Archivi categoria: Passaggi

Passaggi raccoglie testi dedicati ai momenti di soglia: cambi di stagione, trasformazioni interiori, spostamenti di prospettiva, gesti simbolici e movimenti che accompagnano il passaggio da una forma a un’altra. Un archivio di transizioni osservate attraverso la materia, il corpo, il ritmo e l’esperienza sensibile.

Atmosfere profumate per le Feste: la casa, il bosco, l’aria nuova

A dicembre la casa diventa il centro di tutto. Le giornate si accorciano, si rientra presto, e il profumo delle stanze racconta la stagione prima ancora delle luci e degli addobbi. Per me le feste hanno tre profumi, che tornano ogni anno.

Il primo è il calore di casa. L’arancio dolce, con la sua luce rotonda, incontra la cannella e il benzoino: una scorza d’agrume, una corteccia speziata, una resina che sa di vaniglia. È l’accordo delle cucine d’inverno, dei dolci nel forno, delle mani che sbucciano mandarini davanti al fuoco.

Il secondo è il bosco. Il bergamotto illumina le giornate corte, e l’abete porta nelle stanze l’odore degli aghi freddi e della resina. È il profumo di chi torna da una passeggiata in montagna, con le guance arrossate e la voglia di un tè caldo.

Il terzo è l’aria nuova. Limone, pino silvestre ed eucalipto aprono le finestre anche quando fuori gela. È l’accordo del mattino dopo le feste, quando la casa chiede respiro e le stanze si rimettono in ordine.

Ogni anno scelgo quale dei tre accendere per primo, e lascio che sia la casa a dirmi quando cambiare. Un’essenza nel diffusore, poche alla volta, e il profumo resta sullo sfondo, come una musica leggera. Le feste hanno il loro ritmo, e l’aria della casa lo accompagna giorno dopo giorno.

Parlare, sentire, scegliere

Ci sono periodi in cui sappiamo che qualcosa deve cambiare, ma non sappiamo ancora come. Il “cosa” lo sentiamo da tempo, a volte da anni. È il “come” che manca, e finché manca restiamo sospesi: facciamo tutto quello che va fatto, ma con una stanchezza che non passa col riposo.

In quei momenti spesso cerchiamo la risposta con la testa. Facciamo liste, pesiamo pro e contro, chiediamo consigli. Ma la testa da sola tende a ripetere i percorsi che conosce, e le voci degli altri, anche quelle affettuose, portano con sé le loro paure e le loro misure.

Il corpo invece sa spesso prima di noi. Lo dice con la fatica, con l’insofferenza, con un’energia che si spegne in certe situazioni e si riaccende in altre. Imparare ad ascoltarlo non vuol dire seguire ogni impulso: vuol dire riconoscere quello che già sappiamo, e dargli il tempo di diventare pensabile.

Per questo nel mio lavoro parto dal sentire. I profumi sono una via diretta: l’olfatto arriva al corpo e alla memoria prima che la mente abbia il tempo di giudicare. Un’essenza che ci attrae o ci respinge, un ricordo che affiora, un respiro che si allunga sono tutte informazioni (questo è l’approccio dell’Aromaterapia emozionale). Poi viene la parola, che dà forma a ciò che è emerso, e solo alla fine arriva la scelta.

Parlare, sentire, scegliere: non in quest’ordine, spesso, ma sempre tutti e tre. A volte serve solo uno spazio in cui qualcuno ascolta davvero, senza fretta di arrivare a una soluzione. È lì che la direzione, di solito, si fa vedere da sola.

Se sei interessata a un percorso personale, puoi prendere in considerazione le sedute secondo il metodo Core gift o delle sessioni individuali tra coaching e profumi,