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Aromaterapia emozionale raccoglie testi dedicati al rapporto tra essenze, percezione e vita emotiva. Gli oli essenziali diventano strumenti di ascolto: accompagnano stati d’animo, movimenti interiori, memorie e passaggi, aiutando a riconoscere ciò che cambia nel corpo e nella sensibilità personale.

Olio essenziale di Mirra, una Essenza Aromatica di Terra

Nel Vangelo si narra che alla nascita di Gesù vengono portati Oro, Incenso e Mirra…Vediamo le origini di quest’ultima.  La Mirra è una gommo – resina rossastra, che deriva da alberi del genere Commiphora. Il suo nome deriva da termini ebraici che significano “amaro” e viene raccolta soprattutto nei paesi che si affacciano al Mar Rosso. Allo stesso genere appartiene l’Omumbiri della Namibia, la resina delle donne Himba.

Citata nella Bibbia e nel Vangelo, la Mirra si presenta oggi per noi come una sostanza ricca di benefici e dal profilo olfattivo tutto da scoprire. Un odore così caratterizzato in genere o piace o non piace; presenta un odore in parte acre, con note alte più leggere e quasi floreali, e una parte più profonda, quasi acida, amara. L’insieme dona una sensazione di rilassamento e ricorda forse una brezza desertica, a me personalmente ricorda un vento caldo e secco. Non tutte le mirre però sono amare. La mirra kua, raccolta dalle donne Samburu in Kenya, sorprende con note dolci di legno e di vaniglia.

Se piace, è sostanza che può essere una base suadente per la composizione di un profumo dal gusto orientale, e dall’odore – sapore di terra. La Mirra è un olio essenziale che radica, stabilizza, conforta, dona respiro. E’ una terra non semplice da avvicinare, ma appunto se piace può dare sensazione di respiro, di tranquillità, di presenza.

Per chi ama comporre delle sinergie olfattive, risulta interessante unirla con dei legni, per esempio il Sandalo. Una sinergia piacevole potrebbe essere composta da olio essenziale di Mirra, olio essenziale di Sandalo e olio essenziale di Rosa damascena o Rosa centifolia.

Per me è un olio essenziale anche utile da un punto di vista psicoemotivo, in quanto porta un rilassamento e un senso di presenza accompagnato da fiducia e benessere, quindi ideale nei periodi nei quali c’è bisogno di sentire “la terra sotto i piedi”, una terra che sia femminile, solida e accogliente (se sei interessato a questo argomento, puoi seguire il corso online di Aromaterapia emozionale).

Spesso si ha una sensazione di ancestralità, di un’energia di consapevolezza e presenza tutta da recuperare, che ci parla non solo delle nostre radici in questa vita, ma di una “appartenenza collettiva” alla Terra, come base per la nostra vita. Una essenza quindi da tener presente quando sentiamo il bisogno di trovare il nostro posto nel mondo, laddove ci chiama qualcosa di significativo per noi e per tutti. Sicuramente un olio essenziale da considerarsi fondamentale, da kit di base sia per le sue qualità di applicazione fisica che emotivo-simbolica.

L’olio essenziale di Anice Stellato, la Stella del Respiro e della Digestione

L’olio essenziale di Anice stellato è uno dei miei preferiti, perchè ha un profumo ricco di sfumature, dal dolce al pungente. L’essenza è piuttosto intensa e quindi il suo uso in genere è in forte diluizione. Questa spezia così bella (l’immagine della stella con quei piccoli pallini al suo interno è veramente meravigliosa) porta da sempre beneficio a diversi livelli, e può essere usata appunto sia come spezia che come olio essenziale.

Annusiamo l’olio essenziale su una cartina olfattiva, in modo da poterne percepire l’odore in tutte le sue sfumature. La prima cosa che accade è l’ampliarsi del respiro, e la percezione quasi simultanea sia del suo aspetto pungente che del suo aspetto dolce. Può ricordare l’Anice ma in realtà questa spezia non ha diretta correlazione con l’altra.

Olio essenziale di anice stellato

La somiglianza con l’Anice ha però una sua ragione: le due piante non sono parenti, ma condividono una stessa molecola, l’anetolo, che dà a entrambe quella nota dolce e calda. Il legame è chimico, non botanico. L’Anice stellato è il frutto dell’Illicium verum, un albero sempreverde che cresce nella Cina meridionale e in Vietnam. Le sue stelle, che hanno quasi sempre otto punte, vengono raccolte ancora verdi e lasciate seccare al sole, finché prendono quel colore bruno ramato così bello. Per secoli hanno viaggiato lungo le vie delle spezie, e in Cina sono una delle cinque spezie che compongono una miscela antichissima, dove ogni sapore corrisponde a un elemento.

A me piace immaginarla così: una piccola bussola profumata, arrivata da molto lontano. E come tutte le spezie viaggiatrici, sa stare in compagnia. Si combina splendidamente con la Cannella, con il Pepe, magari di Sichuan; con la Vaniglia: insieme creano accordi caldi, rotondi, che sanno di inverno, di casa, di cucina che profuma. Basta una stella in un vin brulé, o una goccia in una composizione, per portare con sé tutta quella strada.