fitoterapia e rimedi antivirali e adattogeni

[English version of the article – Phytotherapy and antiviral/adaptogenic remedies]

La Fitoterapia, cioè l’utilizzo dei principi attivi estratti dalle piante a scopo di benessere, è uno dei doni che Madre Natura ci offre per aiutarci ad affrontare le sfide che il nostro vivere quotidiano, a volte, ci propone. In questo periodo, essa diventa più che mai un’importante alleata, utile ed efficace in virtù delle proprietà
immunostimolanti e antivirali che presentano alcune piante.

Numerose piante hanno la capacità di stimolare il nostro sistema immunitario, e sono in grado di rafforzare le nostre naturali difese contro gli attacchi di eventuali patogeni, siano essi virus, batteri, funghi, parassiti, ecc. In questo momento tale azione di stimolo è utile per tutti, dato che rinforzare l’immunità è la base di
qualsiasi risposta ad aggressioni esterne.

L’altra proprietà delle piante che ci torna utile in questo momento è quella antivirale. Alcuni fitoestratti infatti, una volta assunti, aiutano le nostre cellule a contrastare in modo più efficace l’azione dei virus. Cioè, rinforzano le difese specificatamente nei confronti dei virus, impedendone la proliferazione.
Tra le piante che presentano entrambe queste proprietà, la più nota è sicuramente l’Echinacea. Immunostimolante, antivirale antinfiammatoria, esplica al meglio la sua efficacia alla comparsa dei primi sintomi anche di semplici raffreddori e influenze, ma può essere utilizzata in prevenzione, riducendone il dosaggio.

Echinacea purpurea, Wikicommons

Questo uso preventivo in particolare risulta utile ora e in ogni situazione nella quale serva un aiuto in più.
Altre due piante capaci di stimolare il sistema immunitario sono Astragalo ed Eleuterococco. Entrambe queste piante sono anche dette “adattogene”, perché migliorano le capacità di adattamento e resistenza dell’individuo in condizioni di stress prolungato, sia esso fisico, psichico o emozionale.

L’Astragalo è un rimedio usato anche in Medicina Tradizionale Cinese. E’ ideale per la prevenzione (anche di recidive), ma non per la fase acuta e il suo tropismo è prettamente respiratorio. L’Astragalo è anche una pianta adattogena nel senso che aiuta il recupero quando c’è debolezza immunitaria e scarsa resistenza agli agenti infettivi, con tendenza a ulcerazioni, edemi ed ascessi che tardano a drenare.

L’Eleuterococco è l’adattogeno per eccellenza e il suo tropismo è proprio sull’aspetto immunitario, nel senso che normalizza la risposta immunitaria quando essa è alterata da una condizione di stress cronico. Lo stress cronico può infatti alterare il sonno, la pressione, il battito cardiaco ed arrivare fino a causare una
maggiore suscettibilità alle infezioni. L’Eleuteroccocco è utile in questo caso per normalizzare il quadro, comprendendo anche la risposta immunitaria.

Tabebuia avellanedae, Wikicommons

Un’altra pianta che vanta proprietà immunostimolanti e antivirali è il Lapacho o Pau d’Arco. Originario del Sud America, l’estratto di questa corteccia è un eccellente antimicrobico, antibatterico, antifungino ed antivirale. E’ anche immunostimolante
e immunomodulante e rispetto alle piante viste sopra è anche una pianta depurativa, nel senso che rafforza l’organismo lavorando soprattutto sul fegato e sul sistema linfatico. E’ risaputo infatti che il corpo umano possiede dei meccanismi di difesa, ma molto spesso questi non funzionano in modo ottimale a causa dello
stato di intossicazione in cui esso versa. Il Lapacho favorisce un processo di detox profonda, che parte dal fegato per arrivare fino alle vie linfatiche e alla pelle. In questo modo tutto l’organismo funziona meglio ed è quindi più resistente agli eventuali attacchi esterni.

Queste integrazioni nella nostra vita quotidiana possono associarsi sia all’Aromaterapia che ad altri rimedi, quali per esempio gli Oligoelementi, dei quali parleremo in un prossimo post.

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Questo articolo è di Elisabetta Torricelli, naturopata e titolare dell’erboristeria “L’Antologia” di via Molino delle Armi 3 a Milano: https://www.facebook.com/erboristerialantologia/

Elisabetta offre consulenze di naturopatia, e spedisce i prodotti erboristici tramite corriere a Milano e su richiesta in altre zone d’Italia.

come realizzare un oleolito di piante aromatiche

[English version of the article – How to prepare herbal infused oils]

Possiamo realizzare rimedi naturali, con pochi mezzi, stimolando la creatività e lasciandoci ispirare dalla natura.

Il primo passo che ti propongo di compiere in questa direzione, che poi è stato anche il mio quando sono venuta a vivere qui alla Selva molti anni fa, è quello di imparare a fare un oleolito.

Gli oleoliti sono estratti di erbe in olio, sono ricchissimi di principi attivi liposolubili e si prestano ottimamente come base per molti preparati casalinghi.

Sono facili da realizzare e una volta pronti, si conservano fino a due anni mantenendo intatte le loro proprietà.

Preparazione

Una volta raccolte le erbe, vanno fatte seccare per un paio di giorni in un sacchetto di carta per far asciugare l’acqua di vegetazione della pianta. Se abiti in città, puoi acquistarle fresche e farle seccare.

Successivamente vanno sistemate con cura in un barattolo di vetro che andrà riempito con le nostre erbe per non più di tre quarti del barattolo stesso.

Ricopri le erbe con olio. Consiglio l’olio d’oliva, di jojoba o di girasole deodorato perché non si alterano facilmente e rispondono bene all’esposizione al calore durante la preparazione.

Il barattolo deve essere coperto con una garza in modo da far traspirare i residui di umidità all’interno; di notte si chiude col tappo e possibilmente si ritira in casa.

La macerazione avviene solitamente al sole o se è inverno vicino a una fonte di calore che non sia diretta per 28 giorni. Durante questo periodo è bene smuovere il barattolo frequentemente, anche una volta al giorno.

Trascorso questo tempo le erbe dovranno essere filtrate e torchiate con una garza a trama fine in maniera da raccogliere l’olio residuo nelle foglie.

L’olio ottenuto dopo la filtrazione si lascia riposare per un paio di giorni così che eventuali residui si depositino e possano essere ulteriormente filtrati.

Con le piante che contengono molta acqua è possibile trovare nel barattolo la parte liquida separata dall’olio, in questo caso va tolta per non compromettere la conservazione del prodotto.

Conservazione: la conservazione ideale avviene in bottiglie di vetro scure ben chiuse, in un ambiente fresco e asciutto.

Quali piante utilizzare? Sono molte le piante officinali che si prestano a questo preparato.

Ad es. il rosmariono, la calendula, l’iperico, l’alloro…  e qui entra in campo la tua fantasia e il tuo istinto!

Puoi utilizzare il tuo oleolito puro o come ingrediente di base per molte ricette. Eccoti alcuni suggerimenti.

L’oleolito di rosmarino è un ottimo alleato da tenere sempre in casa.

Ha un’azione analgesica e antispasmodica, rilassa i muscoli e le tensioni. E’ quindi un ottimo olio da massaggio anche in caso di crampi, dolori mestruali, mal di pancia, mal di stomaco. Versa un cucchiaio di oleolito al rosmarino sul palmo della mano e massaggia con lenti movimenti circolari. Dovresti sentire rapidamente una sensazione di un sollievo.

L’oleolito di rosmarino è un ottimo siero anti age, tonifica la pelle e previene le rughe. Dal rosmarino si estraeva la famosa Acqua della Regina d’Ungheria

Sappiamo anche che la sua essenza è un riattivante ed è ottima per la concentrazione e la memoria.

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Questo articolo è stato scritto da Martha Rubino de La Selva di Positano. Martha si occupa di cosmetica naturale e ospita alla Selva percorsi di formazione in aromaterapia e altre discipline olistiche quali lo yoga. https://laselvacosmetici.com/

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