alla ricerca dell’equilibrio – il profumo di elemi

L’Elemi (Canarium luzonicum), o Elemi di Manila, è un albero endemico nelle Filippine, e raggiunge un’altezza di trenta metri; ogni albero può produrre fino a cinque chilogrammi di resina. A noi arriva sia sotto forma di resina pura, sia come olio essenziale.

La resina aromatica ha un colore giallo chiaro, inizialmente con una consistenza simile al miele e successivamente quando indurisce, può risultare sia mediamente morbida che dura con inserti di corteccia e frammenti di legno.

Resina di Elemi, photo Elena Cobez

Sia la resina che l’essenza donano calma, equilibrio, con una nota speziata che in particolare nell’olio essenziale emerge con forza.

L’odore è fresco e ricorda il pepe e il limone. Si può percepire una sensazione di collegamento tra l’alto e il basso, la terra e il cielo, un equilibrio della parte luminosa con quella radicata e terrena – il profumo agrumato e speziato è intenso e invita alla presenza e alla calma.

Nella fumigazione della resina rimaniamo avvolti dal profumo quieto, intenso, fresco che può essere ideale accompagnamento per una meditazione, una lettura, o un momento di semplice relax e benessere.

All’olio essenziale, ricco in terpeni, sesquiterpeni e alcoli, vengono riconosciute proprietà cicatrizzanti, antisettiche, balsamiche e stimolanti/equilibranti. Possiamo provare a utilizzarlo nei massaggi, nei pediluvi e in diffusione nell’ambiente, quando abbiamo bisogno sia di sentirci “presenti” che di una sensazione di calma e serenità attiva.

Una ricetta benessere da diffusione con l’Elemi:

Elemi (Canarium luzonicum) 4 gc

Mandarino (Citrus reticulata) 4 gc

Limone (Citrus limon) 2 gc

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nel regno di narciso – il mito e il profumo

“Nel regno di Narciso” è il lavoro più recente del prof. Giuseppe Squillace, che da anni si occupa della storia della profumeria antica. Raccogliendo informazioni e dati interessanti negli anni, tra le quali l’esistenza di un profumo al Narciso del quale parla soltanto Plinio Il Vecchio. il prof. Squillace ha confezionato una proposta editoriale che è stata accolta dalla casa editrice Carocci.

Il libro è pieno di curiosità ed è interdisciplinare; è diviso in quattro parti con una appendice documentaria e fotografica. Una vera passeggiata in diverse discipline che traccia un itinerario nel mito che va dalle Metamorfosi di Ovidio al Dorian Gray di Oscar Wilde

Il tema simbolico di Narciso è la chiusura in sè che determina sia la disperazione di chi si innamora di lui (donna o uomo) sia il suo destino infelice: chiudendosi in sè, si spegne, vittima di una illusione che lo fa innamorare di se stesso.

Dopo la morte, nel mito Narciso diventa un fiore, che provoca stordimento. Il bulbo del Narciso è tossico mentre il fiore si mostra delicato e innocente, ed è uno dei primi fiori che esce dopo l’inverno.

I Greci conoscevano il Narciso come pianta – viene citato dagli Inni omerici, in particolare in quello a Demetra e scuola Ippocratica ne conosceva le proprietà. Il mito antico nasce successivamente, in epoca ellenistica e prosegue con Conone e Ovidio che lo narrano nella forma più completa.

La radice di Narciso significa “fare addormentare”, “togliere la lucidità”. Ricordiamo che Persefone viene rapita mentre raccoglie Narcisi.

Il concetto di Narcisismo in psicologia nasce nell’800, e poi viene ripreso da Freud e altri autori. Normalmente definiamo “narcisista” una persona che si prende particolarmente cura di se stesso e che fa della sua persona il principale fulcro di interesse – in realtà vi è un altro modo di intendere questo modo di porsi, che ha radice nel mito: narcisista è sì chi si prende cura della propria immagine, ma lo fa basandosi su una “perdita del sè”, una chiusura in sè che risulta essere una esagerazione e un atteggiamento controproducente, perchè “non vede altro che se stesso”.

Molti sono i profumi che hanno tratto ispirazione dal profumo di Narciso: Narcisse Noir di Caron per esempio ne è una versione storica. In profumeria viene utilizzata anche l’essenza di Narciso, propriamente una assoluta, estratta dai fiori, che è una materia rara e dai costi elevati.

Il fiore di Narciso ci invita a trovare quell’equilibrio tra cura di noi stessi e relazione con gli altri, ricordandoci che in una estrema chiusura in se stessi segue sempre l’inaridimento. Questo fiore sembra ricordarci che la vita è un continuo scambio e interscambio generativo, che ne costituisce il flusso vitale e del quale siamo tutti partecipi.

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