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Storytelling sensoriale: narrarsi attraverso la voce, i profumi, la creatività

Narrarsi. Raccontare di sè per aprire al mondo il proprio mondo interiore. Difficile a farsi, inizialmente; difficile anche dopo. Perchè un mondo sensibile, un essere integralmente senziente appena si apre percepisce violenza, dubbio, difficoltà al di fuori di sè. Percepisce il disinteresse dell’altro. Percepisce quello che Otto Scharmer chiama “absencing”, l’essere assenti a se stessi e agli altri. In questo mondo ne siamo pieni.

Ed ecco allora che si riconferma il silenzio. Il tacere. Il non detto. Poi il non detto diventa la norma, e si accumula. Si accumula energia non detta. Ognuno di noi sa cosa vuol dire, almeno un pò.

La via della narrazione di sè, in un luogo protetto (il “luogo” è il cuore dell’altro), laddove vi sia una condivisione del sentire e del rispetto, diventa fondamentale e può aprire la strada alla propria espressione, al far sentire la propria voce e la propria identità. Per questo se senti che è arrivato il momento di ritrovare la tua voce interiore, la tua strada, anche in modo molto concreto (trovare soluzioni affettive, o professionali, o entrambe) il primo passo è: parlarne. Certo, con chi ti senti a tuo agio. Però parlarne. Raccontarsi. Dire – non ce la faccio; ok ragazzi, non ce la faccio -. In questa epoca in particolare la pressione è tale che “da soli” non si può vivere. In realtà mai abbiamo potuto vivere “da soli”. Ma oggi è un continuo trasformarsi, un continuo fluttuare, e sentirsi a disagio non vuol dire essere malati. Vuol dire vivere un flusso nel quale siamo tutti dentro e che chiede più che mai ascolto, flessibilità, e assenza di pregiudizio. 

Aromaterapia e Profumeria botanica a Milano
Un incontro per raccontarsi…in modo aromatico. Milano 2017

L’aromaterapia e i profumi in questo giocano un ruolo per me primario, perchè risuonano con la nostra psiche e possono aiutarci a vivere questo continuo mutamento e farci intravedere ed esperire la nostra strada personale. Per me sono da sempre uno strumento di chiarezza, delle guide disponibili a comunicare se stesse a chiunque si ponga in ascolto.

Il corpo, più in generale, e i sensi, se utilizzati per ascoltarci interiormente, sono portatori della nostra saggezza più profonda. Una saggezza che oggi serve più che mai, ma che richiede anche una destrutturazione di parte di ciò che sappiamo, con fiducia che vi sia una “intelligenza organizzatrice” più grande che abbiamo tutti interiormente e anche in connessione uno all’altro. E’ qualcosa di esperibile nel quotidiano, anche se spesso a causa della vita che conduciamo, non riusciamo a vederlo (l’ascolto di sè richiede spazio/tempo, le condizioni minime adatte, e sperabilmente almeno una persona che viva una relazione d’ascolto con noi).

Scrivo questo perchè credo più che mai che oggi la narrazione, il raccontarsi, e l’ascoltarsi, in modo privo di giudizio e con l’intuizione “aperta”, sia una strada di aiuto collettivo da attivare.  Questo può avvenire nel coaching individuale, ma anche in coaching di gruppo attraverso la narrazione e lo storytelling; attraverso l’ascolto sensoriale e la creatività olfattiva.

Il primo passo?

Scegli un olio essenziale che ti piace. Annusalo. E parla di quello che senti con qualcuno, e vedi se puoi condividere questa esperienza. Passaparola.

Profumeria botanica, Aromaterapia e Consapevolezza

Sabato abbiamo trascorso insieme una giornata dedicandoci all’ascolto delle essenze e di noi stessi. Abbiamo incontrato gli aromi, ci siamo dati il tempo di entrare in risonanza con essi, lasciando emergere sensazioni, intuizioni, immagini, parole, gesti.

Ci siamo allenati a fare dell’aromaterapia una pratica di Consapevolezza, una pratica che potremmo definire “meditativa”. Lasciando spazio alle sensazioni che proviamo, alla leggerezza, alla pesantezza, alla luminosità, al buio, al calore, alla freschezza…e molto altro, abbiamo ritrovato nelle essenze parti di noi stessi. Pian piano il nostro profumo personale si è manifestato, come un autoritratto sensibile, una immagine olfattiva che parla di noi e ci fa bene.

elena cobez aromaterapia consapevolezza
Abbiamo parlato di ciò che siamo davvero, ci siamo raccontati del bene che portiamo dentro e delle difficoltà, insicurezze, fragilità che ci hanno messo in cammino e ci hanno permesso di essere straordinariamente umani.

La nostra epoca attuale è profondamente instabile, in movimento, in mutazione – e se da una parte questo apre molte possibilità di sviluppo, dall’altra chiede sempre di più che ognuno di noi sia consapevole, centrato, in ascolto di sè, altrimenti rischiamo di venir “portati via” da una corrente che non è la nostra.

profumeria botanica consapevolezza milano

Ti invito a prendere parte ai prossimi corsi di profumeria botanica, che saranno sempre luoghi di ascolto sensibile, luoghi protetti in cui potrai rigenerarti, oasi dell’anima che per chi ancora sente la voce della propria, e anche per chi non la sente ma sa che c’è e vuole ritrovarla.
Ti aspetto a Torino il 7 ottobre e a Bologna il 14 ottobre; per Milano invece sto cercando una associazione che mi ospiti nei prossimi mesi. A presto!

Sensorialità e consapevolezza: scegliere percependo se stessi

Spesso mi viene chiesto come si fa a essere più presenti, più lucidi, più equilibrati. Ci sono molte risposte possibili, ma una risposta che può essere messa in pratica da subito è proprio questa: solo la consapevolezza del nostro corpo, il profondo contatto con la nostra fisicità, con quello che sentiamo muoversi dentro, può aiutarci a essere più lucidi nelle scelte e nelle azioni del quotidiano.

La consapevolezza non è un atto mentale. Questo può stupire, ma da quando si parla di intelligenza emotiva, e di varie forme di intelligenza, ci siamo abituati a capire che sì, noi pensiamo al cervello e alla mente, ma entrambi non sono “a se stanti”, bensì sono collegati con tutto il resto. Per capirci, la mente non “abita” solo nel cervello. La mente è il corpo intero e molto più, seguendo le filosofie e medicine antiche. Restando al mens sana in corpore sano: il nostro pensare è sempre fisico, e le emozioni possono aiutarci a capirlo. Anche i sentimenti.

Quando siamo nella rabbia, il corpo si scalda, sentiamo pulsare dentro, spingere qualcosa. Oppure nella paura, sentiamo contrazione, brividi, uno “shaker” interno. O nella tristezza, onde interne e il corpo che perde tonicità, che “affonda”. Sono sensazioni fisiche di stati emotivi. Così possiamo percepire anche la gioia, quel pulsare che diventa vitale e al centro del petto qualcosa si apre ed estende; la creatività e il flusso, che ci rende più leggeri e la vibrazione ora nel corpo è rigenerante. Noi sperimentiamo al di là delle teorie un laboratorio corporeo-emozionale-sentimentale ogni giorno. Noi siamo anche questo.

intelligenza emotiva corpo

Ed ecco infatti che Edward Bach in un momento di crisi di vita, che cosa fa, va nella Natura e “compone” dei rimedi vibrazionali, perchè sente e comprende che il corpo reagisce ad aspetti interiori e sottili, e può essere sostenuto fisicamente ed emotivamente in questo modo. Gli oli essenziali fanno questo in modo ancor più fisico (nel senso che sono composti da molecole estratte dalle piante) e quando sono scelti in linea con i bisogni della persona e sono di qualità, possono supportare il sistema corpo-mente-anima nel suo cammino su – e con – questa Terra.

Il profondo legame tra la nostra consapevolezza più profonda e il corpo va tenuto presente ogni volta che desideriamo più capacità di scelta, di selezione, di chiarezza, di leadership. Si parla in questa epoca di trasformazione e di crisi. Io userei la parola trasmutazione. Si tratta di attraversare stati emotivi, mentali, e ancestrali, sia personali che collettivi. Ed ecco che per fare questo abbiamo bisogno di nuove consapevolezze, e abbiamo bisogno del nostro corpo. Della nostra intelligenza emotiva e della nostra intelligenza ancestrale, fiduciosi che nel corpo ci sia il riflesso di una saggezza che va oltre molte delle teorie o convinzioni che abbiamo.

Quindi, se sei confuso, riparti dal corpo. Datti spazio per sentirti. E inizia a dare fiducia a questo sentire. All’inizio potrà essere difficile, ma verificherai presto che il tuo “sesto senso” è ben più intelligente di quanto crediamo. E se non riesci a sentirti, ecco, allora è tempo di ritornare all’ascolto del corpo, a fare pratiche sensoriali, a sperimentarti nei sensi, sia da solo che con altre persone, perchè la dimensione della socialità è fondamentale. Non solo perchè è bello e piacevole, ma anche perchè stai passo a passo ritrovando te stesso.