un atto d’amore verso noi stessi e diventa qualcosa di ispirante anche per gli altri.

E tu quali essenze o fiori usi per lasciare spazio alla tua creatività?