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Riflessioni solstiziali tra aromaterapia e fiori di bach

Quando arriva il solstizio estivo mi ritrovo spesso a osservare e riflettere sui cambiamenti umorali delle persone a me intorno, e ovviamente anche ai miei.

Sembra che una qualche sorgente spinga da dentro; irritabilità, movimento, la sensazione di “non starci più dentro” sono mi pare comuni.

Non siamo più abituati a osservare le influenze planetarie sulle nostre vite (intendo a sentire da dentro che cosa succede, al di là delle letture astronomiche e astrologiche, che peraltro se fatte bene sono azzeccate). Il Sole che si prepara al suo solstizio esterno (un picco verso l’altro potremmo dire, un momento di fermo verso l’alto per poi “ridiscendere”) mette in chiara luce la nostra individualità e questo può produrre sia grandi chiarezze, sia sensazioni interne (ed esterne!) di irritabilità e irrequietezza.

Possono aiutarci i nostri oli essenziali e i fiori di Bach? Credo proprio di sì.

Tra i fiori di Bach sceglierei per esempio Impatiens e Vervain. Chi ha un temperamento di suo “in spinta”, sotto il Solstizio potrebbe voler esagerare…in realtà ricordiamo sempre che i fiori di Bach portano equilibrio e non annullano le nostre qualità; semmai le rendono vivibili meglio e con più armonia. Quindi se nelle giornate solstiziali ti senti particolarmente tonico…puoi usarli e di certo non ti spegnerai!

Pliskovica lavanda solstizio estivo
La lavanda di Pliskovica (Trieste) dell’Associazione Joseph photo Alessandro Camoni

Essendo il momento solstiziale un momento senza mezzi termini, a livello di aromaterapia possiamo scegliere due vie:

se necessitiamo chiarezza e vogliamo proprio che il solstizio ci doni questo “fare piazza pulita”, potremmo pensare di farci una sinergia per ambiente con:

4 gc di olio essenziale di Limone

4 gc di olio essenziale di Pompelmo

2 gc di olio essenziale di Menta

– se invece sentiamo la pressione solstiziale e vorremo darci un pò di calma, almeno per reggere meglio la pressione, optiamo per:

4 gc di di olio essenziale di Lavanda (angustifolia/officinalis)

4 gc di olio essenziale di Ylang Ylang

2 gc di olio essenziale di Basilico Tulsi

Buon Solstizio a tutti…e se vuoi condividere le tue esperienze ti aspetto nel gruppo Facebook “Amici Profumati Online”!

I Profumi e gli Aromi della Serenità interiore

Serenità, calma, relax…sensazioni ed emozioni non facili da provare quando siamo in mezzo a tanti impegni e tante cose da seguire.

Come possono gli oli essenziali (magari uniti ai fiori di Bach) aiutarci a ritrovare una dimensione interiore di tranquillità?

Uno dei temi centrali è la disconnessione da noi stessi, dal nostro profondo, che conosce risorse e soluzioni. A questo proposito mi viene in mente il fiore di Bach Olive, e le parole di Bach:

“Those who have suffered much mentally or physically and are so exhausted and weary that they feel they have no more strength to make any effort. Daily life is hard work for them, without pleasure.”

Per coloro che hanno sofferto molto mentalmente e fisicamente e sono così esausti e stanchi che sentono che non hanno più forza per fare alcuno sforzo. La vita quotidiana è un duro lavoro per loro, senza piacere”.

olive fiori di bach

Photo Credit: Grand Mookster Flickr via Compfight cc

Questa è una considerazione che possiamo applicare anche quando siamo semplicemente stanchi e sentiamo che abbiamo sulle spalle un pò di pesi! Olive aiuta a ritrovare la centratura con se stessi e a recuperare energie per proseguire la strada. L’Ulivo peraltro è pianta mediterranea da sempre direi collegata col tema del sacro; il simbolo dell’olio in particolare è legato all’unzione, all’accensione delle lampade, alla consacrazione – potremmo dire al dare vita e benedizione.

E dunque per recuperare forze ed energia, ed essere in pieno relax, cosa potremmo unire a Olive?

Tra gli oli essenziali interessanti, per esempio Arancio dolce, Neroli, Rosa, Mandarino, Lime, anche uniti in sinergia.

Uno spray che potremmo fare, in 30 ml di alcol alimentare a 95 gradi, da usare nell’ambiente o come profumo personale:

– 10 gc olio essenziale di Arancio dolce;

– 5 gc olio essenziale di Neroli;

– 12 gc di olio essenziale di Lime

– 5 gc di fiore di Bach Olive.

Le dosi possono variare a seconda del proprio gusto e sensibilità – attenzione a non usare questa sinergia sulla pelle se ci esponiamo al sole perchè gli agrumi sono fotosensibilizzanti; può essere spruzzato su una maglietta di cotone.

Nel caso faccia tanto caldo…non dimenticare di aggiungere qualche goccia di olio essenziale di Menta piperita!

 

Tre oli aromatici…veramente essenziali in aromaterapia!

Stress e piccoli disagi quotidiani possono essere alleggeriti da tre oli essenziali, che andiamo insieme a vedere, per costituire un kit di base da portare sempre con sè. Io li uso sempre, e li considero ormai “parte della famiglia”!

Lavanda (Lavandula angustifolia):

Proprietà: equilibrante, rilassante, antinfiammatorio, cicatrizzante, antisettico, antispasmodico, cardiotonico.

Indicazioni emozionali ed energetiche: essenza della Conciliazione, è adatta in tutti quei casi nei quali la persona vive un conflitto interno e ha bisogno di guardare le cose da fuori e da un punto di vista più ampio. Ottima essenza da diffusione in ambienti nei quali le persone si confrontano e faticano a trovare un punto di vista comune. Nono stante sia un olio essenziale molto diffuso, lavande particolarmente soavi non sono comuni, e vanno cercate con attenzione, testando diversi oli essenziali, se si desidera un effetto sottile ed energetico adeguato – da questo punto di vista non è perfettamente sostituibile dagli oli essenziali di lavande ibride.

Note: ne abbiamo parlato di recente, riferendoci agli aspetti spirituali dell’uso della Lavanda.

aromaterapia e oli essenziali

Limone (Citrus limon)

Proprietà:

antibatterico, anticoagulante, antinfettivo, antisettico, antivirale, astringente, digestivo, immunostimolante, depurativo, tonico del sistema nervoso.

Indicazioni emozionali:

l’olio essenziale della Chiarezza, stimola e sviluppa un processo lineare di pensiero. Simbolo di immediatezza e lucidità e associato all’idea di pulizia, supporta il sistema energetico in un processo di purificazione e di liberazione da tossine fisiche e mentali, che creano nella persona dubbio e confusione. Per questo può essere efficacemente utilizzato in diffusione ambientale, per promuovere la capacità di studio, di attenzione e di presenza.

Essere supportati da questa essenza aiuta a creare maggiore lucidità e chiarezza nelle proprie scelte che diventano meno emotive e più dirette. L’essenza sprigiona una “luce” che supporta chi si sente “al buio” e ha bisogno di ritrovare la via verso se stesso.

Note: ho dedicato un articolo agli Aromi per la Chiarezza.

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Mandarino (Citrus reticulata)

Indicazioni emozionali ed energetiche:

Essenza giovane, ridona spontaneità, gioiosità e brio. Ideale per le persone con molte responsabilità che hanno perso il contatto col proprio bambino interiore e desiderano recuperare un elemento di gioia e gioco nella loro vita. Le sue qualità calmanti lo rendono un buon aiuto in caso di insonnia da stress. In generale utile in tutti i casi di sovraccarico, di tensione dovuta a troppi impegni e cose da gestire. Il suo profumo solare e “infantile” permette di donarsi un momento di spontaneità e relax, al di là di tutto ciò che ci circonda.

Note: dai tre fondamentali ho escluso l’usatissimo Tea tree al quale ho riservato un articolo. Il mandarino è fondamentale perchè riporta nelle nostre vite quella morbidezza e quel respiro d’infanzia fondamentale per un benessere profondo.

Credere in se stessi: aromaterapia e ascolto delle propria intelligenza emotiva

Capita a tutti, a volte. Ti risvegli da un lungo sonno che non ti eri accorto…di aver dormito. Ti capita mai di non ascoltarti e fare delle scelte che non sono tue? Su questo Edward Bach aveva colto bene il problema, trovando almeno due fiori che puntavano il tema della scelta: Cerato e Scleranthus. E i nostri aromi? Come possono aiutarci a ritrovare la nostra bussola interiore e a riscoprire la nostra intelligenza emotiva?

Forse stupirò per una scelta così semplice, ma l’olio essenziale di Limone è uno dei miei preferiti. Quando la chiarezza è il tema attorno a cui si ruota, nello sciogliere dubbi e nebbie interne, l’essenza di Limone annusata durante il giorno aiuta a disperdere le confusioni.

Boswellia sacra

Prova a chiudere gli occhi, a darti qualche secondo di pausa. Poi respira, fai qualche respiro profondo. Se hai l’essenza di Limone annusala, o se vuoi un olio essenziale che da sempre è un “timoniere” che aiuta a tenere la rotta, annusa l’olio essenziale di Incenso. Ve ne sono diversi, consideriamo qui la Boswellia sacra che aiuta direi da millenni l’essere umano a non perdere la rotta. Quando lo annuso mi sembra di ritrovare l’asse verticale, di centrarmi, di avere maggiore lucidità e direzione. Non è certamente un caso che la resina d’Incenso sia utilizzata da sempre nelle tradizioni sacre, aiutando gli esseri umani a non perdere se stessi. Potremmo forse avvicinare questa funzione a quella di Wild oat dei fiori di Bach.

E poi, per non perdere di vista le proprie sensazioni, e quindi la propria intelligenza sensibile ed emotiva, è fondamentale riprendere contatto col proprio corpo e con le proprie radici simboliche. E allora il nostro amico olio essenziale di Vetiver può aiutarci, dandoci una sensazione radicante che nella vita di tutti giorni non è poi così facile da ritrovare. Soprattutto se di giorno usi molto la tecnologia digitale, computer, smartphone ecc, è fondamentale che tu ti ricavi un momento di pausa “sensoriale”, in cui puoi semplicemente chiudere gli occhi e annusare una di queste essenze, un Limone, o un Incenso, o un Vetiver. Se li hai tutti e tre, prova a sentire la differenza e scegli seguendo l’intelligenza del tuo corpo…che è la tua. Il più delle volte ci perdiamo non tanto perchè non sentiamo cosa dovremmo fare, ma perchè lo sentiamo ma lo “sovrascriviamo” con convinzioni e credo di cui ci siamo convinti. Ma come molte discipline integrate insegnano, il corpo è un’ottima guida e gli aromi possono aiutarci a riscoprire questa risorsa così profonda.

Il conforto dell’aroma di Melissa e il canto di Orfeo

Nel mito di Orfeo la sorte di un matrimonio d’amore, quello tra Orfeo ed Euridice, è decisamente avversa: il giorno del matrimonio, Euridice viene morsa da un serpente e muore, entrando nel regno di Ade e Persefone e lasciando il suo amato in una profonda disperazione. Ma Orfeo è un cantore straordinario, la cui capacità melodica e vocale è insuperata: la sua lira è dono di Apollo, e la sua melodia vince ogni cosa. Così, forte di questo talento ricevuto in dono, Orfeo tenta la discesa agli Inferi, e supera ogni sorta di incontro: Caronte lo accompagna sulla sponda infernale, cosa che a nessun umano ancora in vita è permessa; supera l’ira di Cerbero, e ogni sorta di altra prova fino ad arrivare al cospetto di Persefone. Il mito qui ci dice che persino la regina dell’Ade è commossa da Orfeo – e il suo desiderio di riportare Euridice alla vita viene soddisfatto. Una concessione che dimostra la potenza di questo cantore dell’anima.

Orfeo però è un essere umano. Così, nella risalita dall’Ade, tenendo per mano Euridice, che non deve assolutamente guardare (unica regola imposta per l’uscita e il recupero della vita) Orfeo viene colto dai dubbi. Questa mano che sto stringendo, questa persona che viene con me, è veramente Euridice? Cioè è proprio lei la mia compagna? E’ proprio lei che mi completa e che mi apre al mondo? O questa mano è di qualcun’altro, così debole, così evanescente…e Orfeo, nel mito, si gira e la guarda. Potremmo dire “uno sguardo che vale una vita”, perchè Euridice immediatamente viene riportata agli Inferi, e non può essere nuovamente salvata.

Orfeo di Henri Martin
Orfeo di Henri Martin

Questo mito così tragico in realtà ci dona la possibilità di un finale diverso. Perchè ci chiediamo, cosa avrebbe potuto fare Orfeo, invece di voltarsi, quando venne assalito dai dubbi. Una delle risposte possibili è che Orfeo avrebbe potuto cantare. Usare cioè il suo talento più profondo, la sua vocazione, per ritrovare la strada, per sè e per l’amata.

E allora immaginiamo Orfeo che mentre inizia ad avere dei dubbi, sceglie il canto. Canta la sua melodia più bella, una melodia d’amore. E quella mano che tiene nella sua, così fragile, inizia a prendere vita. Sente sempre di più la mano di lei, la sua consistenza, il velluto della sua pelle, il calore del suo corpo. Orfeo canta ed Euridice prende vita. Ora sì che gli basta sentire soltanto la sua mano per essere certo che sia lei. E mentre stanno uscendo dal lungo cunicolo che porta fuori dall’Ade, incontrano il profumo della Melissa.

Un odore soave, citrino, confortante. L’essenza si sparge nella grotta e li accompagna verso la luce del giorno. Così quando escono, finalmente si guardano, possono abbracciarsi. Possono vivere un momento di quiete dopo tanto dolore e abbandono. Non sono più soli, Orfeo può dare il suo canto ad un altro essere umano, che sopporti con lui un dono divino (per nulla semplice da portare). Euridice nella sua fragilità riprende vita, e raccoglie delle foglie di melissa, che appoggia sul suo petto. Il profumo, l’energia di questa pianta con le foglie a forma di cuore la confortano. Esattamente ciò che la pianta di Melissa e il suo olio essenziale possono fare anche per noi. L’essenza ha profumo citrino, verde, inizialmente sottile e poi progressivamente prende corpo e ritmo. Questa essenza contiene, conforta, dona maggior quiete interiore, pacifica. Ideale quindi nei momenti in cui abbiamo bisogno di riposare, di sentirci accuditi, di recuperare una dimensione di dolcezza e sorriso.

Può essere una essenza “famigliare”, cioè da condividere con tutta la famiglia quando ci sono tante occasioni di stress e tutti hanno bisogno di un momento di quiete. Ottima nel diffusore di essenze, ne può bastare una goccia in un poco di crema o olio di mandorle da applicare sui piedi per un momento di luminoso relax.
Nel caso si siano difficoltà nel reperimento dell’olio essenziale, è possibile gustarla anche in formato tisana, e godere degli effluvi profumati della pianta fresca o secca.