Category Archives: Viaggio in India

Interlude di Amouage: quando la pace interiore domina il caos

Ma qui forse è necessario una specie di intermezzo o interludio (Tommaso Landolfi)

Ho il piacere di annusare oggi Interlude nella versione femminile, un profumo nato quest’anno in casa Amouage. “Interludio” lascia presagire l’intenzione di creare una sensazione di sospensione e riposo, a mio avviso. Un interludio è un momento di pausa, un momento di pausa dolce, che permette di rasserenarsi anche se fuori c’è caos e movimento; “inter” e “ludus”, ciò che sta in mezzo a due momenti (nella tradizione a due momenti teatrali, un intermezzo).

Questo profumo presenta una combinazione olfattiva complessa, giocata su dei contrasti evidenti, che lasciano però spazio alla bellezza e alla soavità di odori più appaganti.

Interlude di Amouage: quando la tranquillità domina il caos

La presenza dell’Elicriso è lampante, e il suo odore tipicamente “di liquirizia” viene stemperato dalle altre componenti, nel mio sentire dagli agrumi quali il Bergamotto, e da tutto un bouquet di fiori (Rosa, Neroli, Gelsomino). L’odore quindi inizialmente lascia un pò interdetti, perchè l’Elicriso può piacere o non piacere, ed è una nota forte, evidente, che firma questo profumo senza lasciar spazio a fraintendimenti.

Personalmente ho l’impressione che la presenza dell’Incenso espanda e allo stesso tempo renda più composto l’Elicriso; lo espande nella sua nota di liquirizia, ma lo mitiga e lo raffina dandogli una rotondità che altrimenti non avrebbe, restando più rustico.

Da questo odore liquoroso e “di liquirizia”, che attrae per la sua profondità, ma allo stesso tempo respinge per la sua forza essendo una nota amara marcata (“o ti piace o non ti piace”), passiamo a delle note agrumate e poi a un insieme floreale, cipriato, che consola. Il Bergamotto dà un tocco che è sempre attraente, agrume con mille sfacettature, che prepara al senso di nobilità e raffinatezza delle altre componenti. La presenza del Pompelmo sostiene il Bergamotto e allo stesso tempo fa da eco all’amaro dell’Elicriso, dandogli però un aspetto più fruttato, e nell’insieme più goloso, più accettabile.

Si sente la presenza dell’Oud, altra nota di profondità; del Muschio di quercia, e anche del Musk (animale); l’insieme della base è ammaliante e strutturata, con una sensazione di una solida roccia suadente sulla quale poi si possa ergere un contrasto che avrà un vincitore, e sarà la tranquillità (se fosse una frase, sarebbe “finalmente posso riposarmi e godermela” ambientata in un lussuoso ambiente,forse un hammam, o un palazzo di raffinata nobiltà mediorientale).

Gelsomino in Aromaterapia, olio essenzialeCreative Commons License Joan G.G. foto

Interlude è un profumo che porta diverse componenti secondo me accostate con l’intenzione di dare una sensazione di contrasto e forza, il cui cuore e parte finale sono pronti per accogliere il vincitore di questa prima battaglia; “la quiete dopo la tempesta”, ma la tempesta si sente ancora ed è la porta attraverso la quale passiamo per poter arrivare a sdraiarci e riposare in un lusso soave. Questa l’impressione personale che ne ho, cogliendo poi anche la sfumatura del Gelsomino, e ricordandomi il viaggio in India fatto in Rajasthan, e i palazzi regali che avevano spesso giardini di gelsomino, nei quali le regine con le ancelle passeggiavano, per coglierne la straordinaria fragranza.

Forse è proprio il Gelsomino che in questo profumo si erge come una colonna sicura a tenere il senso di nobiltà femminile; e ad esso si uniscono le altre fragranze per restituire un’idea di femminilità decisa, concreta, e allo stesso tempo figlia di una nobiltà che non è solo di tradizione, ma anche interiore.

La degustazione olfattiva di questo profumo mi è stata offerta dalla Profumeria “Essenze” di piazza Sant’Antonio Nuovo 4 a Trieste.

Potrebbero interessarti anche:

L?Heure Bleue di Guerlain

Nu Green di Olivia Giacobetti

Creare Profumi naturali con gli oli essenziali

 

 

Le maghe delle spezie: dialoghi sull’uso delle spezie in Aromaterapia e Cucina

In questi caldi giorni d’estate, incontro un’amica ed esperta di cucina e spezie, Patrizia Orlando. Ci sediamo con un buon tè che ci accompagna, e parliamo di spezie, che da sempre ispirano l’uomo a tante suggestioni.

spezie al mercato, oli essenziali e aromaterapia con le spezie

foto di Gavin Bell 

– Patrizia, quali sono le tue spezie preferite?

Caspita, è molto difficile sceglierne alcune…diciamo principalmente tre: zenzero, cannella e cardamomo. In particolare lo zenzero per me è una spezia amata, lo studio e uso da anni. Ho scoperto lo zenzero attraverso alcune ricette tradizionali, e più tardi invece ho scoperto la possibilità di utilizzarlo all’interno di piatti che sono d’uso quotidiano.

Io amo molto anche il cardamomo, che spesso per il suo aroma forte non viene utilizzato. Molte persone hanno quasi paura delle spezie, per la loro forza e energia.

– Trovi che le persone sappiano in generale usare le spezie?

A dire la verità mi sembra che molte non sappiano usarle perchè le trovano troppo forti. In realtà la forza delle spezie non è nella loro capacità di spiccare su tutto, quanto piuttosto di diventare uno “sfondo aromatico” per valorizzare i piatti.

* Mentre Patrizia fa queste riflessioni, penso ai profumi naturali con gli oli essenziali. Credo che il valore degli oli essenziali estratti dalle spezie sia esattamente questo anche in profumeria: non tanto per creare profumi che sappiano solo di cannella o chiodi di garofano, quanto piuttosto per utilizzare queste componenti così particolari per valorizzare altre componenti olfattive.

– Cosa ne pensi invece della cannella?

La cannella è una spezia fantastica, che si abbina bene ai dolci, anche come componente aromatica di creme da accompagnamento. Pochi sanno però chce si può utilizzare anche per piatti di carne e selvaggina…In realtà questa spezia ha avuto fortuna anche perchè ha delle forti proprietà antibatteriche!

* E qui mi vengono in mente quanto le spezie abbiano salvato l’essere umano nella storia…cannella, chiodi di garofano…la curcuma e tante altre, che hanno proprietà terapeutiche utilissime; oggi spesso non ci rendiamo neppure conto di quanto valore abbiano le loro proprietà, e le utilizziamo “solo” per il loro buon odore e gusto…!


spezie in aromaterapia e cucina, oli essenziali di spezie Nick Leonard 

– Vogliamo dare qualche consiglio a chi si avvicina oggi all’uso delle spezie in cucina?

Certamente. Ricordiamoci che non sono difficili da usare, ma che per conoscerle bisogna iniziare utilizzandole a piccole dosi. Le ricette che si trovano in giro hanno sempre dei quantitativi di spezie che non corrispondono poi magari al nostro gusto. Meglio partire con piccole dosi e provare poi man mano ad aumentarle!

Ricordiamoci anche che la definizione generica di “cannella” o “vaniglia” non indica esattamente di che tipo di spezia si tratta: sappiamo che le spezie possono avere diversa provenienza e questo cambia tantissimo della loro resa gustativa e olfattiva.

– Quale pensi sia il segreto per poterle usare con facilità?

Credo bisogna “farle proprie”. Il punto è percepirle, farle proprie; altrimenti non riusciremo mai a usarle esattamente. Non si tratta di seguire delle ricette precostituite, ma di farne esperienza diretta, come ho visto fare ai tuoi allievi durante i corsi di aromaterapia. Noi possiamo avere quante ricette pronte vogliamo, in cucina, in aromaterapia, in profumeria…ma finchè non faremo nostre le essenze che trattiamo, non potremo mai creare. Penso che la cosa fondamentale sia costruire questa relazione tra la persona e la sostanza che intendiamo utilizzare; in questo modo poi potremo anche seguire ricette già pronte, ma avremo un nostro bagaglio di esperienza che ci permetterà di eseguirla correttamente, diciamo “a modo nostro”.

– E’ esattamente quello che mi ha dimostrato l’esperienza in questi anni. Noi possiamo avere mille ricette, e restare sempre persone che non sanno come trattare le sostanze che utilizzano. Per fare veramente aromaterapia, per creare anche un profumo, dobbiamo famigliarizzare con gli oli essenziali, studiarli certamente, ma renderli anche nostri amici. Altrimenti non ci sarà alcun legame tra noi e le essenze, e non riusciremo mai ad abbinarle, anche se ci dicono come fare, anche se ci danno mille combinazioni già pronte!

Sì, anche nella mia esperienza ho visto che dobbiamo soffermarci sulla nostra percezione: a quel punto sapremo correggere anche dosaggi sbagliati, e riusciremo a fare abbinamenti insoliti. Non bisogna avere paura di provare, il percorso di esperienza passa necessariamente “dall’errore”.

– Sì abbiamo spesso paura di sbagliare, e invece “sbagliare” è un elemento fondamentale dell’apprendimento…

Certamente! Per esempio quando ho scoperto la curcuma, ho provato a utilizzarla in tanti modi…la uso anche per dare colore alla pasta, per esempio, mettendola nell’acqua di bollitura…mi sono permessa di provare ad usarla in vari modi, e ora la amo molto e la uso senza difficoltà. Per chi inizia consiglio di inserire le spezie nei piatti che già si preparano normalmente, così da poter gustare le differenze che si creano con l’aggiunta di questi aromi particolari.

– Sì, anche in aromaterapia facciamo spesso così: per capire un olio essenziale non posso sentirne dieci insieme…devo sentirne uno alla volta…!

Sì, per capire una sostanza bisogna dedicarsi ad essa, non pretendere subito di miscelarla a mille cose…!!! A volte anche una sola spezia, ben scelta, può esaltare un piatto e renderlo particolare.

– Quali sono i tuoi progetti relativi alle spezie?

Da settembre ricominciano i corsi di cucina a Trieste, nei quali usiamo tante spezie, che faccio arrivare appositamente e che vendo anche in negozio. Poi ti aspettiamo a ottobre per i corsi di aromaterapia e preparazione di unguenti e profumi naturali! Così potremo vivere le spezie anche da quel punto di vista!

Puoi trovare Patrizia a Trieste, presso il suo negozio TeaTime Trieste, via del Monte 1. Per tutti i corsi di aromaterapia, autoproduzione di unguenti e profumeria naturale invece puoi visitare il mio sito www.massaggiodiluce.org

Potresti essere interessato anche a:

la Curcuma e i suoi mille usi

lo Zafferano nella cosmesi antica

 

Il Pandemonium aromatico: gita a Chandni Chowk, Delhi, India

Mi sveglio al mattino, e come previsto chiamiamo un taxi per andare da un profumiere famoso in Delhi, che ha il negozio in Chandni Chowk. Il tassista, quando gli mostro l’indirizzo al quale deve portarci, sembra perplesso. Borbotta qualcosa in hindi e poi parte. Dopo un quarto d’ora, iniziamo a vedere un gran caos, una strada strapiena di macchine, di tuk tuk, di gente a piedi, di rickshow, di tutto.

Sulla via Aromatica in India, al Bazar
Chandni Chowk, sulla via degli oli essenziali...

All’inizio vediamo il tassista un pò sconfortato e perso; allora io tiro fuori un paio di cartine e ad un certo punto capisco che siamo vicinissimi alla strada che cerchiamo. Anche lui se ne accorge, e ci dice che “ci vuole ancora un kilometro a piedi”. Io capisco che a piedi ci mettiamo meno che in auto e gli dico “sì sì, a piedi è ok”. Ma lui è un indiano caparbio, e quando io gli dico che andiamo a piedi, lui fa inversione in auto e si infila proprio nella stradina dove avremmo dovuto entrare a piedi. Inutile dire che in quella stradina nessuno ci va in auto, tranne il nostro autista che ha deciso che ci porta davanti al negozio – letteralmente – dribblando persone animali e cose che incontrerà sulla sua strada. Ad un certo punto si ferma e ci fa cenno con una mano che “il negozio è lì”.

Io sul momento non capisco e guardo alla ricerca di un segno che quello sia il negozio che cerchiamo. Poi capisco: ma che negozio; siamo in un bazar e qui non ci sono porte, è tutto aperto, e in effetti comunque questo posto ha dei muri e quindi è un negozio :-)

Entriamo, e il proprietario ci guarda con simpatia. Gli chiedo degli oli essenziali, e lui che è uno sveglio, immediatamente mi fa avere una lista degli oli essenziali, con listino prezzi e campionario. Restiamo stupiti favorevolmente da questa celerità (atipica in India) e mentre siamo persi tra gli oli essenziali e ci guardiamo negli occhi con una domanda inespressa ma palese dallo sguardo: “E adesso cosa compriamo???”. Perchè la risposta immediata sarebbe “Uno di tutto” però poi ti rendi conto che forse stai esagerando.

Oli essenziali...aromaterapia in India
Ecco gli oli essenziali...

Il proprietario del negozio è intanto molto preso dal dialogo con un personaggio che sembra uscito dal Signore degli Anelli. Alto, magro, sguardo profondo e acuto, pelle scura, orecchino d’oro vistoso, vestito come un sadhu, ma con in mano uno smartphone di ultima generazione, è certamente una persona facoltosa vestita di stracci, e che pare particolarmente attento a quello che gli propone il profumiere. Insomma, probabilmente un facoltoso nobile indiano, che è lì per scegliersi qualche chicca, magari da regalare.

Noi siamo meno stressanti del nostro compagno di acquisti, e visto che lui attrae molta attenzione (anche la nostra) comincio a farmi sentire facendo quelle due tre domandine da turista rompiballe.

La prima, per far tremare tutti, è  “Ce l’avete il sandalo?“. Questa domanda 15 anni non era un problema, ora o ti guardano con disperazione (è roba che non esiste più…ma cosa mi chiedi….) o ti guardano e orgogliosi ti rispondono “Sì, sì” sapendo di essere tra i pochi a commerciare con roba di questo tipo.

Sì, il sandalo in India è raro, soprattutto quello vero. La seconda domandina simpatica è “Ma li distillate voi?“. Ti guardano un pochino stupiti e un pochino meravigliati. Poi la risposta può essere multipla; certamente Mr. Ram è ben preparato e mi spiega che le distillazioni non si fanno a Delhi. Nessuno distilla a Delhi per i costi che avrebbe mantenere qui un’azienda; e che quindi i giochi si fanno da altre parti (tipo Kannauj). Mi dice poi che spesso per distillare si spostano gli attrezzi da distillazione, non il contrario: cioè non è detto che i fiori vengano raccolti e portati in distilleria, a volte sono i materiali da distillazione che vanno nei campi fioriti (la distillazione nomade, chiamamola così).

Nel frattempo mi sono annusata bene il sandalo, e mi sembra vero. Mi sono annusata un pò tutto, e mediamente questi oli essenziali mi sembrano onesti. Il proprietario mi parla ancora di Kannauj, e non riesco a dirgli che ci sono stata due settimane fa…mi dice “Dovresti andarci” e io “Sì, sì certo grazie”. Poi, vista la preparazione e la simpatia del personaggio gli chiedo “Ma se l’anno prossimo porto dei miei studenti in India…potrei portarli qui da lei?”. E lui mi risponde “Sì certo…basta che ci avvertite prima…quanti siete?”. Gli rispondo che non lo so; ma mentre mi guardo intorno penso che il prossimo anno sì che ci veniamo qui…ci vuole un pò di coraggio e di freschezza…ma il pandemonium (così lo definisce una guida autorevole di Delhi) del Bazar può anche essere affascinante (se non ti fa venire il mal di testa).

Il negozio in Chandni Chowk di oli essenziali e incensi
Imbottigliamento degli oli essenziali nel negozio del Bazar

Compriamo parecchi olietti e poi ci ritroviamo con il solito problemino…adesso come usciamo da questo caos? Risolviamo dicendo che abbiamo fame e andiamo a pranzo. Più che altro andiamo a pranzo per stare un attimo tranquilli e capire come si esce da questo groviglio di stradine e gente che fra un pò ti si siede in braccio…Quando ci avviamo però siamo felici, perchè abbiamo incontrato un altro pezzo dell’India aromatica…a presto per altri pezzetti del puzzle!

Potrebbe interessarti anche:

Kannauj, il Paradiso perduto dell’Aromaterapia e della Profumeria naturale

Consigli di viaggio – quali oli essenziali usare nei viaggi in India e non solo?

L’olio essenziale di Sandalo…la sua storia e il suo uso

 

 

 

Il Paradiso perduto dell’Aromaterapia: Kannauj, nell’Uttar Pradesh, India

La sensazione è proprio questa, di arrivare in un Paradiso perduto. Perduto perchè la sua epoca di magnificenza va dal sesto al dodicesimo secolo dopo Cristo; e ora è di fatto un tesoro protetto da uno scrigno ben chiuso – è un luogo difficilmente raggiungibile, se non conosci qualcuno lì praticamente non sai neppure dove dormire, e insomma…buona fortuna.

Corso di Aromaterapia a Kannauj
Un momento d'incontro con Mr. Kapoor distillatore in Kannauj

E la fortuna a Kannauj sa essere davvero buona: se conosci le persone giuste, ti ritroverai davanti a un metodo di distillazione che ti commuoverà all’istante. Il metodo “all’antica”, nel quale la distillazione avviene in corrente di vapore in recipienti di rame. Solo la vista di come avviene porta in una dimensione di sogno e incredulità.

Questa è stata la mia sensazione quando ho visto una distilleria tradizionale in questo luogo. Non ci sono dubbi, ti ritrovi davanti a un pezzo di storia, e parlando con un distillatore, anche lui ha riconosciuto che ormai distillare così è un atto culturale, è preservare una storia che non deve finire.

Le distillerie sembrano fucine che potrebbero ad ogni istante far uscire un bel drago dalle loro fauci di fuoco. Per entrare bisogna sorpassare una nebbia di fumo e un calore pungente ad altezza gambe. Poi all’interno, ti collochi nei pochi punti dove non ti si arroventano gambe e piedi e dove riesci a respirare, e assisti a quello che sembra un piccolo miracolo.

Un addetto alla distillazione degli oli essenziali a Kannauj
Un addetto alla distillazione degli oli essenziali a Kannauj

Un addetto alla distillazione va dietro ad uno dei ciotoloni di rame e tira fuori, come un mago, una manciata di petali di rosa. Signori…si sta distillando la rosa. Domanda: quanto ci mettete? Risposta: almeno 6 ore.

E in questo luogo che pare più una fucina di Efesto, nascono oli essenziali di qualità eccellente, e te ne innamori subito. Non ti devono convincere neppure un secondo, non serve marketing, sei già convinto. Anzi, ti dispiace di non poterne comprare a litro invece che a millilitro. Perchè hai davanti dei piccoli capolavori, frutto di una manodopera che rappresenta ancora la Storia della distillazione e della Profumeria.

Tutto questo accade in una cittadina che se ci cammini sembra un paesetto rurale in cui non accade proprio nulla. Il bello forse è proprio in questo. Cosa potrebbe esserci mai di importante qui? Questo sembra ai più, ed è comico che anche le guide più rinomate dell’India citino questa città solo per il suo museo archeologico. Che ridere! Quando la vera archeologia è ancora viva e vegeta, e le più importanti case profumiere occidentali comprano qui consapevoli che queste materie prime sono rare ed eccellenti.

Quando ho deciso di andare a Kannauj, nessuno la conosceva. Gli amici mi chiedevano “ma sei sicura?”. Anche molti indiani non la conoscono, a dimostrazione che per arrivare qui devi proprio amare l’aromaterapia e la profumeria. Non la troverai mai sulle guide, non ti preoccupare. Anzi ti diranno di tirare dritto e farti un giro da altre parti. Forse questo dimenticatoio l’ha preservata finora, e credo che bisogna entrare in questi luoghi con un senso di rispetto profondo.

Distilleria a Kannauj
L'ingresso della distilleria di oli essenziali di Mr. Kapoor a Kannauj

In questa terra così magica, non poteva non esserci qualche distillazione “incredibile” – quella più curiosa per noi credo sia la distillazione della terra. Sì, la distillazione di panetti di terra che creano un distillato chiamato “Mitti”.  Una cultura che tenta di distillare il profumo della Terra è sicuramente una cultura piena di poesia. E di abilità tecnica, perchè ci riesce e crea uno dei profumi più interessanti secondo me, certamente non uno di quegli odori ai quali siamo abituati. L’odore della terra viene distillato e fissato su un olio essenziale (sandalo) o una base di altro tipo (dioctyl-pthalate).

E poi ci sono le distillazioni di lusso, tra le quali spicca quella della Rosa, e di un fiore che da noi è sconosciuto, la Kewra (Pandanus odoratissimus). Quest’ultima è pregiata e cara, e in India è un agente di fragranza anche per i cibi. A noi pare un fiore dall’odore molto intenso, dolce, forse stucchevole.

L’India riserva tante altre sorprese e distillazioni a noi sconosciute…vedremo di scoprirle insieme man mano :-)

Potresti essere interessato anche a:

Consigli aromatici per un viaggio in India

I tanti usi della Curcuma

L’uso dello zafferano in cosmesi antica

I profumi della nonna…ricette per un bagno d’epoca con gli oli essenziali

Bagni profumati con un sentore antico? Si possono fare anche oggi…

Le testimonianze di alcune lettrici del mio blog e della mia newsletter mi hanno stimolato a scrivere questo articolo.

Elisa: “Io avevo una bisnonna che aveva l’abitudine di usare un profumo che le veniva portato da dei cugini francesi…. indovina un pò… era lavanda ed ora quando annuso l’o.e. di lavanda si rivedo lei e la sua energia vitale, pensa a 90 anni andava ancora in bici ed aveva un entusiasmo stupendo!”.

Antonella: “Ricordo quando andavo a trovare la mia nonna mi piaceva pulire il suo bagno, e mi soffermavo ad annusare il suo talco profumato alla rosa, la sua cipria, che naturalmente mettevo di nascosto, avevo più o meno 9-10 anni, mi piace ricordare la sua retina per tenere a posto i capelli anche di notte, i suoi asciugamani di lino con il pizzo all’uncinetto…..il suo bagno splendeva, e lei mi guardava un pò preoccupata, non capiva lì per lì come mai una bambina non cercasse altri modi per giocare o passare il tempo! A me bastava un suo commento generoso ed ero felice. ”

Corso di Aromaterapia ayurvedica, Attar, profum indiani
Ecco degli Attar, i profumi indiani a base di oli essenziali

Questa parole mi hanno riportato alla memoria quando mia nonna mi faceva sentire i campioncini di profumo, che per me erano una sorta di oggetto magico, perchè in un oggetto così piccolo si nascondevano profumi così intensi e diversi uno dall’altro. I campioncini sembravano delle bacchette magiche, ognuna con un suo odore caratteristico…e ovviamente questa magia si svolgeva nel bagno, che era sempre curato, apposto, e femminile.

La cultura del bagno, intesa come cura della camera da bagno e dell’atto del bagno stesso, è di antichissima tradizione. Non mi dilungo, ma basta pensare alla cura per il corpo dei romani (con le terme) e alla tradizione mediorientale legata all’Hammam. Sono solo due esempi; spesso nelle civiltà antiche soprattutto i nobili avevano rituali di pulizia personale spesso complessi e variegati.

Cosa possiamo fare a casa noi, oggi? Moltissimo direi…e ovviamente useremo gli oli essenziali.

I profumi dell’antichità erano tutti a base di sostanze profumate provenienti dalle piante. Esisteva già all’epoca la distillazione, come testimonia per esempio la produzione di Attar in India, o gli scavi a Cipro che hanno portato alla luce una intera officina di produzione aromatica, attualmente considerata del 2000 a.C.

Gli oli essenziali sono da sempre le sostanze di base per la creazione dei profumi; ne parla per esempio anche l’Ayurveda, che usa gli Attar per il trattamento dei punti Marma. Vediamo come ottenere un bagno profumato di “buono”:

per versare gli oli essenziali nell’acqua del bagno, è meglio utilizzare un vettore che nel nostro caso sarà il sale grosso. Versa qualche goccia di olio essenziale in una manciata di sale grosso, e getta il sale nell’acqua calda.

Quante gocce? Dipende tantissimo dal tipo di olio essenziale utilizzato; ricordati che gli oli essenziali sono concentrati quindi per un bagno possono bastare dalle tre alle cinque gocce in totale.

Aromaterapia e bagno con oli essenziali
Un bagno...per scherzare un pò

Cosa puoi usare? Beh, ovviamente la lavanda, l’olio essenziale più versatile che esista, della quale ho parlato recentemente in una intervista, nella quale Susanne Zanoni mi ha raccontato la sua esperienza di coltivatrice e di come l’olio essenziale di lavanda sia adatto ai bambini indaco.

La lavanda più sottile che esista è la cosiddetta Lavanda Vera, in genere Lavanda angustifolia, che ha un profumo particolarmente eterico e sottile; ma anche le altre lavande sono buone, con odori che variano molto anche da come vengono coltivate e curate.

Un’altro olio essenziale che userei senz’altro è il Neroli, i fiori di arancio amaro. Per chi abita in zone dove gli agrumi vengono coltivati, consiglio vivamente di raccogliere i fiori di arancio, farne un infuso e versarlo nella vasca da bagno…la fragranza floreale agrumata secondo me è una delle più gradevoli in assoluto.

Per chi ama le suggestioni orientali, e vuole immaginare cosa possano essere gli Attar indiani, una delle miscele più usate nell’antichità era olio essenziale di Sandalo più olio essenziale di Rosa (Damascena, ma va bene anche Centifolia).

In realtà gli Attar  non sono solo indiani, ma corrispondono a un metodo di estrazione usato in un’intera area, dalla Persia all’India.

Sull’olio essenziale di Sandalo avevo tenuto una lezione online, della quale puoi vedere qui un estratto.

Una miscela tutta mediterranea potrebbe essere invece:

– olio essenziale di Limone 1 goccia

– olio essenziale di Mirto 2 gocce

– olio essenziale di Neroli 1 goccia

Per un bagno di totale benessere, grazie alla sensazione gradevole regalata dalle sostanze agrumate (attenzione il limone è un pò aggressivo per la pelle, resta nei dosaggi indicati e se ti si arrossa un pò la pelle non usarlo) unite al mirto, usato sin dall’antichità, che dona un profumo soave che si abbina bene alle altre essenze. Attenzione a quale olio essenziale di mirto acquisti, perchè quello con l’odore più delicato è il ……

Fammi sapere poi come va :-) o se usi già gli oli essenziali per farne dei bagni profumati!

Iscrizione mailing di aromaterapia, cosmetici naturali, fiori di bach