Aromaterapija – Incontrando la mamma di Stefan di Pliskovica (Slovenia)

Oggi è una donna anziana, forte, piena di buona volontà che nonostante le difficoltà evidenti nel muoversi, non si tira indietro e con il bastone e il suo girello ti accompagna alla sua cantina, dove puoi degustare le grappe e i prodotti di suo figlio Stefan. Ma Dusanka compie uno dei suoi gesti più arditi molti anni fa, negli anni 60, quando risponde a un annuncio su un giornale nazionale. Quell’annuncio lo aveva messo Enej, che decidendo di prender moglie, pensò bene di scrivere un trafiletto sul giornale, chiedendo a chi fosse interessata di contattarlo – in un’epoca in cui a Pliskovica non si usavano telefoni e la posta arrivava “per miracolo”.

Così quest’uomo, che in un’epoca di povertà e di mancanza di mezzi decise di sposarsi, ricevette una risposta via lettera, e a quel punto non c’erano veloci mezzi di comunicazione e di trasporto, si trattava di fare decine di chilometri con quello che c’era (un carro trainato da cavalli o buoi). Lei gli scrisse, e lui pensò di andarla a prendere. Ci mise giorni, ad andare e tornare; fecero insieme un viaggio che oggi nessuno di noi si sognerebbe mai di fare. Così Dusanka incontrò suo marito, compiendo un gesto che già oggi stupirebbe, ma a quei tempi potete immaginare…

E la sua storia di coraggio e di gesti che vanno al di là del pensiero comune, l’ho portata con me a un seminario al quale ho partecipato, un seminario di teatro danza centrato sulle storie, i miti, e la loro narrazione con la parola e con il gesto.  La storia di Dusanka si è materializzata grazie alle parole e ai movimenti, il suo percorso difficile ha trovato spazio in un gruppo di persone che si sono riunite a Milano, nel 2018, (sessant’anni dopo il suo gesto), tutte con storie diverse, non solo italiane, non solo europee, facilitate dalla danzatrice portoghese Teresa Noronha Feio.

teatro danza mitologia storytelling milano

Questo “mantenere vita” attraverso il racconto mi ha colpito profondamente. Ho pensato che il gesto di Dusanka stesse rivivendo attraverso la mia testimonianza, e che questa seconda vita fosse miracolosa: se pensiamo che la sua scelta fu fatta negli anni ‘60 del ‘900, in Slovenia, e che io ne abbia parlato ad un workshop a Milano nel 2018, beh, di strada l’energia della scelta di Iva ne ha fatta.

Una energia di coraggio, di prontezza, di istinto, forse di fiducia in qualcosa di più grande. Perché oggi Dusanka è ancora così, è ancora viva, intensa, buona, e questa sua energia me la sono sentita attraverso quando ho parlato di lei, in un luogo e tempo per certi versi così lontani da lei. Eppure non così lontani. E il legante è stata la mia voce, la mia memoria, il mio cuore. Non per dire che io sono speciale, quanto per dire che la voce, la memoria, il cuore di noi tutti può far transitare esperienze e storie di vita per decine, centinaia, e forse migliaia di chilometri. E può parlarci. Può trasmettere vita.

Una donna slovena che fece una scelta nella seconda metà del novecento risuona attraverso le parole e i gesti, e racconta, insegna, ispira le vite di persone di ogni età nel 2018. A Milano. Grazie a una voce, a un corpo, a un cuore che sceglie di farsi mezzo, tramite, veicolo consapevole., così da raggiungere la memoria e la consapevolezza di persone di ogni provenienza. Questo è uno dei poteri delle storie. Che una esperienza personale può restituirci delle riflessioni valide per la vita di ognuno di noi. L’ho sentito nel mio corpo, questo. Ho sentito che quella storia che stavo raccontando era vita, trasmetteva vita, coraggio.

Aromaterapia e Concentrazione
Intrecci di piante aromatiche, Pliskovica

E dopo una settimana dal workshop ho incontrato Dusanka di persona, e viste le difficoltà linguistiche (non parlo lo sloveno) mi sono focalizzata sulla sua voce, sulla sua presenza. Ho pensato che non capivo quasi niente della sua lingua per ora e che quindi avrei cercato di capire tutto il resto. Così ne ho sentito la voce, ne ho percepito la bontà. La tristezza, il coraggio.

Mi sono chiesta io, cosa potessi fare per lei, per me. E allora ho scelto di diventare portatrice sana della sua storia. Accettare che la sua storia abitasse in me. E che io facessi parte un poco della sua – parlandoci (grazie alla traduzione di un’amica) ho scoperto che si ricordava un poco di me e ci ha detto “ah, aromaterapija”. Mi sono sentita piccola, un vero nulla. E ho pensato con gratitudine all’aromaterapija, alle fragranze della natura che ci hanno fatto incontrare, e alle persone che hanno fondato l’associazione Joseph che si è resa tramite di questa connessione, seguendo una cultura della socialità e della comunità che è tutta da riscoprire e riattualizzare.

 

Aromaterapia per gambe e piedi…che camminano

In questo periodo in cui spesso stiamo all’aperto e ci piace camminare, andare in bicicletta, magari fare trekking…potremmo aver bisogno di qualche aiuto aromatico. In realtà, anche se stiamo seduti per lunghi periodi di tempo, abbiamo bisogno di un aiuto per le nostre gambe, che probabilmente soffrono un pò per la stasi linfatica e venosa.

E dunque cosa possiamo fare? Vediamo come l’aromaterapia ci può aiutare a restituire alle nostre gambe un pò di tono e freschezza.

Da questo punto di vista ti ricordo che lo strumento più semplice per riattivare la circolazione e liberare un pò le gambe dal senso di pesantezza sono le docciature fresche, cioè usare dell’acqua fredda per delle semplici docciature veloci, Quando fa caldo e le gambe sono in vasodilatazione, il fresco è un ottimo aiuto facile e sempre disponibile in casa. Se non puoi fare una docciatura, bagna un asciugamano con dell’acqua fredda, o meglio ancora in modo del tutto casalingo e poco tecnico, metti in uno spray da 30 ml di vodka a 40 gradi 5 gocce di olio essenziale di menta piperita, bagna l’asciugamano con dell’acqua fredda, e spruzzaci sopra un poco della spray. Poi passa l’asciugamano sulle gambe, dai piedi verso l’alto. Fammi sapere come va :-)

Corso di Aromaterapia a Bedonia Parma

Uno spray interessante da preparare per riattivare le gambe:

30 ml : 15 ml di vodka a 40 gradi con cui miscelare gli oli essenziali e 15 ml di acqua distillata

10 gocce di menta piperita;

5 gocce di rosmarino (rosmarinus officinalis chemotipo cineolo)

2 gocce di salvia (salvia officinalis)

[eventualmente si aggiunge anche 1 goccia di elicriso (elichrysum italicum)]

Questo può essere uno spray per le gambe, per riattivarle in caso di stasi (cioè se stiamo fermi per lunghi periodi di tempo).

Camminata in Carso photo Alessandro Camoni

Se invece abbiamo camminato tanto o siamo andati in bicicletta a lungo o abbiamo fatto proprio quell’escursione che ci piaceva tanto…e adesso i muscoli si fanno sentire allora uno spray da portarsi dietro per il “dopo” è:

30 ml : 15 ml di vodka a 40 gradi con cui miscelare gli oli essenziali e 15 ml di acqua distillata

5 gocce di menta piperita;

10 gocce di rosmarino (rosmarinus officinalis chemotipo canfora);

10 gocce di lavanda (lavandula angustifolia).

Questo spray potrebbe essere anche in olio; magari olio di girasole deodorato, o olio di vinaccioli (hanno poco odore e ungono poco, soprattutto il vinaccioli che però irrancidisce prima).

Ricordo sempre che oli essenziali stimolanti sono sconsigliati in gravidanza e particolarmente entro il terzo mese.

[photo: Alessandro Camoni; Val di Taro (Parma) e Sentiero della Salvia (Trieste)]

Fare pace con se stessi…camminando

28 luglio 2018

Da Monrupino a Rupinpiccolo a piedi (due paesini del Carso triestino).

Ci ho provato, e ce l’ho fatta. Oggi pomeriggio volevo tornare a Monrupino a fare due passi, e poi guardando la mappa ho visto che a poca distanza c’era Rupinpiccolo. Questo piccolo paese per me ha un significato speciale: era il luogo in cui mio nonno aveva la sua casa-laboratorio, dove per anni, ogni giorno, andava a fare lavori e lavoretti, era il suo mondo magico. Quella casa ora è di persone che neppure conosco, ma volevo tornare a vedere le stradine, e magari il portone, di uno dei luoghi magici della mia infanzia. Così ho fatto. Arrivata vicino a Monrupino, ho visto l’indicazione stradale per Rupinpiccolo e ho pensato “c’è modo migliore che avvicinarsi a piedi a questo paese che non vedo da una vita?”. E così ho iniziato a camminare.

Ecco, ho camminato e ho sentito che era un camminare personale, interiore, non indicato ufficialmente sulle cartine come sentiero da pellegrinaggio :-) ma che dentro di me stava accadendo qualcosa di simile.

Ho camminato un poco in salita con alberi che avvolgevano il cielo. Quando mi mancava un poco il fiato, la strada si è aperta su una piccola valle con vigneti che immediatamente ha richiamato un respiro più aperto.

rupinpiccolo trieste biografia storytelling

Ho incontrato l’iperico, l’achillea, i pini con le pigne profumate, e tante altre piante selvatiche che restano impresse per la loro forma e bellezza.

Ad un certo punto arriva il cartello: “Rupinpiccolo”. Non ci posso quasi credere. Non ci andavo credo da più di vent’anni. Eppure questo piccolo paese lo conosco a memoria, e infatti la memoria si accende e riconosco le strade. La bussola interiore si attiva e mi muovo con una certa sicurezza. Il mio corpo riconosce questo luogo. So dove sono le cose e come è orientato. Le informazioni “stipate” dentro la mia memoria cellulare escono fluide e mi orientano senza problemi. Così raggiungo facilmente il portone della casa che era di mio nonno. Ho qualche dubbio inizialmente, poi guardo bene e sì, ci siamo, è certamente quello. Tocco i muri adiacenti. Una cassetta delle lettere che senza dubbio non è mai stata cambiata. Tocco altri muri a fianco, una porta segna la data 1863. Mi guardo intorno, trovo in un vicolo un bel micione che mi saluta morbido. Fiori, vigneti, energia sottile, pietra e segni della storia. E ci sono arrivata a piedi, qui. Che sensazione meravigliosa.

Poi è il momento di tornare a Trieste. E qui mi viene in mente che un autobus, che prendevo anche all’epoca, c’è ancora. Trovo la fermata. E qui la vita offre il suo meglio: mi raggiunge un signore anziano, che era andato a camminare nei dintorni, perché ha dei terreni lì vicino. Iniziamo a parlare, e oltre a essere d’accordo con lui su molte cose, ricevo una goccia di saggezza triestino-carsolina: “ghe vol morbin, senò qua xe de pianzer”. El ga ragion. El me racconta de quando iera poche auto, o quasi niente; de quando le robe non andava cusì veloci. Ma perché i fa cusì? I vol sempre de più, senò no i dormi de notte”. Ci sorridiamo, arriva l’autobus e saliamo insieme. Ci siamo capiti, quest’uomo avrà almeno ottanta anni, io ne ho quarantasei. Il desiderio di pace è uguale per entrambi, e l’ho visto anche negli occhi e nel cuore di ragazzi di vent’anni che ho incontrato poco tempo fa. Speriamo tutti di poter far pace con noi stessi, almeno un po’. Oggi mi sembra di aver fatto un piccolo passo avanti in questa direzione.

 

Incontrare se stessi entrando in relazione con la natura e la comunità

elena cobez aromaterapia pliskovica

Profumo di fieno. Uno dei miei preferiti in assoluto. Questo covone era ancora caldo dei raggi del sole, e emanava un profumo caldo di erbe veramente…irrinunciabile! Ci siamo appoggiati su questo covone in quattro o cinque, durante il corso su Aromaterapia e Storytelling che abbiamo appena svolto a Pliskovica, in Slovenia, vicino a Trieste.

In questa esperienza, abbiamo potuto incontrare noi stessi attraverso il contatto profondo con la natura e con una comunità, quella di Pliskovica, che conta circa 400 abitanti (la cui prima lingua è lo sloveno). Per certi versi una sfida, ma anche una possibilità di comprendere come siamo una unica comunità umana, che al di là di differenze che possiamo facilmente trovare, condivide un piano comune, una vita fatta di emozioni, sentimenti, azioni, incertezze, coraggio e voglia di essere e di fare.

Questo workshop è nato grazie alla collaborazione con Enrico Maria Milic, antropologo storyteller, e l’incontro e la pratica della Theory U di Otto Scharmer, che abbiamo applicato al percorso delle giornate, per poter facilitare un vero cammino interiore, vissuto non isolandosi, quanto confrontandosi, immergendosi in una realtà naturale e umana, protetti da un gruppo in ascolto e in assenza di giudizio.

Pliskovica Aromaterapia e Storytelling

Che cosa ci può dare oggi un’esperienza del genere? La possibilità di espandere la nostra sensibilità, le nostre capacità di ascolto, imparando a relazionarci con gli elementi naturali, ritrovando uno spazio personale in cui vivere dei momenti di rigenerazione e bilanciare questo con una immersione nei rapporti sociali e nella relazione con l’altro, scoprendo persone e culture nuove, aprendoci alla possibilità di incontrare l’altro anche quando non sappiamo bene come fare, anche quando ci sentiamo a disagio.

pliskovica aromaterapia e storytelling

L’ascolto della natura è uno “strumento” privilegiato per ritrovare il nostro sè più autentico, e dargli voce. Ascolto e voce sono correlati, imparare ad ascoltare è una via per imparare a esprimersi. Così troviamo nuove parole, o nuovi gesti, o nuovi colori per dare voce alla nostra interiorità, raccontandola e narrandola, come abbiamo fatto noi nel workshop, trovando una narrazione che fosse fattuale (raccontasse cioè di azioni e fatti accaduti) e interiore (lasciando emergere liberamente le emozioni suscitate dagli esercizi e dagli incontri).

L’aromaterapia e il contatto con la natura ci parlano di ascolto, rigenerazione, evocazione della nostra forza interiore, di quella voce che non smette di parlare perchè è la voce della nostra vitalità profonda.

L’incontro con l’altro, la ricerca di un ponte per entrare nel suo mondo, come ci insegnano antropologia e etnologia, rappresenta la possibilità di estendere non solo lo sguardo sul mondo umano, ma anche permette di ampliare il nostro sguardo su noi stessi.

Per questo, il valore del racconto di sè, di un percorso diaristico, biografico, ampliato dagli strumenti dello storytelling e da quelli della sensorialità e del movimento, diventa prezioso, sia come elemento di crescita personale, sia, di conseguenza, qualcosa che può essere portato nelle professioni delle persone che collocano la nostra umanità al centro del loro agire.

 

 

 

 

Aromaterapia e fiori di Bach per la Resilienza: scegliere il proprio istinto profondo

Mille pensieri ci passano per la testa. Sì, no, forse, i movimenti interni sono costanti. Più ci pensiamo, meno facciamo, e così restiamo a navigare dentro la nostra mente, e a sentirci stanchi e a volte anche con dolori psicofisici. Eppure, nel profondo, qualcosa si muove. Sentiamo un movimento interno, qualcosa che pulsa, qualcosa che la direzione la conosce – ma a questo moto profondo noi non diamo ascolto, siamo troppo presi da altro. Finchè per fortuna un giorno questo moto profondo emerge. Circostanze fortunate, una telefonata, una riflessione in più, un’amica che ci dice delle parole per noi significative. E il profondo emerge, il primo passo verso qualcosa di nuovo emerge, facendosi largo in quella foresta interiore che bisogna attraversare. Cosa si sente? Tanta energia. Uno sblocco. Una forza quasi improvvisa, l’energia che ricomincia a circolare. La vita che si sblocca, l’inerzia che si “converte” in movimento. Siamo di nuovo in moto, siamo di nuovo vitali e creativi.

Se ti riconosci in queste parole, e momenti così forse li abbiamo attraversati tutti in diverse fasi della nostra vita, ecco, allora oggi è il giorno per fare un primo passo. Non viene da fuori la forza che cerchiamo, viene da dentro: però a volte abbiamo bisogno di alimentarla, di darle voce, di darle fiducia. Come possono gli oli essenziali e i fiori di Bach aiutarci?

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Per gli aromi, mi viene in mente il Lime (Citrus limetta), che vivace, frizzante, e con un sorriso estivo può farci sentire meglio e aiutarci a pensare in modo più aperto e creativo. Ottimo olio essenziale per chi è sommerso da pensieri ragionamenti, pro e contro…e non ne esce fuori.

Sull’onda del riattivarsi, avevo scritto tempo fa un articolo sui benefici della Picea Mariana, Abete nero, che consiglio vivamente a chi ha bisogno di energia psichica ma anche fisica.

Per darci un ulteriore aiuto nel sorriso e nel buonumore, ecco che anche l’olio essenziale di Pompelmo (Citrus paradisi) è un ottimo aiutante, può dare una sferzata di luce quando i pensieri bui sembrano avere la meglio. Nei momenti in cui capiamo che abbiamo bisogno di un movimento “resiliente”, può essere davvero utile anche disegnare, lasciare libero sfogo alla propria creatività, fare magari anche un collage, per capire che tipo di direzione vorremmo prendere.

E’ importante avere fiducia nella propria intelligenza più profonda, che contiene informazioni e punti di vista che nella coscienza ordinaria ci sono preclusi. 

Per questo potremmo prendere in considerazione anche il fiore di Bach Hornbeam (Carpinus betulus), ottimo aiuto quando la sensazione di pesantezza è tanta, e sentiamo il bisogno di un aiuto a riprendere energia e riattivarci.

Utile e importante anche Gorse (Ulex europeus), se sentiamo un certo margine di sfiducia e difficoltà a vedere la strada e a trovare l’energia per seguirla.

Questi fiori di Bach possono essere utilizzati in sinergia con gli oli essenziali, e ricordiamo che i due modi più semplici sono o in diffusione nell’ambiente o farne uno spray (in uno spray da 30 ml di alcol alimentare a 95 gradi possiamo mettere 10 gocce di fiori di Bach dalle boccette madre e dall’1 al 10% di oli essenziali).

Siamo in grado di sentire la nostra strada, ma appunto non è tanto qualcosa da pensare, quanto qualcosa da sentire e “organizzare”. Oggi più che mai, in un’epoca in cui il “navigatore interiore” è fondamentale, dobbiamo abituarci ad ascoltare di più il nostro GPS interiore, che per fortuna come ci insegnano anche gli antichi, ha tanta esperienza e può dire la sua, se lo lasciamo parlare.

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