Aghis e Aganis: Quando la Creatività Olfattiva Incontra la Mitologia Antica

Un caso studio di brand innovation attraverso il design olfattivo

Creare un profumo significa dare forma a emozioni invisibili. Con “Aghis e Aganis” (2025), ho trasformato antiche leggende friulane in un’esperienza olfattiva contemporanea, dimostrando come l’innovazione nel settore fragranze possa attingere alla cultura locale per creare narrazioni autentiche e differenzianti.

Il Brief Creativo

Il progetto, ideato da Eva Nadalutti, richiedeva di tradurre in linguaggio olfattivo le figure mitologiche delle Agane e delle Krivapete – creature leggendarie del Friuli legate all’acqua e alla natura. La sfida: creare un profumo che fosse insieme racconto, intensità emotiva e ponte tra passato e presente.

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La Ricerca Culturale

Le Agane, fate d’acqua del folklore friulano, emergevano ai margini dei fiumi al crepuscolo, custodi di saggezza antica e esperte di erbe medicinali. Le Krivapete delle Valli del Natisone condividevano questa connessione profonda con la natura e le tradizioni artigianali. Entrambe rappresentavano un equilibrio perfetto tra forza femminile e armonia naturale.

Il Processo di Design Olfattivo

Ho sviluppato una composizione che cattura l’essenza di queste figure attraverso:

  • Note fiorite: per evocare i fiori che coronavano le Agane durante le loro danze notturne
  • Sfaccettature ambrate: che richiamano la saggezza antica e la profondità temporale
  • Accordi legnosi: ispirati ai boschi e alle grotte dove abitavano queste creature

L’armonia olfattiva risultante esprime la passione e l’intensità di queste figure leggendarie, creando un ponte sensoriale tra mitologia e contemporaneità.

L’Innovazione nel Risultato

“Aghis e Aganis” dimostra come il brand innovation nel settore delle fragranze possa:

  • Valorizzare il patrimonio culturale locale
  • Creare narrazioni autentiche e differenzianti
  • Sviluppare esperienze sensoriali che vanno oltre il semplice prodotto
  • Trasformare la ricerca etnografica in strategia di marca

Un progetto che unisce competenza tecnica, sensibilità culturale e visione strategica per creare valore autentico nel mercato delle fragranze d’autore.

Sandalo: Tradizione Sacra e Applicazioni Contemporanee

Il sandalo è un albero che ha bisogno degli altri. Da giovane affonda le radici accanto a quelle delle piante vicine e ne prende una parte del nutrimento: è un semiparassita, e cresce così, in relazione. Per diventare profumato gli servono decenni. L’essenza si forma lentamente nel cuore del legno e nelle radici, e solo un albero maturo la porta con sé.

Il sandalo della tradizione indiana è il Santalum album, quello che tutti conoscono come sandalo di Mysore. Per secoli è stato il legno dei templi, delle cerimonie, delle offerte. Proprio questa fama ne ha fatto una materia rara: lo sfruttamento eccessivo ha costretto a proteggerlo, e oggi la sua raccolta è regolata. Accanto a lui sono arrivati altri sandali, come quello australiano (Santalum spicatum) e quello della Nuova Caledonia (Santalum austrocaledonicum). Sono parenti stretti, con un carattere proprio, e portano il profumo del sandalo nel presente con altre sfumature..

Al naso il sandalo è morbido, cremoso, quasi lattiginoso. Si rivela piano e resta. È una nota che arriva piano e si allunga nel tempo, e sulla pelle cambia per ore. Per questo in India è la base degli attar, i profumi tradizionali di Kannauj. I fiori vengono distillati direttamente sul sandalo, che li accoglie e li tiene insieme.

Il sandalo lo annuso in tre tempi. Al mattino, sul polso, è una nota lattiginosa e appena legnosa. A metà giornata si scalda e diventa più rotondo, quasi dolce. Ogni volta mi ricorda che le materie più preziose chiedono tempo, e lo restituiscono tutto.

Esperienze olfattive, scrittura e immagini d'autore

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