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Circolazione e Vitalità: quando il corpo chiede movimento

Ci sono momenti in cui il corpo chiede movimento. A volte è qualcosa di molto semplice, come alzarsi, cambiare posizione, camminare per qualche minuto, aprire una finestra, uscire all’aria aperta. Prima ancora che il pensiero riesca a formulare con chiarezza che cosa non va, il corpo spesso segnala che una situazione è diventata troppo ferma. Possiamo avvertirlo come pesantezza, insofferenza, bisogno di aria o desiderio improvviso di spostarci. Non è detto che quel movimento debba portarci lontano: a volte serve soltanto a cambiare il punto da cui stiamo guardando.

Siamo abituati a pensare che prima dobbiamo capire e poi agire, ma nell’esperienza sensoriale accade spesso il contrario. Prima arriva un gesto, poi il significato. Ci alziamo, prendiamo una boccetta, scegliamo un profumo, cambiamo stanza, facciamo due passi, e solo in seguito ci rendiamo conto di ciò che stavamo cercando. Per questo trovo interessante osservare i piccoli movimenti spontanei del corpo senza trasformarli immediatamente in qualcosa da spiegare o correggere. Il corpo non sempre parla attraverso concetti: molto spesso parla attraverso orientamenti.

L’olfatto appartiene profondamente a questo linguaggio. Davanti a un’essenza possiamo certamente chiederci quali siano le sue caratteristiche o i suoi impieghi, ma possiamo anche partire da una domanda più semplice: che movimento produce in me? Alcuni aromi sembrano aprire lo spazio, altri invitano al raccoglimento; alcuni risvegliano memorie, altri modificano immediatamente il ritmo del respiro o dell’attenzione (se sei interessato al mondo delle essenze, puoi seguire il corso online di Aromaterapia emozionale).

Anche il profumo, del resto, è movimento. Una materia aromatica lascia la pianta, attraversa l’aria, viene respirata e incontra il corpo. Da quell’incontro può nascere un’immagine, un ricordo, una sensazione o un gesto. È un processo molto diverso dall’idea di usare un’essenza soltanto per ottenere un determinato effetto. Mi interessa di più osservare ciò che accade quando la materia entra nella percezione e lascia emergere una risposta. In questo senso l’aromaterapia può diventare una pratica di ascolto: non tanto un modo per correggere continuamente ciò che siamo, quanto un’occasione per accorgerci dei movimenti che sono già presenti e che forse chiedono semplicemente spazio.

Prima delle parole. L’odore come accesso alla memoria familiare

Nel 2019 ho collaborato con la coreografa portoghese Teresa Noronha Feio allo sviluppo di A Tale for the Rootless, un progetto performativo dedicato all’eredità familiare, alle radici e alla costruzione dell’identità. Il lavoro nasce da una materia profondamente biografica: fotografie, testi, poesie, musica, racconti, oggetti e memorie legate alla storia della sua famiglia tra Portogallo e Africa. Il corpo e il movimento sono il luogo in cui questi materiali potevano incontrarsi e trasformarsi.

All’interno di questa ricerca, il mio lavoro riguarda l’olfatto e la memoria. Una delle domande che ci siamo poste è: può un odore dare accesso a qualcosa che esiste già nella memoria, ma che non è ancora diventato racconto?

L’olfatto possiede una caratteristica particolare: può produrre una reazione prima che abbiamo trovato le parole per descriverla. Offre una presenza sensoriale attorno alla quale memoria, corpo e associazioni possono organizzarsi.

Nel lavoro di Teresa questo aspetto è particolarmente importante perché A Tale for the Rootless interrogava proprio la relazione tra storia familiare e identità presente. Alcuni oggetti provenienti dalla sua storia — tessuti, libri, poesie — sono capaci di condurla verso determinati stati, che successivamente diventano movimento, parola e presenza scenica. L’odore entra nello stesso territorio: non come decorazione, ma come un altro modo di avvicinare una materia biografica senza obbligarla immediatamente a diventare discorso.

A volte un materiale, un gesto, un’immagine o un odore permettono a qualcosa di diventare presente alla consapevolezza. La parola può arrivare dopo, se serve; il corpo e la sensibilità riconoscono in un profumo, in un olio essenziale, qualcosa col quale si può risuonare, e che può evocare stati interiori e memorie che erano disponibili ma non si riuscivano a contattare (se risuoni con questi temi puoi seguire un corso online di Aromaterapia emozionale o di Profumeria botanica).