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Per una Geografia Aromatica dell’ Anima

Il contatto con noi stessi non è solo un contatto con i nostri impulsi più intimi, ma anche un contatto con quei territori che ci hanno “dato forma” attraverso la loro conformazione. Questo vuol dire che quei luoghi che abbiamo vissuto e frequentato per lungo tempo ci “formano”, danno cioè una impronta particolare alla nostra personalità e  così come ci fanno sentire individui unici, così ci fanno appartenere a un insieme di persone che in qualche modo ha vissuto la stessa impronta. Riscoprire le nostre radici ha cioè una doppia valenza:

– quella di dirci meglio chi e come siamo (la relazione con noi stessi);

– allo stesso tempo riconoscere una qualche comunanza con le persone che come noi hanno vissuto quei territori (la relazione con gli altri).

Questa cittadinanza condivisa non ha necessariamente i confini segnati sulle cartine geografiche quanto piuttosto risponde a una geografia interiore che spesso può riconoscere familiarità anche tra persone che abitano separate da confini posti dall’uomo.

corso di aromaterapia pliskovica joseph
Corso di Aromaterapia a Pliskovica con l’Ass. Joseph, photo Alessandro Camoni

 

Esiste quindi una geografia dell’anima e a dire il vero anche una geologia dell’anima che ci permette di guardare a noi stessi e agli altri in  modo rinnovato e fresco.  Ecco quindi due polarità che si presentano quando scegliamo di ritrovare le nostre radici: la scoperta di se stessi e la scoperta della relazione con l’altro.

In questo cammino di recupero della nostra identità incontriamo anche il regno delle piante e degli aromi. Le essenze, che possiamo considerare “le voci” di un territorio, ci danno testimonianza di caratteri e funzioni diverse ma tutte figlie di una unica terra che si esprime anche attraverso di esse. Annusandole, conoscendole, possiamo ritrovare parti della nostra stessa voce, parte del nostro stesso “profumo interiore“. A dir la verità possiamo scoprire consonanze e dissonanze, e possiamo scoprire anche che, così come ci riconosciamo in alcuni profumi del nostro territorio, così siamo attratti anche da profumi lontani, proprio perché la nostra anima trova nuovi territori in cui riconoscersi. Questo è uno degli aspetti della ricerca su Essenze e Acque aromatiche: la possibilità non solo di trovare rimedi pratici per il quotidiano, ma anche e soprattutto di ritrovare una strada verso noi stessi che è tutta da scoprire ed esplorare.

Samhain e il Rosmarino dei Cieli

Samhain è una festività celtica che in tempi più recenti è stata “tradotta” con la festa di Halloween. In realtà Samhain nella tradizione della spiritualità celtica è un momento di passaggio fondamentale; sostanzialmente l’inizio del periodo in cui la luce “scende sotto terra” e in questo passaggio il regno dell’Aldiquà e quello dell’Aldilà si incontrano definendo un punto di non ritorno.

Questa festività può essere vissuta come un momento di rilascio di ciò che è completo e passato, e come apertura verso qualcosa di nuovo e di un livello più interiore, più alto. Procedendo verso l’inverno la luce “scende nella terra” e siamo simbolicamente portati a guardare maggiormente in noi stessi e a stare più “dentro”. Nella nostra cultura in realtà in questo periodo accade una accelerazione di cose, che non corrisponde con I cicli naturali – la Natura d’ora in avanti progressivamente si ritira per dare nascita con la primavera a tutto quello che si è sedimentato, rigenerato dopo la pienezza e la “selezione naturale” dell’autunno, e il riposo e il raccoglimento dell’inverno.

A Samhain sono associati diversi simboli del regno naturale, quali per esempio la mela, la zucca, e anche il rosmarino. Su quest’ultimo vorrei soffermarmi, in particolare sul Rosmarinus officinalis chemotipo verbenone, preziosa gemma dell’Aromaterapia.

Questo olio essenziale è distillato dalle piante di Rosmarinus officinalis, spesso in Corsica, dove troviamo un biòtopo particolare che dona questa essenza.

Olio essenziale di Rosmarinus officinalis chemotipo verbenone
Rosmarino, image Wikimedia Commons

Caratteristiche olfattive di questo rosmarino sono limpidezza, balsamicità, “salinità” – personalmente lo chiamo “il Rosmarino dei Cieli”, perchè annusandolo con attenzione, spesso mi rievoca immagini di cielo, di azzurro, e di apertura.

Questa caratteristica celeste ne fa un olio essenziale ideale in diffusione atmosferica, per mantenere viva l’attenzione e migliorare la lucidità. Può essere anche un olio da meditazione, per chiudere gli occhi e accedere a uno stato interiore di presenza e silenzio interiore. Essenza particolarmente direzionata verso l’alto, ricorda ampi spazi azzurri, accompagnati da un senso di respiro e di estensione.

Detto questo, ricordiamo che la presenza del chetone verbenone ne fa un olio essenziale da usare in bassi dosaggi e per brevi periodi di tempo, ed è sconsigliato in gravidanza e in presenza di patologie gravi.

In aromaterapia questo olio essenziale è utilizzato per bronchiti, sinusiti perchè è un ottimo mucolitico;
è un regolatore nervoso e cardiaco, ideale quindi quando c’è stanchezza mentale stress;
ha anche funzione regolativa endocrina ed è un rigeneratore epatico;
svolge interessante azione lipolitica ed è anche un rigenerante cutaneo, interessante quindi per le applicazioni nel massaggio estetico.

Un vero e proprio “scrigno del tesoro” che va utilizzato con buon senso e ricordando che poche gocce sono già in questi casi sufficienti sia per la diffusione nell’ambiente che per l’uso sul corpo tramite un vettore (olio da massaggio, crema).

Stress e Aromaterapia – che cos’è lo stress? Come possono gli oli essenziali aiutarmi?

Una tipica frase è “mi sento stressato”. Con questa frase che usiamo tutti, indichiamo stati interiori in realtà molto diversi: però quando la pronunciamo ci sembra di capirci l’un l’altro immediatamente. Mi sento stressato. Eh sì – ma che cos’è veramente lo stress? Abbiamo mai pensato di definirlo?

Il termine “stress” in inglese indica :

una tensione/pressione costante su un oggetto;
dare enfasi o importanza;
porre l’accento su.

Quindi quando diciamo che siamo stressati, stiamo probabilmente dicendo che sentiamo una pressione; e che questa pressione che sentiamo si riferisce a qualcosa a cui diamo importanza. Ci hai mai pensato? In realtà, lo stress è qualcosa che si sviluppa in molti momenti della nostra vita, e a volte può essere anche “positivo”. Positivo perchè una moderata pressione, il sentirsi stimolati, può essere un ottimo motore per fare le cose.

Ecco dunque che quando parliamo di stress noi in genere pensiamo a qualcosa di negativo; esso però nella sua essenza è una tensione, una tensione focalizzata che può essere anche di supporto alla nostra vita.

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Lime, Citrus aurantifolia Author: ShoZu

Stare all’aria aperta, stare con gli amici, muoversi, viaggiare, divertirsi…sono portatori di sensazioni positive e benefiche, che inducono in noi una presenza di energia che stimola il nostro sistema corpo-mente-anima. E’ una forma di stimolo che nessuno di noi chiama “stress”, ma che in realtà possiamo inserire nella categoria di “stress positivo”, laddove non c’è traccia di pesantezza, stare male, ecc. bensì percepiamo una espansione e una spinta positiva.

Per quanto riguarda invece lo stress negativo, per cominciare a trovare i primi rimedi, è bene fermarsi un attimo e cercare di capire meglio come ci sentiamo: quando arriva questo disagio, in che forma, quanto mi pesa realmente, ecc.

In questo modo possiamo comprendere meglio che cosa ci succede, e di conseguenza possiamo magari scegliere un olio essenziale che ci faccia sentire meglio, o che ci aiuti a gestire la situazione (interiore ed esterna).

Quali potrebbero essere gli oli essenziali adatti ad alleggerire un momento di “stress”? Per restare su essenze facilmente trovabili, potresti prendere in considerazione:

Arancio dolce – Citrus sinensis: questa essenza apparentemente semplice ristora, lenisce, predispone alla socialità e aiuta ad aprirsi agli altri e al mondo.

Lime – Citrus aurantifolia: amo molto questo olio essenziale, che ha caratteristiche di leggerezza, vivacità e gioiosità piuttosto uniche. Adatto a chi ha bisogno di “tirarsi su” e di far ritornare il sorriso.

Petit grain dell’Arancio amaro – Citrus aurantium foglie: questo olio essenziale sembrerà più “pesante” rispetto agli altri due; è portatore di calma e relax, e all’olfatto apparirà più “verde” e talvolta “legnoso”. Adatto a chi ha bisogno di staccare e recuperare energie interiori e fisiche con un bel sonno ristoratore.

Questi oli essenziali li puoi usare nel diffusore, oppure versarne una goccia su un fazzoletto di carta e ogni tanto annusare.

Molte sono le essenze che possono aiutarci; è importante comprendere anche che al di là delle descrizioni, dobbiamo trovare gli oli essenziali che piacciono a noi e che ci fanno stare bene, perchè nella percezione c’è una componente soggettiva che non si può eliminare (ognuno di noi cioè reagisce in modo diverso agli odori, e sebbene in aromaterapia abbiamo dei dati oggettivi relativi agli oli essenziali, poi questi interagiscono con la nostra interiorità, che non è del tutto prevedibile!).

Menta Piperita che passione…Creatività e Freschezza in un Olio essenziale

Creatività e Freschezza sono due aggettivi che ben descrivono l’olio essenziale di Menta Piperita, una essenza che forse tutti conosciamo e che è parzialmente sottovalutata. La menta è conosciuta come aroma alimentare, la troviamo un pò dappertutto – caramelle alla menta…sciroppo alla menta…e molto altro. L’olio essenziale ha un profumo fresco e che può cambiare a seconda della varietà utilizzata e del luogo di coltivazione e raccolta. Come avevo detto in precedenza sul blog, la mia menta preferita è quella di Pancalieri, ma vi sono anche altre mente molto buone, anche se quella di Pancalieri ha una nota dolce e rotonda che in altre piante di menta non si riscontra.

Corso su Aromaterapia e Benessere a Pancalieri

Ricordiamo alcuni utilizzi dell’olio essenziale di menta, che consiglio a tutti di prendere e di tenere nel “kit personale”:

– il suo fresco aroma risveglia l’attenzione, e per questo è eccellente in diffusione ambientale quando non solo dobbiamo studiare e leggere, ma anche quando siamo semplicemente stanchi e sentiamo di aver bisogno di qualcosina che ci tiri su e ci dia sollievo;

– la capacità della menta di dare sollievo e leggerezza conferma la sua qualità antinausea, basta annusarla a questo scopo. Personalmente sconsiglio l’uso dell’olio essenziale per via orale in caso di nausea (intendo l’olio essenziale puro); spesso si risolve tutto semplicemente con l’olfazione;

– l’effetto fresco può essere efficacemente usato facendo un pediluvio nel quale avremo versato tre gocce di olio essenziale di menta piperita precedentemente miscelato con del sale grosso (raccomandato anche per i camminatori…alla fine di escursioni e passeggiate, un pediluvio con la menta vi farà sentire gambe e piedi leggeri);

Olio essenziale di Menta Piperita

– da un punto di vista più sottile l’olio essenziale di menta piperita può aiutare nel risveglio della creatività e nel brainstorming – sia da soli o in gruppo, diffondere qualche goccia di questo olio essenziale aiuterà tutti i presenti a essere più ideativi. L’olio essenziale in particolare ha come sua caratteristica la “diffusività” e in questo senso ha la qualità di promuovere nella psiche una attitudine all’apertura e alla spensieratezza. Questo tipo di funzione può essere utilizzata soprattutto quando sentiamo senso di oppressione, pesantezza, congestione mentale.

– proseguendo nella lettura simbolica, la menta può supportarci nel lasciar andare i ragionamenti farraginosi per fare spazio a un pensiero maggiormente intuitivo. Da provare ogni volta che ci si sente spenti o persi in pensieri che non trovano soluzione e sblocco;

– in termini di chakra, la menta è una pianta che ci dimostra quanto ogni essenza non possa lavorare solo su un chakra, ma tocchi spesso più livelli energetici: la sua capacità digestiva e antinausea impatta il terzo chakra, ma le sue qualità fresche e liberatorie per la mente la collocano in risonanza anche col sesto chakra – conferma che nel corpo fisico e nei corpi sottili tutto è in relazione. Un ulteriore punto di vista interessante può essere meditare su che relazione ci sia tra questa capacità di “digerire” e questa capacità di “aprirsi” e “ideare”. Forse che possiamo creare e immaginare solo se lasciamo andare nel frattempo qualcosa che non abbiamo (simbolicamente) digerito?

Creazione e Tutela del proprio Spazio Personale e Aromaterapia

Che cosa significa delineare il proprio spazio personale? Una domanda apparentemente semplice…in realtà rispondere non è così immediato. La prima considerazione da fare è questa: siamo tutti consapevoli di avere uno spazio personale e di “abitarlo”? Spesso questa consapevolezza in realtà è parzialmente inconscia e quindi la gestione del proprio spazio personale diventa molto istintiva e umorale – insomma ci accorgiamo che qualcosa va o non va, ma non ci rendiamo conto che quello che sta succedendo riguarda proprio i nostri confini, lo spazio simbolico che abitiamo e viviamo ogni giorno.

Lo spazio personale è un luogo simbolico, senza muri, senza stanze fisiche, in realtà esiste ma è innanzitutto psichico. Il riflesso e l’incarnazione più evidente di questo spazio è l’organo Pelle. La pelle è un luogo simbolico di espressione dei nostri confini, di come essi vengono tutelati, protetti o violati.

rosa aromaterapia

Che sensazione si ha quando il proprio spazio personale è rispettato?

In genere la sensazione è di apertura, di respiro, di una certa serenità, oggi potremmo definirlo di “ben-essere” in cui un pò tutto interiormente sembra “a suo posto”. Le sensazioni corporee fluiscono e siamo in una condizione di attenzione e presenza.

Questo è lo spazio psicosomatico ed è il primo luogo che abitiamo; successivamente ci sono gli spazi fisici nei quali ci muoviamo ogni giorno – la casa che abitiamo, il luogo in cui lavoriamo, i luoghi che ci sono cari e che frequentiamo. La casa è sicuramente il primo riflesso del nostro spazio personale e all’interno di essa i vari ambienti possono esprimere il nostro sentire (o meno…!). Spesso si cambiano mobili e si spostano cose proprio per muovere qualcosa dentro di noi e trovare una armonia maggiore. Per questo mettere mano alla propria abitazione non è solo qualcosa di pratico e concreto, bensì un vero esercizio interiore di aggiustamento…nei periodi di cambiamento si sente spesso l’esigenza di cambiare anche qualcosa in casa – ed è qualcosa che avviene naturalmente senza doverci pensare troppo. Questo accade anche con il profumo che decidiamo di dare alle nostre stanze.

Può il profumo diventare un modo di esprimere il nostro spazio interiore? A mio avviso sì. La prima riflessione in questa direzione è chiedersi se profumiamo un ambiente che è soltanto nostro o che è condiviso. La differenza è chiara: quando profumiamo uno studio, o una camera che viviamo soltanto noi abbiamo mano libera, mentre negli spazi condivisi la profumazione dovrà in qualche modo essere resa gradevole per tutti, proprio perchè espressione di uno spazio che è non solo di una persona, ma di più persone che la coabitano.

Puoi profumare il tuo ambiente con gli oli essenziali in tanti modi: dall’uso del diffusore a ultrasuoni, alla creazione di semplici spray, a creare dei profumatori con della carta da acquerello (puoi ritagliare delle strisce di carta da acquerello di 5 cm per 20 cm, spruzzarle poche gocce di essenza e appenderle sia negli armadi che negli ambienti).

Corso di Aromaterapia a Milano

 

Che profumo ti piacerebbe dare alla tua stanza preferita?

Non ci sono regole generali per questo, ma certamente oli essenziali che possono colorare un ambiente in modo piacevole sono per esempio l‘olio essenziale di arancio dolce, mandarino rosso, litsea cubeba, picea mariana, rosmarino cineolo, menta piperita,  petit grain, e per gli amanti della rosa, consiglio vivamente di usare nel diffusore l’idrolato di rosa (non l’olio essenziale) che è ovviamente più leggero ma che rilascia nell’aria una piacevole profumazione di fondo. Gli idrolati o acque aromatiche – per ora da noi poco utilizzate – sono un meraviglioso strumento che tra le tante applicazioni ha proprio questa; essere cioè pratico da diffondere nell’ambiente senza aggressività.