Archivi tag: materie prime aromatiche

Materia Viva n.11 — La mirra kua

Ogni numero di Materia Viva nasce da una materia aromatica e la segue come si seguirebbe una traccia: non solo il profumo, ma il paesaggio, la storia, i gesti, le immagini e le parole che quella materia porta con sé.

Questa volta il filo conduce al nord del Kenya, dove le donne Samburu raccolgono la mirra kua, Commiphora kua, staccando con le dita le gocce che l’albero lascia uscire da solo. Qui la kua non si incide: si prende ciò che la pianta offre, e l’albero resta intero. Per molto tempo questa resina è finita anonima nei sacchi, mescolata a mirre più comuni. Oggi si è iniziato a riconoscerla e a raccoglierla a parte, e quel piccolo gesto di separazione la rende riconoscibile e porta a chi la raccoglie un reddito proprio.

Al naso sorprende chi si aspetta la mirra: al posto del fondo amaro e terroso, note dolci di legno e di vaniglia e un tratto balsamico, quasi vellutato. È parente dell’Omumbiri della Namibia, un’altra Commiphora che porta con sé il gesto delle donne che la raccolgono.

Scopri di più su Materia Viva – e se ami le resine il numero precedente è sul Ramy, una resina del Madagascar.

La ezine è un progetto editoriale, sostenuto da fondi privati, e puoi riceverne una copia gratuita in PDF. Per ogni dettaglio sul progetto e su come sostenerlo, scrivici tramite il tasto WhatsApp del sito o via mail: professionefelice@gmail.com

Materia Viva n.9 — Il fiume Wandle

Ogni numero di Materia Viva nasce da una materia aromatica e la segue come si seguirebbe una traccia: non solo il profumo, ma il paesaggio, la storia, i gesti, le immagini e le parole che quella materia porta con sé.

river wandle mitcham UK

Questa volta il filo conduce a un fiume: il Wandle, nove miglia d’acqua che scendono dalle colline a sud di Londra fino al Tamigi. Nasce dal gesso, e questo spiega tutto il resto — la pioggia filtra per mesi dentro la roccia porosa e riemerge come sorgente, fredda e limpida in ogni stagione.

Su quell’acqua si è costruito un intero distretto di mestieri. I prati umidi lungo il fiume ospitavano la menta e la camomilla, la lavanda cresceva più in là dove il terreno si fa ghiaioso, e gli stessi alambicchi distillavano l’una e l’altra. Più a valle i mulini macinavano tabacco per il tabacco da fiuto. E a Merton Abbey William Morris trasferì tutta la sua produzione nel 1881, dopo aver fatto analizzare l’acqua del fiume per accertarsi che fosse adatta alla stampa con i colori vegetali.

È una storia di acqua e di mani. Di una sola corrente che, lungo nove miglia, ha permesso a mestieri diversi di esistere — agricoltori, distillatori, tintori — con una risorsa naturale dall’acqua cristallina.

Puoi riceverne una copia gratuita in PDF e, per ogni dettaglio sul progetto e su come sostenerlo, scrivici tramite il tasto WhatsApp del sito o via mail: professionefelice@gmail.com

[You can find the Engiish version of this article here]