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profumo di abete bianco, visioni e orizzonti

Abete bianco, Wikicommons

Uno dei miei profumi preferiti? L’olio essenziale di Abete bianco. Nessun sempreverde ha mai ispirato in me una sensazione così intensa di “orizzonte e ampiezza”.

Questo albero che può raggiungere i 50 metri di altezza, e con caratteristiche notevoli di longevità, abitante delle altitudini (si trova bene anche oltre i duemila metri), parla di slancio, costanza, e orizzonte.

E’ una pianta che ospita sia gli organi riproduttivi femminili che maschili su se stessa (condizione abbastanza comune in Natura) ma questo aspetto, associato alle sue altezze, mi ha fatto spesso pensare che fosse un simbolo di pienezza in se stesso, una sorta di raccomandazione al “bastare a se stessi”, al ritrovare il proprio femminile e il proprio maschile in se stessi, per poter crescere, prosperare, e nutrire un lungo respiro.

Il profumo è resinoso, con una nota dolce, balsamica, e ad un tratto, una parte del suo aroma ci porta verso una lucidità che parla di ampiezza e di visione “a distanza”. Una sensazione di libertà di pensiero e di visione, naturale, aperta, e lucida.

Bisogna lasciarsi andare un poco a queste sensazioni, restando in ascolto di quanto questa essenza possa parlarci. Ma se per il nuovo anno abbiamo bisogno di orizzonti…potrebbe essere un profumo da usare, sia nella diffusione d’ambiente sia come profumo da meditazione.

A presto e buon Natale!

Solstizio d’inverno e la luce interiore – lascia andare e lascia arrivare

I solstizi sono momenti intensi, con energie forti che parlano di passaggi significativi. Nel solstizio invernale a dicembre, la grande luce che vediamo a picco in alto a giugno, corre a picco nella direzione complementare, cioè verso l’interno. Siamo “biologicamente” spinti verso la nostra interiorità, e nella nostra cultura attuale questo deve trovare un dialogo con i ritmi di dicembre, che spesso sono piuttosto frenetici e in parte caotici.

Mentre gli equinozi sono momenti di equilibrio, di taratura, i solstizi sono momenti apicali e quindi il “voltare pagina” può essere abbastanza intenso – a dire che invece di sentire un morbido passaggio, possiamo sentire un aut/aut, nessun chiaroscuro, anzi un bel bianco o nero, un si o no che parlano chiaro. Se hai necessità di fare delle scelte, i solstizi sono momenti propizi; e in particolare il solstizio invernale parla di scelte interiori, fatte seguendo la propria luce più intima che può essere espressa anche a parole, spiegando il proprio sentire e le proprie motivazioni.

In questo caso, ciò che deve andare, è bene che vada…non trattenere, se puoi. Allo stesso tempo, apriti alla possibilità che arrivi qualcosa di nuovo, o cogli ciò che ti sembra più affine a te stesso, qui e ora perchè porta le tracce del tuo prossimo futuro.

arancio dolce natale solstizio inverno

Per facilitare questo passaggio, è bene ritagliarsi qualche momento rituale, prendendosi del tempo per una tazza di buona tisana o caffè, accendere un incenso, diffondere le essenze, farsi un pediluvio o un massaggio ai piedi 🙂 Le piccole cose e i piccoli gesti ci permettono di creare dei momenti di “smaltimento” e recupero delle energie. In questo periodo è fondamentale, soprattutto se ci sentiamo sovraccarichi.

Diffondere essenze agrumate come mandarino, arancio dolce, pompelmo, può essere confortevole e confortante. Per stemperare le energie per certi versi estreme del solstizio, ricordiamoci di darci dei momenti “cuscinetto”, in modo da attutire il passaggio, e permettere alla nostra luce interiore di trovare spazio e nutrimento, perchè è ciò che ci anima e che ci rende umani.

Una semplice ricetta può essere, nel diffusore:

5 gocce di olio essenziale di pompelmo

3 gocce di olio essenziale di arancio dolce

3 gocce di olio essenziale di mandarino

Per un solstizio – e un Natale – col sorriso, il buonumore, e un momento di leggerezza del cuore.

Citando Rudolf Steiner: “Quando in questo tempo accendiamo le candele sull’albero di Natale, l’anima umana sente come se il simbolo di una realtà eterna sorgesse dinanzi al suo sguardo spirituale e vi fosse lì immutabile sin da un lontanissimo passato. Quando in autunno la natura esteriore pian piano appassisce, quando le azioni del Sole nella luce esteriore cadono come in uno stato di assopimento e gli organi della percezione esteriore dell’uomo debbono ritirarsi dai fenomeni del mondo dei sensi, l’anima ha la possibilità – o meglio non solo la possibilità, ma l’esigenza – di rientrare nelle sue più recondite profondità in modo da sentire e sperimentare che quando la luce esteriore del Sole diminuisce ed il calore si affievolisce, ora è il tempo in cui l’anima pu ritirarsi nell’oscurità esterna, ma pu in compenso trovare nella propria interiorità la luce spirituale.”