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Aromaterapia sotto la neve :-) : ricette per i geloni

Ho da sempre le mani e i piedi freddi, e ho scoperto di avere molti amici che hanno lo stesso problema. Problemino che quando fa freddo come in questi giorni…porta a usare immediatamente gli oli essenziali più riscaldanti che ci siano.

Cosa possiamo fare? Partiamo dall’idea che i geloni siano dovuti a:

– mancanza di una appropriata circolazione sanguigna a causa del freddo; la quale crea

– secchezza della pelle e conseguente

– infiammazione e fastidio, fino al dolore.

Il mio olio vegetale preferito in questo caso è l’oleolito di Iperico (Hypericum perforatum). Questo olio rosso rubino ha proprietà antiinfiammatorie ed è un migliorativo della circolazione venosa; inoltre aiuta la pelle a rigenerarsi.

Lo uso da anni, ed è un olio così versatile che potremmo definirlo il “rescue remedy” degli oli vegetali. Come dicevo prima è un oleolito; cioè una macerazione della pianta di iperico (i fiori) in un olio vegetale (spesso olio di girasole, o olio di oliva). Le sue proprietà antiinfiammatorie in genere non si fanno attendere, e per la pelle è un vero toccasana. Quindi in caso di geloni, ti consiglio vivamente di usarlo ungendoti generosamente.

Aromaterapia: oli essenziali per i geloni
Fiori…sotto la neve! Foto di Yamaken.

 

Se cerchiamo un olio essenziale con proprietà circolatorie, potremmo scegliere il Rosmarino. Oggi che disponiamo anche di oli essenziali chemiotipizzati (analizzati e definiti secondo le loro componenti maggioritarie), potremmo scegliere il Rosmarino verbenone (non si usa per le donne incinte). Se non disponiamo di oli chemiotipizzati, utilizziamo il Rosmarino “generico” come attivatore della circolazione.

L’altro alleato antifreddo sicuramente è il Timo. Anche con il Timo incontriamo la chemiotipizzazione; se puoi scegliere direi prendi il Timo a linalolo, che è uno di quelli meglio tollerati da tutti. Il Timo è un’essenza che amo molto, che rinforza il sistema immunitario, e che sicuramente porta calore e circolazione dove ne abbiamo più bisogno.

Altro aiutante è l’Elicriso, così abbondante in Sardegna, che ha mille proprietà tra le quali l’essere antiinfiammatorio e circolatorio. Anche l’Elicriso è una pianta calda, che potrà dare sollievo.

Come uso tutti questi oli? In modo semplice. In un cucchiaio di olio di Iperico, versa 2 gocce di Elicriso, una di Timo, una di Rosmarino e poi applica questo olio sulle tue parti “ghiacciate”. Se hai la pelle molto rovinata e tagliata, usa soltanto l’Elicriso e aggiungi della Lavanda.

Non esagerare con le dosi, non stai giocando al piccolo chimico 🙂 e ricordati che gli oli essenziali sono concentrati quindi non hai bisogno di usarne molte gocce.

Prova…poi mi dici come va!

Il profumo, o il cammino dell’uomo verso se stesso attraverso l’olfatto e gli aromi

La parola profumo contiene in sè tutta la sua storia, passata presente e futura: pro-fumo, fumigazione verso qualcosa, a beneficio di qualcosa e qualcuno; e qualcosa che va verso qualcos’altro…e va in alto.

Non ci pensiamo più a questo significato, e restiamo spesso impigliati nel credere che il profumo sia una di quelle sostanze che compriamo in flaconi di vetro ormai ovunque, anche al supermercato.

Quello lo possiamo considerare la maschera del profumo. Una specie di controfigura, controparte. Un pò come nella gioielleria si può scegliere una pietra colorata per far credere che ci sia una pietra preziosa…ma se ti avvicini ti accorgi che è falsa.

La profumeria attuale utilizza nella maggior parte dei casi delle sostanze di sintesi. Ci sono ricerche che costano alle aziende cifre spropositate per trovare nuove molecole che sappiano di qualcosa di interessante, e che possano essere riprodotte rispettando gli standard attuali. Anche in questo settore secondo me ci sono dei capolavori, ma in generale il prodotto chimico non mi fa impazzire…

C’è poi la profumeria naturale, un lavoro di nicchia, che utilizza gli oli essenziali e aromi naturali per produrre profumi portabili e gradevoli.

Questa è la figlia diretta della profumeria delle origini: prima della scoperta della chimica come capacità di riprodurre sostanze in laboratorio (metà dell’ottocento) i profumi erano prodotti con mille astuzie dai profumieri.

Eau Savage, profumeria e profumeria naturale
Un profumo che ha fatto storia...

La base di questi prodotti erano le materie prime: e ancora oggi per chi fa profumeria naturale, la qualità dei prodotti di base è fondamentale. Sarebbe difficile fare un profumo con aromi di bassa qualità perchè il profumo ha il compito di essere fresco, sottile, pervasivo quanto la natura permette. In questo senso, non sempre l’intensità e la persistenza (a volte insopportabile) dei profumi chimici è riproducibile…ma forse è meglio così!

Cercare un proprio profumo è come cercare se stessi. Cogliere le molte sfumature che ci attraversano e ci caratterizzano, ed elaborarle con l’olfatto. Creare un profumo è creare una magia, non tanto pensando agli altri, quanto pensando a se stessi.

Molti parlano del profumo come se fosse qualcosa da mettersi addosso pensando agli altri che lo annuseranno. Io credo esattamente il contrario. Io credo che il profumo debba essere una sostanza che mi faccia stare bene, perchè sono io che lo porto addosso e sono io che lo respiro tutto il giorno. Sottolineo: lo respiro tutto il giorno. Forse non ci rendiamo conto di cosa questo significhi…per noi e anche per gli altri.

Creare un profumo naturale per se stessi, o usare un profumo naturale già pronto è un atto d’amore verso di sè; è un atto di abbandono al sè profondo.

Mi rendo conto quando miscelo gli oli essenziali che per percepirli e comprenderli devo completamente aprirmi e ascoltare. Lo devo fare sia quando preparo una miscela perchè ho magari mal di schiena…sia quando creo un profumo che mi farà piacere mettere il giorno dopo.

Ogni odore, ogni olio essenziale ha in sè un messaggio e questo messaggio olfattivo può essere letto dal nostro naso come i nostri occhi vedono e come il nostro udito è in grado di ascoltare una musica.

Potremmo non conoscere le note della musica, ma siamo in grado di dire se ci piace o no…così il profumo. Le note del profumo sono le sue materie prime, gli oli essenziali con i quali si può fare aromaterapia. L’uso del profumo è un’aromaterapia interiore al massimo grado.

Aromaterapia e Profumeria natural
Il percorso interiore...foto di Spirit fire

I profumi spesso evocano immagini, paesaggi, momenti, quasi stessimo vedendo in quel momento delle fotografie. Possono essere così diretti da commuovere, così intriganti da lasciare perplessi su quale potrebbe essere la loro composizione. Se di un profumo comprendi tutta la composizione, usi la tua parte razionale e non ti abbandoni…mentre è importante esattamente il contrario, dimenticare di cosa è fatto e vivere un atto di abbandono.

Mi sono resa conto che l’unico modo di comprendere profondamente un profumo è abbandonarsi al profumo stesso. Permettere che la sostanza naturale ci porti delle suggestioni di ogni tipo. Già questo è un atteggiamento secondo me terapeutico, perchè l’ascolto e l’abbandono sono elementi essenziali dell’equilibrio nell’essere umano (che spesso invece è focalizzato quasi solo sul fare e sul non ascoltare, con risultati che vediamo ogni giorno).

L’aromaterapia quindi e l’attenzione agli aromi e alle loro combinazioni olfattive diventa quindi un cammino verso se stessi: suggestioni, immagini, gusto, ascolto, scelta, conoscenza…ci permettono di definirci meglio e di capire chi siamo…ogni giorno di più.